Sepolcro in agguato Sepolcro in agguato

Sepolcro in agguato

Letteratura straniera

Classificazione

Editore

Casa editrice

L'ormai famosa agenzia Strike ed Ellacott ha risolto molti casi inestricabili. Quello che rimane non risolto è il rapporto trai due soci, segnato da un’amicizia profonda e inquieta, tra slanci imprevedibili e sotterranee gelosie. Quando l’anziano Sir Colin Edensor chiede il loro aiuto per tirar fuori il figlio Will da una setta che lo ha plagiato, i due accettano senza esitare. In nome della lotta per un mondo migliore, la Universal Humanitarian Church allontana i suoi membri dai loro affetti e li induce a elargire enormi donazioni, diventando sempre più potente. Peccato che dietro a un leader dal carisma innegabile ci sia un passato sordido e ben più di una morte sospetta. Entrare sotto copertura nella sede principale, una fattoria sperduta nel cuore del Norfolk, sembra l’unica soluzione, e Robin è pronta a farlo. Ma intelligenza e preparazione potrebbero non bastarle: addentrarsi nel lato oscuro dell’UHC si rivelerà molto rischioso, tra vendette soprannaturali, ricatti ed ex adepti terrorizzati. Uniti come non mai, Robin e Strike dovranno mettere in campo non solo le loro capacità professionali, ma anche le risorse più personali e i ricordi più intimi, in una delle sfide più difficili e coinvolgenti in assoluto. Sepolcro in agguato catturerà i lettori tra le sue pagine, in un epico, indimenticabile nuovo capitolo della storia di Robin e Strike.



Recensione Utenti

Opinioni inserite: 4

Voto medio 
 
4.4
Stile 
 
4.5  (4)
Contenuto 
 
4.3  (4)
Piacevolezza 
 
4.5  (4)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Sepolcro in agguato 2026-01-28 14:49:48 Mian88
Voto medio 
 
3.0
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
Mian88 Opinione inserita da Mian88    28 Gennaio, 2026
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

UHC

«La felicità è una scelta che a volte richiede uno sforzo, e per lui era arrivato il momento di fare quello sforzo.»

Correva l’anno 2024 quando “Sepolcro in agguato” arrivò in libreria. Quel 20 febbraio fu tanto atteso quanto bramato, ricordo ancora la curiosità che mi portò alla lettura, la bramosia che faceva fremere la curiosità dello scoprire una nuova avventura. Eppure, qualcosa in questo scritto aveva stonato ai miei occhi tanto da decidere di non continuare nella lettura della saga o comunque di prenderci un attimo le distanze. Da qui la mia recensione tardata nel tempo, una recensione che arriva – e non lo celo – dopo aver concluso “L’uomo marchiato”.
Avvicinarsi alle opere di Galbraith e in particolare a Cormoran Strike e alla sua socia Robin Ellacott significa calarsi in una serie di gialli che non sono solo gialli. Perché se da un lato abbiamo l’aspetto più investigativo che notoriamente parte da un fatto anche abbastanza ordinario e la cui risoluzione sembra decisamente intuitiva, dall’altro abbiamo un mondo articolato e strutturato su una serie di contenuti sempre più corposi e tra loro incuneati che portano ad approfondire anche i personaggi, le loro storie, altri casi, le relazioni umane, tematiche attuali e tanto altro ancora. Il tutto in modo sempre molto arguto e ben ponderato.
Venivamo, nello specifico, da “Un cuore nero inchiostro” dove conoscevamo un fandom tanto tossico quanto pericoloso. In “Sepolcro in agguato” ci caliamo invece in una setta. L’impressione è che dietro gli ultimi romanzi dedicati a Strike ci sia la volontà di costruire dei piccoli universi parelleli e auto-inclusivi che vivono di vita propria.
Ci troviamo così faccia a faccia con l’Universal Humanitarian Church, alias UHC, una organizzazione internazionale che si propone ai suoi fedeli e al mondo come una chiesa umanitaria e pacifica. In realtà dietro le azioni compiute da queste si nascondono misfatti e crimini di ogni genere. La chiesa lavora facendo leva sulla coercizione psicologica, la manipolazione. Questa agisce tanto sull’aspetto mentale che fisico.
Ma perché il duo viene in contatto con questa congrega? Vi viene in contatto per Will. Intelligentissimo ma affetto da una forma di autismo, il giovane è figlio del ricco cliente che recluta l’agenzia. Pare che sia finito nelle mani di questo clan, setta dalla quale è essenziale tirarlo fuori. Non è semplice però riuscirvi. L’organizzazione è capillare, ha un numero di adepti che si snoda su tutto il mondo, porta all’isolamento da ogni legame con famiglia, amici o altro, da qui hanno inizio incubi senza fine quali privazioni del sonno e della notte.
L’unico modo per avere contatti con Will è quello di infiltrarsi nella setta; toccherà a Robin doverlo fare. Le attività si svolgono prevalentemente in una fattoria lager, qui ella correrà il rischio di essere scoperta ma anche di diventare un’altra vittima del sistema. Strike e socia dovranno venire a capo della matassa e per farlo dovranno riuscire a incastrare l’intera chiesa e tutti gli scheletri che si porta dietro, dalle vendette alle morti sospette, all’illusionismo, a trucchi di ogni genere.
A fare da sfondo lo sviluppo di un sentimento che lega Robin e Strike in modo sempre più forte. Non è mai una storia eccessiva o che prende il sopravvento su quelle che sono le vicende, arriva sempre in punta di piedi, talvolta perfino troppo tanto che il lettore si stanca di questo continuo tira e molla e presunto interesse non comprovato che però non si sviluppa mai.

