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Poesie del disamore Poesie del disamore

Poesie del disamore

Letteratura italiana

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Questo volume raccoglie tutte le poesie di Cesare Pavese non comprese in "Lavorare stanca". Esso contiene quindi le undici poesie del disamore (1934-38), altre poesie degli anni 1931-1940, La terra e la morte (1945-46), due poesie del 1946, e Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.



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Poesie del disamore 2018-05-28 08:35:53 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    28 Mag, 2018
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Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.

La raccolta intitolata “Poesie del disamore” di Cesare Pavese raccoglie al suo interno tutti i componimenti che non sono racchiusi in “Lavorare stanca”. Suddiviso in quattro sezioni il testo consente al conoscitore di seguire lo sviluppo della poesia dell’autore dai primi passi di ricerca interiore, del suo mondo interiore, sino a giungere ad una fase più matura, dove il ragazzo ha lasciato il posto all’uomo adulto e con lui il mondo infantile a favore di una più realistica rappresentazione della campagna piemontese, del proletariato e dell’amore, della morte, della speranza.
Il primo elemento che colpisce dalla disamina è la profonda eterogeneità delle liriche che compongono la stesura. Quel lessico che talvolta può risultare trito o quelle immagini che appaiono nella mente ma che certamente avrebbero potuto avere una maturazione ulteriore così come questa varietà, non disturbano la lettura, anzi, la avvalorano.
Ed è un crescendo. Un crescendo che raggiunge il suo culmine ne “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, sezione che al suo interno contiene anche alcune delle poesie scritte in inglese da Pavese.
Un volume che completa la conoscenza e l’approfondimento di uno dei maggiori esponenti della nostra letteratura. Da leggere e da gustare verso dopo verso.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi –
Questa morte che ci accompagna
Dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
Quando su te sola ti pieghi
Nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

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