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Il simbolo perduto
 
Il simbolo perduto 2012-03-09 17:57:20 spanish77
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
spanish77 Opinione inserita da spanish77    09 Marzo, 2012
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FANTASTICA WASHINGTON

Non so da dove cominciare nel descrivere le sensazioni che mi hanno accompagnato nella lettura di questo libro abbastanza complesso ma comunque avvincente. Parto dal presupposto che dopo aver scritto due libri come “Angeli e demoni” e “Il codice Da Vinci” non sia stato facile neanche per Dan Brown riuscire a trovare argomenti validi per affascinare il lettore. Tutto sommato credo che abbia fatto del suo meglio e che il risultato raggiunto sia comunque elevato. Affermavo poc’anzi che si tratta di lettura complessa in quanto si accavallano ed intrecciano tematiche di una certa intensità, prime fra tutte la “Noetica”, che detto in breve è una scienza che studia le capacità del pensiero collettivo concentrato su qualche evento al fine di poterne modificare il destino, e la “Massoneria” della quale lo scrittore cerca di difendere in qualche modo presupposti ed obiettivi. Questa volta il palcoscenico è la fantastica capitale degli Stati Uniti, che ho avuto la fortuna di visitare ed apprezzare e la corsa contro il tempo parte dal dipinto che celebra l’apoteosi di G. Washington nella cupola del campidoglio nell’omonima città per arrivare ad una ipotetica pietra angolare sotterrata nelle fondamenta dell’obelisco posto al centro del Mall che conterrebbe la fatidica parola perduta. Il tutto , passando attraverso una miriade piuttosto intricata di indizi veri e falsi , mappe , anagrammi da svelare , codici e congetture che coinvolgono , simbologie massoniche, alcune opere criptiche di Albrecht Dürer, Isaac Newton , i cavalieri Rosacroce e la Bibbia . Il povero Robert Langdon è coinvolto, anche questa volta in modo involontario, in una drammatica vicenda che suo malgrado lo vede di nuovo protagonista. Un losco e cinico individuo, farà del tutto per portare a termine il suo piano; quello di entrare in possesso di una mitica “parola perduta” che a suo parere potrebbe concedergli l’ascesa al mondo delle divinità. Tale parola è abilmente custodita dai gradi più alti della massoneria , il cui Gran Maestro è proprio (neanche a farlo apposta) uno dei più fidati amici di Langdon, Peter Solomon. Non è stato semplice capire , l’essenza di questa parola perduta in quanto lo stesso autore del libro , ne descrive i connotati in modo piuttosto sfumato, ma dopo aver concentrato la mia attenzione su determinati passi cruciali, posso affermare che per “Simbolo perduto” o “Parola perduta” , si intenda l’insieme delle sapienze celate nei vari testi antichi come il Vecchio e il Nuovo Testamento, e tutti gli altri testi che fanno capo alle più grandi correnti religiose e filosofiche della storia umana. Tali sapienze , definite anche “Antichi misteri” , sono criptate dietro queste grandi opere e torneranno a galla al fine di favorire l’unione dell’uomo con Dio, solo quando i meritevoli saranno in grado di interpretarle. Beh direi che nonostante la complessità dell’intreccio proposto, il libro scorre in modo avvincente in quanto i protagonisti dei libri di Dan Brown favoriscono l’immedesimazione totale del lettore. In effetti , un lettore coinvolto , non può non trovarsi al fianco di Langdon che corre inseguito nei labirinti sotterranei del Campidoglio, non può fare a meno di tentare di risolvere qualche enigma di quelli proposti ed infine non può che tirare un sospiro sollievo quando si celebra inevitabilmente il classico lieto fine.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Dan Brown. Glenn Cooper.
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