«Ci si illude sempre un po', in amore, non è vero?
Si riempiono gli spazi vuoti con la propria immaginazione.
Li dipingi esattamente come vuoi che siano. Ma io sono un detective... sono un detective, cazzo.
Se mi fossi attenuto ai fatti concreti, se l'avessi fatto, anche solo nelle prime ventiquattr'ore in cui l'ho conosciuta, me ne sarei andato senza voltarmi indietro.»

Certamente dietro “Sepolcro in agguato” si cela un lavoro di approfondimento e documentazione notevole da parte dell’autrice. Gli aspetti della setta sono trattati in modo approfondito partendo dalla storia, la filosofia, i profeti, la gerarchia e tutto quel che ne consegue. Anche i meccanismi sono spiegati nel dettaglio, idem i processi cognitivi e manipolativi dei personaggi. Il fanatismo è esplorato con cura e dovizia di particolari.
Tuttavia, il mordente inziale che avvince il lettore e che porta lo stesso a proseguire nelle avventure, piano piano viene meno. Questo anche a causa del fatto che Galbraith tende ad “allungare troppo il brodo” tanto da far perdere di sostanza alle vicende. Nei primi titoli dell’avventura, la scrittrice era più concisa e concentrata nelle indagini. A partire da “Bianco Letale” il numero di pagine degli scritti è più che raddoppiato, come se fosse questa la scriminante per rendere un lavoro degno di nota. Non è così. È vero che ciò può permettere di realizzare una trama più corposa e strutturata, ma lo stesso risultato può essere raggiunto anche con meno. Talvolta tagliare è molto meglio che essere prolissi. Fa sì che non vi siano perdite di attenzione o stanchezza nella lettura.
Non metto in discussione il fatto che “Sepolcro in agguato” sia e sappia essere un testo potente e capace di scuotere, che sappia, ancora, far sviluppare anche la caratterizzazione dei personaggi, che non manchi l’analisi di un mondo spesso sconosciuto, ma è anche innegabile che mette a dura prova il conoscitore che sì, arriva alla fine, ma sfiancato e perché vuole sapere dove la narratrice vuole arrivare a parare.
Lo stile narrativo è preciso e minuzioso, i due protagonisti arrivano a uno snodo della loro storia, l’analisi sociale non è da meno, la consapevolezza delle conseguenze della perdita del libero arbitrio o ancora del mondo oscuro che spesso ci circonda, non esulano dall’essere eviscerati nel dettaglio.

«Dobbiamo perdonare chi siamo stati, quando non sapevamo cosa facevamo.»

“Sepolcro in agguato” è un testo dalle grandi potenzialità ma che avrebbe potuto ottenere, nonostante la indubbia potenza narrativa e contenutiva di una storia che tocca le corde più intime, lo stesso risultato con molto meno. Molto interessante sarà lo sviluppo, soprattutto della storia tra Cormoran e Robin in “L’uomo marchiato”, opera classe 2025 che ci porta a fare il conto alla rovescia (meno 2) con gli scritti dedicati a questi due personaggi tanto amati.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
10
Segnala questa recensione ad un moderatore
Sepolcro in agguato 2026-01-05 19:49:09 AndCor
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
AndCor Opinione inserita da AndCor    05 Gennaio, 2026
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il delirio di onnipotenza dell'ipnosi collettiva

