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Gabriele D'Annunzio
 
Gabriele D'Annunzio 2014-02-20 04:07:05 silvia t
Produzione letteraria 
 
5.0
silvia t Opinione inserita da silvia t    20 Febbraio, 2014
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Introduzione alla lettura di Gabriele D'Annunzio

Un silenzio quasi irreale accoglie l' Uomo nella propria casa, una penombra che lo fa cadere in una profonda tristezza, quasi che il mondo fuori fosse privo di interesse, quasi che tutto intorno perdesse il proprio senso, il proprio scopo.
Il suo sguardo cade sulla vecchia libreria e avendo in mano i molti libri comprati nel pomeriggio si convince ad ampliarla, riordinando, dopo tanto tempo, i molti volumi posti in doppia fila e ammassati; questo pensiero gli regala un po' di allegria e gli permette di trascorrere una notte tranquilla, in compagnia della sua nuova amica: quella Matilde Serao la cui opera, nonché la sua vita lo avevano conquistato.
Il mattino lo coglie ancora addormentato, con il libro chiuso al suo fianco, ma con un'energia nuova e una voglia di correre al lavoro per poi acquistare una nuova libreria dove ordinare tutti i libri.
La giornata trascorre veloce e fatti gli acquisti torna a casa e decide di spostare al piano di sopra tutti i volumi, più vicini a quella che è la parte della casa che vive di più, che sente più sua, più intima.
Il momento in cui una nube di polvere si impossessa della stanza è quello che vede tutti i libri cadere per tetta, uno ad uno ed è così che tra le mani si trova un titolo; un vecchio volume, dimenticato, “Il Piacere” di D'Annunzio.
Quanto aveva amato quel libro, quanto quel lessico così aulico, ma mai inutile e quella prosa così artefatta senza essere pesante lo avevano stregato quando era ragazzo, riusciva a catturarlo e trasportarlo in quegli anni in cui tutta il mondo culturale era in fermento, in cui la filosofia si intrecciava con la letteratura e tutto veniva letto attraverso la lente della psicanalisi, ancora in fasce, ma già presente con tutta la sua potenzialità.
Una riflessione, mentre sfoglia le pagine de “Il Piacere” lo coglie, quanto talento può esserci in un solo uomo, in quanti campi dello scibile può eccellere: D'Annunzio era un letterato che aveva dato alla luce opere memorabili, come scrittore, come poeta, come drammaturgo e in ognuno di esse aveva messo se stesso e la sua epoca, fatta di eccessi e di impeto, fatta di quella voglia di cambiare il mondo e gli uomini.
Le pagine corrono veloci e la curiosità di riprendere i fili della sua vita si fa sempre più pressante, così, rimandato il montaggio della nuova libreria, Uomo cerca nella sua vecchia antologia del liceo la sua biografia e si accorge di quanto anni addietro aveva sottovalutato quella vita così ricca di avvenimenti, quella ricerca spasmodica della felicità e del piacere.
Una cosa sola ricorda con estrema vivacità: fu ritrovato morto al tavolo da lavoro così come fu per Matilde Serao, ma a differenza di questa, vittima della propria depressione, di quella volontà cieca di raggiungere ciò che è irraggiungibile.

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Commenti

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Si, Silvia, bellissima questa introduzione! Ho amato il Piacere di D'annunzio, come ho amato il Ritratto di Dorian Gray di Wilde e A Rebours di Houysmans, opere per troppo tempo tenute da parte perché appartenenti alla corrente dell'arte per l'arte. Eppure se le si rilegge oggi, con occhio più sereno e imparziale, sono indiscutibilmente grandi opere.
In risposta ad un precedente commento
silvia t
20 Febbraio, 2014
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Ne parlavo giusto qualche giorno fa con un mio vecchio amico: sosteneva che D'Annunzio è appunto fine a se stesso e che la letteratura senza niente dietro non è arte. E' di certo un punto di vista condivisibile, ma io non sono mai stata d'accordo su questa visione della narrativa in genere.
Fermo restando che non ritengo le opere di D'Annunzio puro esercizio di stile, ma credo che incarnino in tutto il significato di "romanzo" poiché oltre a raccontare la sua personale visione dell'uomo racconta un'epoca attraverso gli scorci di Roma, ma soprattutto, ne "Il trionfo della morte" per esempio i piccoli paesini dell'Abruzzo.
Portando avanti questa retrospettiva, si riesce davvero a conoscere il nostro paese attraverso i suoi principali scrittori e D'Annunzio racconta molto bene almeno una sfaccettatura di quel complicato periodo storico.
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