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L'ultimo giorno
 
L'ultimo giorno 2012-09-15 12:49:45 GLICINE
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GLICINE Opinione inserita da GLICINE    15 Settembre, 2012
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IMPONE RIFLESSIONI PROFONDE

Ho letto diversi libri di Glenn Cooper e mi è sempre piaciuto molto il suo modo di scrivere; traspare dalle sue pagine la cultura, sicuramente al di sopra della media; la sua scrittura è “piena”: piena di particolari, di informazioni, di citazioni, di storia e di racconto vero e proprio nato dalla fantasia dell’autore.
Leggere un libro di Cooper, equivale a mangiare in un buon ristorante piatti eccellenti accompagnati da un ottimo vino.
Ma torniamo a Noi! “l’ultimo giorno” deve essere digerito con calma e metabolizzato. La storia in sé risulta meno articolata di altri scritti dell’autore; Alex Weller ricercatore all’ Harvard Medical School, in forze anche all’ Ospedale Pediatrico, compie ricerche sui traumi cerebrali, in nome delle quali uccide, asserendo a gran voce che “il fine giustifica sempre i mezzi”; attraverso il prelievo del liquido cefalo-rachidiano scopre, che negli attimi in cui la persona lascia la vita terrena, viene prodotto un peptide molto particolare, che permette di vivere l’esperienza di passaggio da questo mondo all’altro, con la visione di un caro defunto che ti attende oltre un torrente, la conseguenza è quella di provare una grande gioia, unita alla sensazione che alle spalle del defunto ti attenda la grazia di Dio.
Cyrus O’Malley, detective dell’FBI è chiamato ad indagare in merito ad omicidi molto particolari, nei quali, le vittime vengono strangolate, ed inoltre su tutte viene riscontrata la presenza di un piccolo foro alla base del cranio. Il destino vorrà che le strade del ricercatore e del detective si uniscano, non solo per le conseguenza delle indagini, ma anche per la figlia stessa del detective, ricoverata presso l’Ospedale Pediatrico con una forma di tumore cerebrale particolarmente aggressiva, per la quale non è più possibile intervenire…
Le figure principali che si fronteggiano sono: da una parte il ricercatore che fa sintetizzare in laboratorio la sostanza in questione, così da iniziare un vero e proprio mercato che assume dimensioni mondiali, con tutta una serie di conseguenza spaventose che lascio al lettore il piacere di scoprire,e dall’altra, il detective acuto e sensibile che sospetta immediatamente di Weller, e comincia la caccia.
Pensare di pubblicare solo 100 anni fa un libro simile , sarebbe stato impensabile, o, nel caso fosse stato possibile, sarebbe stato uno scritto che avrebbe dato scandalo.
La riflessione che ha innescato in me è inerente al nostro vivere di oggi.I valori si stanno perdendo,non ci sono più certezze di nessun tipo, dal lavoro, alla stabilità della famiglia, al rispetto dei ruoli e degli altri, non ci sono forse più speranze (generalizzando molto, ovviamente). Ecco che l’esigenza dell’uomo che parte dalla sua anima, di qualcosa di più, della felicità, del sapere che non finisce tutto qui, del sapere di essere amati e voluti incondizionatamente, si manifesta. L’autore ha semplicemente tradotto quello che si respira oggi nel mondo, in qualunque cultura, a tutti i livelli sociali, il desiderio di ogni essere umano di amore incondizionato che solo nelle braccia di Dio si può trovare.
Bellissime le citazioni da “Le confessioni” di S.Agostino. Possiamo scegliere cosa fare, se leggere o non leggere “l’ultimo giorno”, se incuriositi dare una scorsa allo scritto di S.Agostino, se mettere a tacere il nostro cuore, certo è che Cooper ha colpito nel segno nuovamente, ed ha romanzato e trasformato in paradossale quello che,almeno una volta, ci siamo chiesti tutti noi…

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Commenti

4 risultati - visualizzati 1 - 4
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Bella recensione Francesca, molto approfondita!
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GLICINE
15 Settembre, 2012
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Grazie Nadia! Anche se è una "storia" il tema trattato non si poteva prendere alla leggera..... Sono lusingata! Grazie ancora!
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petra
15 Settembre, 2012
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Che bella recensione! Non conosco l'autore, ma mi hai fatto venire voglia di leggerlo, complimenti!
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GLICINE
15 Settembre, 2012
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Grazie Federica! lo scopo finale quando si inserisce una recensione è proprio quello di invogliare altre persone a leggere (a meno che il libro non sia pessimo!!); ti ringrazio ancora, vorrà dire che poi toccherà a me leggere il tuo commento.
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