'Ammetto la possibilità': tre parole semplici, apparentemente innocue e innocenti, ma che formano lo slogan potentissimo con cui Jonathan Wace, fondatore dell'UHC (Universal Humanitarian Church), attira, seduce, vince e convince individui di ogni età, sesso e religione (ma preferibilmente di estrazione sociale benestante) a lasciare tutto per trasferirsi a Chapman Farm, una "fattoria spirituale" di cui si conosce pochissimo perché impenetrabile dall'esterno e per via degli strani suicidi che accomunano coloro che decidono di abbandonarla.
Will Edensor è uno dei tanti che ha deciso, più o meno consapevolmente, di abbracciare la filosofia di questa setta, capace di accrescere i propri adepti in maniera esponenziale grazie alle tante conferenze in cui "Papà J" - vezzeggiativo di Jonathan - strabilia i presenti con discorsi motivazionali e giochi di prestigio sulle note di 'Heroes' di David Bowie e sulle immagini della festa induista di Holi, ma suo padre Colin Edensor non si rassegna facilmente e incarica Strike e (soprattutto, a conti fatti) Robin di riuscire dove lui sinora ha fallito.
Inizia da qui l'ennesimo caso da risolvere per i due soci, le cui anime tormentate saranno messe ancora più a repentaglio dai dolorosi ricordi dell'Aylmerton Community, da una forzata e prolungata separazione e da un Ryan Murphy che non ha alcuna intenzione di apparire come un semplice comprimario.

Un romanzo-pamphlet dal ritmo studiato e dalla scrittura puntuale e chirurgica, variegato di sfumature e composto da oltre millecento pagine, di cui nessuna banale o superflua, nelle quali il lunghissimo intreccio defluisce raccogliendo il tema quanto mai attuale della manipolazione psicologica legata alle 'bugie spudorate dette per insabbiare una terribile negligenza' e ai concetti di fanatismo, coercizione, mistificazione e indottrinamento della società contemporanea. Quel gigantesco frullatore consumista, artefatto, artificioso e artificiale nel quale quotidianamente muoviamo i nostri passi alla ricerca di una felicità tanto perduta quanto desueta e (spesso, purtroppo) irraggiungibile.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Tutti i precedenti libri della serie.
Trovi utile questa opinione? 
30
Segnala questa recensione ad un moderatore
Sepolcro in agguato 2024-03-19 16:43:12 Lonely
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Lonely Opinione inserita da Lonely    19 Marzo, 2024
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Robin in pericolo

Ultimo romanzo della Rowling/ Galbraith, con la settima indagine del suo protagonista Cormoran Strike.
Per chi non ha mai letto nulla di questa serie, consiglio di iniziare in ordine cronologico, perchè la storia si evolve cosi come i protagonisti.
L'agenzia investigativa Strike & Ellacott questa volta, tra gli altri casi, deve provare a fare uscire da una comunità il figlio di Colin Endsor, Will Endsor, che crede sia trattenuto contro la sua volontà.
Sulla comunità si hanno poche notizie e coloro che ne sono fuori sono reticenti a parlarne e anche coloro che inavvertitamente ne parlano...muoiono inspiegabilmente.
Così Strike pensa che sia necessario un agente sotto copertura che si riesca ad infiltrare cercando di avere più notizie possibili sui membri e sui leader della comunità e Robin si offre volontaria.
Ma dopo pochi giorni Robin si rende conto di essere entrata in una vera e propria setta dove assiste ad atti coercitivi su tutti gli adepti.
La UHC , la setta in questione, tiene volontariamente i membri lontani da parenti e amici, costringe gli stessi a laute donazioni e li influenza psicologicamente, con atti punitivi e digiuni forzati , indebolendoli sensibilmente nel fisico e nella mente.
Per la stessa Robin sarà molto rischioso indagare il lato oscuro della UHC, e il lettore sarà coinvolto in un climax di suspense e tensione, davvero ad alto livello, sperando che per lei tutto vada per il meglio e riesca nella sua missione.
La Rowling, come al solito, non delude mai, il libro, come anche i precedenti è oltre le mille pagine, ma si legge d'un fiato, soprattutto, mi ripeto, per la suspense creata ad arte.
Lo stile è notevole e il contenuto a dir poco affascinante, così ricco di dettagli significativi, anche a livello solo informativo.
La storia tra Robin e Cormoran prosegue tra il detto e non detto e una volta si fa avanti lui e indietro lei e viceversa, e non si incontrano mai, e che sia fatto il volere dell'autrice!
Quello che sempre sorprende è che il lettore rimane incantato a "guardare"

