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La stanza della morte
 
La stanza della morte 2013-09-02 16:05:12 cesare giardini
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
cesare giardini Opinione inserita da cesare giardini    02 Settembre, 2013
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Le malefatte dei servizi segreti deviati

Il criminalista Lincoln Rhime e l’amata detective Amelia Sachs sono coinvolti in questa complicata vicenda in alcuni omicidi ad opera di servizi segreti deviati dell’Intelligence americana. Sono operazioni ad alto rischio, avvolte dalla massima segretezza : lasciano poche tracce, perché compiute da droni armati guidati a distanza, ai danni di presunti sospetti di attività antiamericane. Ma quando ci scappano morti dovute ad effetti collaterali, ecco all’opera l’abilissimo Rhime e la sua spericolata partner : devono destreggiarsi tra spie consumate e complessi depistaggi, ma l’intuito del criminalista tetraplegico avrà alla fine la meglio, inchiodando i colpevoli alle loro responsabilità. Bastano poche tracce, un capello, granelli di sabbia, avanzi di cibo, frammenti di intercettazioni : il nostro eroe di tanti romanzi coglierà con straordinaria e consumata abilità le connessioni tra le varie prove (che verranno come al solito elencate e aggiornate sulla lavagna della centrale di comando) e saprà dipanare da par suo l’intricata matassa. Sbaglierà l’unica volta che si presenterà sulla scena di un crimine (lui che non ha mai sparato un colpo) armato di pistola : ne trarrà l’insegnamento che l’essere armati infonde eccessiva sicurezza e non permette un’analisi pronta e accurata della situazione. Un’altra verità ci insegna Rhime : l’uomo deve sì essere consapevole dei propri limiti, ma non deve dimenticare di esserlo anche dei propri punti di forza.
Alla fine l’intrepida Amelia,sofferente da sempre di artrite, sarà convinta da Rhime ad affrontare un intervento chirurgico che le permetterà di evitare una possibile sospensione dal servizio attivo sul campo. La vedremo quindi ancora all’opera (e non dietro ad una scrivania) a setacciare scene del crimine e ad affrontare talora spericolatamente criminali incalliti, sempre guidata dall’espertissimo suo méntore : non resta che attendere la prossima avventura.
Tutto sommato, il romanzo, complicato quanto basta talora a far perdere il filo ai lettori disattenti, è piacevole anche se, soprattutto nella parte finale, gli eventi si susseguono in modo abbastanza caotico, ai limiti della credibilità. Del resto, quando si trattano temi fantapolitici (non devono essere il forte di Jeffery Deaver), non sempre è facile tenere la barra entro i limiti del sano realismp poliziesco….

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I romanzi di Jeffery Deaver
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