Dettagli Recensione

 
Io sono Dot
 
Io sono Dot 2017-04-24 11:30:25 Valerio91
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
5.0
Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    24 Aprile, 2017
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Uccello in gabbia, vola via

Lansdale mi piace, e un bel po'. Il suo modo di scrivere ha un non so che di unico. Il suo stile è semplice eppure efficace, ironico, e le pagine scorrono via come il vento. Certo, 220 pagine non sono tantissime, ma questo libro l'ho letteralmente divorato.
In fin dei conti, quella di "Io sono Dot" non è certo una storia sorprendente né troppo intricata, eppure, raccontando la vita quotidiana di una semplice ragazza di diciassette anni, Lansdale è riuscito a tenermi incollato alle pagine. E' anche in questo che si valuta un buono scrittore.

Dot, come dicevo, è una semplice ragazza di diciassette anni, che vive una vita abbastanza stentata in una roulotte insieme a sua madre, sua nonna e suo fratello minore Frank. Suo padre è uscito di casa per comprare le sigarette cinque anni prima, e non ha fatto più ritorno. Dot lavora come cameriera al "Dairy Bob", dove serve la cena ai clienti seduti in macchina, sfrecciando su un paio di pattini. E' così che guadagna da vivere per sé e per la sua famiglia. Non è certo uno status invidiabile, eppure Dot ha dalla sua un carattere forte, talvolta fin troppo scontroso e diffidente, temprato dalle difficoltà affrontate fin da quando era piccola.
Eppure, è determinata a non fare gli stessi errori di sua madre e sua sorella, che hanno annullato sé stesse in nome di un "amore" rivolto a un fuggiasco e a un violento ubriacone. Dot vede per sé un futuro diverso, e l'arrivo di suo zio Elbert le darà quella spinta e quel sostegno di cui aveva sempre avuto bisogno ma che non aveva mai ricevuto. Conoscerà l'amore, quello vero, l'amicizia, e metterà alla prova sé stessa come non aveva mai fatto prima di allora.
Dot non si rassegna alla mediocrità, non accetta di accontentarsi di quello che il mondo le ha messo davanti dalla nascita. Lei proverà ad avere qualcosa in più e sa che per averlo dovrà lottare, sgomitare, sanguinare.
Ma in fondo, non è quello che proviamo a fare tutti?

"Penso che siamo tutti responsabili di ciò che facciamo. Non è colpa degli altri. Non è sempre colpa della genetica, e di come ci hanno fatto crescere, perché ci sono tante persone nate in contesti orribili, che hanno subito ogni sorta di torti e non per questo sono diventate spregevoli. Scegliamo di essere quel che siamo. Diventiamo quel che vogliamo essere."

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