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
a che ama la Rowling
Trovi utile questa opinione? 
71
Segnala questa recensione ad un moderatore
Sepolcro in agguato 2024-03-15 20:33:15 Jaeger
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
Jaeger Opinione inserita da Jaeger    15 Marzo, 2024
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Indagare all'interno di una setta

Nuovo libro della saga dei detective Cormoran Strike e Robin Ellacott in cui tutto ruota attorno ad una setta.
Le indagini si svolgono parallelamente all'esterno e all'interno, tramite un infiltrato (Robin). L'obiettivo inizialmente è sottrarre uno degli adepti a questa setta, ma man mano che si procede si inizierà ad indagare su diversi fronti: omicidi, incidenti sospetti, tentati suicidi e sparizioni.

Romanzo scritto divinamente come i precedenti, su questo non c'è il minimo dubbio. L'autrice è una garanzia. Molto lungo, ma a differenza del precedente la lunghezza non si avverte granché. Anzi, nonostante tutto alcune sottotrame non sono particolarmente approfondite.

L'unico difetto che ho percepito, da persona non preparata su psicologia e tecniche di manipolazione, è la velocità con cui avviene l'indottrinamento degli adepti nel libro.
Davvero in una sola settimana si può convincere qualcuno a rinunciare per sempre a libertà, amici, parenti, comodità, qualsiasi tipo di tecnologia o bene di lusso, mettergli una tuta e farlo lavorare nei campi o nelle stalle dall'alba al tramonto? O fargli raccogliere offerte per strada con una lattina appesa al collo? Il tutto dormendo in camerate comuni e pressoché digiunando?
Probabilmente non ci si poteva dilungare troppo su questo aspetto, non so... Sicuramente una ricerca sarà stata fatta, e con fonti autorevoli.
Senza dubbio i capitoli in cui si legge della quotidianità di Robin all'interno della setta sono molto angoscianti, quindi su quello nulla da dire. Il rischio di cadere nel ridicolo per l'assurdità di certe situazioni poteva esserci, se non scritte abilmente. Invece si percepisce il suo terrore pienamente.

La parte più intrigante del libro è senza dubbio l'indagine sulla sparizione della figlia dei capi della setta, annegata misteriosamente in mare da bambina ed il cui corpo non è mai stato ritrovato, trasformata poi in un mito al centro del culto; ricca di colpi di scena e indizi seminati abilmente che personalmente non avevo colto. Tanti interrogatori che aggiungono piccoli pezzi al puzzle generale. Finale totalmente inaspettato, almeno per me, ed è una cosa che mi fa sempre piacere.

Per quanto riguarda l'evoluzione della relazione tra i due protagonisti Cormoran e Robin ormai ho smesso di aspettarmi sviluppi. Il punto debole della Rowling sono proprio le romance a mio parere. 7 libri di "a me piace lui/lei ma non so se lui/lei ricambia e non voglio rovinare amicizia e rapporto lavorativo, quindi trovo un altro uomo/donna per non pensarci" sono troppi.

Nel complesso libro eccellente, consigliatissimo e godibile anche come romanzo a sé, ma meglio leggere la saga in ordine cronologico.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
I romanzi precedenti della serie
Trovi utile questa opinione? 
61
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Il carnevale di Nizza e altri racconti
Valutazione Utenti
 
3.9 (2)
La fame del Cigno
Valutazione Utenti
 
4.8 (2)
L'innocenza dell'iguana
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Long Island
Valutazione Utenti
 
3.1 (2)
Volver. Ritorno per il commissario Ricciardi
Valutazione Utenti
 
4.1 (3)
Assassinio a Central Park
Valutazione Utenti
 
3.8 (1)
Identità sconosciuta
Valutazione Utenti
 
3.3 (1)
Incastrati
Valutazione Utenti
 
3.8 (1)
Chimere
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
Tatà
Valutazione Utenti
 
3.3 (4)
Quando ormai era tardi
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Intermezzo
Valutazione Utenti
 
3.7 (3)

Altri contenuti interessanti su QLibri

La famiglia
Fatal intrusion
La catastrofica visita allo zoo
Se parli muori
Il successore
Delitto in cielo
Assassinio a Central Park
Incastrati
Identità sconosciuta
Intermezzo
Resolution
Lo sbirro, il detective e l'antiquario
L'uomo che morì due volte
L'ora blu
Morte in Alabama
Malempin