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Caos. Un nuovo caso per Kay Scarpetta
 
Caos. Un nuovo caso per Kay Scarpetta 2017-01-02 13:54:07 lapis
Voto medio 
 
1.8
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
1.0
lapis Opinione inserita da lapis    02 Gennaio, 2017
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Più che caos, calma assoluta

In tutta onestà mi trovo un po’ in imbarazzo nello scrivere questo commento sull’ultimo romanzo di Patricia Cornwell, da qualche settimana disponibile in libreria. Infatti, sebbene sia il primo thriller che leggo di questa autrice, ovviamente mi era nota la sua fama e l'enorme successo di critica e pubblico che da vent’anni riscuotono i romanzi con protagonista Kay Scarpetta. Mi sono quindi avvicinata a questa lettura con una certa aspettativa, mista alla curiosità di fare la conoscenza con questa famosissima anatomopatologa che tanti anni fa ha dato il via a un nuovo tipo di letteratura giallistica, fatto di camici e analisi di laboratorio, da allora imitatissimo.

Perché imbarazzo quindi? Perché purtroppo devo dare testimonianza di un’esperienza di lettura assai faticosa e poco coinvolgente, a tratti francamente noiosa.

La storia fatica ad ingranare, anzi probabilmente sarebbe meglio dire che non ingrana mai. Dopo duecento pagine di innumerevoli dettagli sulle modalità con cui allestire la strumentazione per l’analisi della scena del crimine, la nostra conoscenza sugli omicidi è di fatto la stessa fornita dalla lettura della quarta di copertina. Senza contare poi i minuziosi particolari relativi alla famiglia della protagonista che risultano vagamente inutili, se non irritanti. A che pro, ad esempio, elencare tutte le automobili disponibili nel garage del marito? Possibile inoltre che le uniche caratteristiche di tutti i famigliari di Kay Scarpetta siano l’essere intellettivamente prodigiosi, straordinariamente belli o incommensurabilmente ricchi? Davvero non c’era nient’altro da dire che ci permettesse di conoscerli meglio ed entrare in sintonia con loro?

E’ evidente che tra me e la famiglia Wesley-Scarpetta non sia nata una particolare simpatia ma credo che ciò dipenda essenzialmente dalla totale mancanza di umanità che i personaggi hanno mostrato nel corso delle pagine. “Buoni” e “cattivi” hanno fatto la loro parte seguendo un copione piuttosto prevedibile, ma a rendere così difficile la lettura non è stata la trama non particolarmente avvincente ma il fatto che la storia non abbia mai lasciato trapelare i sentimenti, il carattere, le motivazioni, la vita di nessun personaggio. E allora rimangono solo bustine di plastica contenenti prove da cui ricavare la verità, ma senza la componente umana ad animare la storia di chi persegue il male e di chi lo combatte, poco resta alla lettura.

Pur essendo di fondo un romanzo ben scritto, che denota un certo mestiere, non mi sento davvero di consigliarlo se non ai seguaci della famosa dottoressa, curiosi di conoscere l’ultima sua avventura. Per tutti gli altri, credo sinceramente che vi siano thriller migliori, probabilmente anche attingendo alla precedente produzione di quest’autrice.

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Commenti

7 risultati - visualizzati 1 - 7
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è davvero sconfortante...
non ho nulla contro la letteratura di stampo commerciale, ma almeno che sia piacevole !
SARY
03 Gennaio, 2017
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Anche a me non fa impazzire.
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lapis
04 Gennaio, 2017
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Sconfortante, davvero, Silvia. Dalle pagine sembrava permeare stanchezza, anche comprensibile dopo ventiquattro episodi della stessa serie. Non vorrei essere banale nel dire che forse sarebbe meglio reinventarsi per cercare un nuovo slancio creativo, ma finché si vende...
Mi rimane comunque la curiosità di leggere uno dei primi libri della serie, perché immagino dovessero essere molto diversi.
In risposta ad un precedente commento
lapis
04 Gennaio, 2017
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Ciao Sary, lo stai leggendo anche tu? Mi farebbe davvero piacere potermi confrontare con un altro punto di vista, magari è solo una mia incompatibilità personale con il personaggio e la storia!

04 Gennaio, 2017
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Lo sto leggendo anch'io, sono alla pagina 188 e a parte il ritrovamento del cadavere nulla di interessante, è il secondo libro di Kay Scarpetta che leggo dopo tanti anni e mi sta veramente deludendo, faccio fatica a terminarlo
In risposta ad un precedente commento
lapis
28 Gennaio, 2017
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Ciao Giusy, scusa, vedo solo ora il commento.
Mi fa piacere sapere che non è solo una mia incompatibilità personale con il libro, ma anche ad altri ha suscitato analoghe sensazioni. Grazie per il confronto!
Ottima recensione che condivido in pieno. La Cornwell non mi ha mai convinto Ora poi che è in pieno declino...
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