Poesia Poesia italiana Figli di terracotta
 

Figli di terracotta Figli di terracotta

Figli di terracotta

Letteratura italiana

Editore

Casa editrice


Due importanti lemmi linguistici coniugati a costituire una sembianza al contempo astratta e concreta costituiscono il titolo integrale della nuova silloge poetica di Katia Debora Melis, Figli di terracotta. Da una parte i “figli” richiamano quella corporeità di immagini legata al senso concreto dell’esistenza e di un vissuto che si tramanda nel corso delle generazioni mediante l’atto riproduttivo (una sorta di palingenesi continua dell’umanità), dall’altra, la “terracotta” quale materiale che esiste non in quanto naturale (come può esserlo la roccia lavica o lo zolfo) ma quale prodotto di lavorazione dell’uomo ci introduce immancabilmente a un universo plastico caratterizzato per la fragilità della materia, per la connaturata finezza dello stesso soggetta a un deterioro e che necessita, dunque, di una maneggiabilità attenta, se non addirittura severa e rigorosa.

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0  (1)
Contenuto 
 
5.0  (1)
Piacevolezza 
 
5.0  (1)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Figli di terracotta 2019-02-20 17:19:20 Laura V.
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Laura V. Opinione inserita da Laura V.    20 Febbraio, 2019
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

“Perche è bugiarda la vita?”

“Perché è bugiarda la vita?
La tua mente fragile e offesa
non lo capirà.”

È poesia da leggere e assaporare lentamente, questa di Katia Debora Melis, un lungo e articolato percorso emozionale alla ricerca del senso dell’umano esistere tra le pieghe sbiadite del nostro tempo; orfano di farfalle e ladro di sogni, quest’ultimo ha il respiro affannato di un vecchio quartiere, dove viviamo l’ergastolo dei giorni dal soffitto pulsante di stelle.
Ci si sente davvero al centro di questi versi che si succedono ora brevi e lapidari, ora più lunghi e indugianti sul mondo “che non conosce più equilibrio di stagioni”; e noi, che in esso abbiamo radici, siamo quei figli di terracotta la cui nascita viene mirabilmente fissata in “Genesi”, affascinante ed evocativo incipit della silloge:

“Quando il Sole
ha ingravidato la Terra
è diventato padre di tutti i padri
e la Terra, forte,
si è lasciata plasmare.
Nacquero figli di terracotta.
Siamo noi.”

Niente di più fragile, dunque, niente di più caduco – e, sotto certi aspetti, meno nobile – della natura umana, soggetta di per se stessa a smarrirsi e incrinarsi tra le burrasche della vita.
Attraverso una poetica matura e sapiente, ricca di immagini suggestive, l’autrice ci conduce tra squarci di contemporaneità e note di profondità intimistica. Desolante lo scenario della società attuale: “Regna/ il lamento/ ovunque. […] L’immagine leggera del sorriso/ vola via/ dissolta dalle ombre/ cariche di lacrime/ degli occhi del mondo.”
I colori dominanti non sono quelli luminosi della bella stagione, ma quelli cupi e opachi d’autunno e inverno perenni; si vaga così tra le parole cariche di disorientata sofferenza, sperando in uno spiraglio di primavera forse inesistente o cercando, per via artificiale, un “piccolo germoglio di sereno”. Manca il calore del sole a dipanare quelle ombre pesanti che sono i pensieri, mentre il dolore, come ci confida amaramente una delle liriche più belle, diviene un’immensità in cui non è semplice ritrovare il sorriso affinché si possa dare gioia autentica agli altri senza dover più fingere. Anche il tema della falsità e quello conseguente dell’accorato bisogno di sincerità risultano presenze tutt’altro che marginali nella scrittura della Melis: “Perché è bugiarda la vita?”
E se la vita ci racconta le proprie menzogne, la poesia, tuttavia, non tace le sue verità. Essa è spudorata, non meno scandalosa, e chi da sempre le dà voce, il poeta, è simile a un anonimo soldato, armato soltanto di vecchie e nuove parole e impegnato su innumerevoli fronti. Molte saranno ancora le battaglie e le guerre da combattere. Pertanto, oggi più che mai la poesia, che in fondo parla di quell’io senza tempo né luogo che siamo tutti noi, è chiamata a non rinunciare alla sua schietta spudoratezza, ai suoi voli surreali, alla speranza stessa ch’essa racchiude in sé.
Pubblicata nel 2016 dalla casa editrice calabrese Thoth, la silloge “Figli di terracotta” è veramente splendida: “una scrittura così squisita e profonda”, come scrive Lorenzo Spurio in chiusura della sua attenta e approfondita prefazione all’opera, alla quale accostarci per riflettere sul nostro tempo e la società che siamo, magari imparando a camminare con passi leggeri su questa nostra martoriata terra desiderosa di vivere una nuova stagione, “come se volassimo/ radenti/ sull’acqua.”

“Oggi che tutto si può fare
che niente più stupisce
scandalosa è la poesia.”

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
100
Segnala questa recensione ad un moderatore

 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Impossibile
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
L'ultima notte di Aurora
Valutazione Redazione QLibri
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli affamati e i sazi
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Pietro e Paolo
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Macchine come me
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Il silenzio delle ragazze
Valutazione Utenti
 
4.5 (1)
Il grande romanzo dei Vangeli
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Dodici rose a Settembre
Valutazione Redazione QLibri
 
4.5
Valutazione Utenti
 
4.5 (1)
La ragazza che doveva morire. Millennium 6
Valutazione Utenti
 
2.8 (2)
The chain
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
La parata
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Possiamo salvare il mondo, prima di cena
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti di QLibri