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La Casa della bellezza
 
La Casa della bellezza 2019-02-07 18:15:13 Simona P.
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Simona P. Opinione inserita da Simona P.    07 Febbraio, 2019
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Un omicidio, la corruzione, la sofferenza

Siamo a Bogota', nella Zona Rosa, quartiere esclusivo della capitale in cui si trovano ristoranti di alta cucina e club esclusivi, hotel, negozi di stilisti e centri commerciali; qui la vita diurna e notturna è vivace, la zona è frequentata da tante tipologie di persone, molti benestanti. Nella famosa Zona Rosa, risiede un centro estetico per signore altolocate, mogli o figlie di famiglie benestanti, di politici, di gente di spettacolo o comunque in vista. Spesso le clienti parlano, raccontano, si lamentano, possono essere anche strafottenti verso le lavoratrici, percepite quasi come invisibili, fantasmi che devono far apparire belle; queste estetiste brave e preparate, sono molto giovani, lavorano per un minimo stipendio, per più di dieci ore al giorno, senza ferie pagate, senza poter mai allontanarsi dal centro; sono ragazze che aspettano la modesta mancia dalle signore per poter mettersi da parte qualche soldo, tutto intorno c’è un mondo bello ma anche pericoloso, in cui se si addentrano, possono rimanere intrappolate, invischiate in una rete pericolosa, difficile perciò sfuggire al meccanismo di sfruttamento. Anche le clienti sembrano infelici, ricche ma molto sole, spesso legate all’apparenza più che all’interiorità, all’ostentare più che alla ricerca di rapporti sinceri.
La storia inizia con un omicidio, una ragazza, giovane e carina, trovata morta, il giorno seguente all’appuntamento con Karen, bellissima estetista che lavora nel centro, una delle più brave e richieste; Karen ha raccolto le sue confessioni, ha sentito i suoi ultimi sogni, è l’ultima ad averla vista viva, forse sa chi doveva incontrare. L’inizio è quello del classico giallo, il lettore perciò si aspetta una trama in cui i fatti portino allo scioglimento dell’enigma e all’arresto dell’assassino. La storia però subisce una svolta, la scrittrice si sofferma spesso sulle tragiche situazioni che subiscono le donne nel suo paese, vittime indifese, in una realtà che non riesce a tutelare i loro diritti. Viene descritto il potere in tutte le sue forme, violenze sessuali che non vengono denunciate, prostituzione, povertà, sfruttamento e tanti personaggi in primo piano, soprattutto femminili. Donne tormentate ma lucide, capaci di ragionare e reagire alle lordure del mondo, donne dignitose in grado di cambiare e adeguarsi alla realtà che continua a offenderle. Karen è dolce e delicata, capace e determinata, cerca sempre di rialzarsi, la vita sarà crudele con la povera ragazza; l’autrice riesce a descrivere anche gli incubi interiori di Karen, gli oggetti, le parti della persone che diventano giganti e mostri; la penna lucida della Escobar non tralascia nulla, neppure l’autolesionismo, utilizzando a volte sfumature espressionistiche e grottesche. Sabrina Guzmàn è la giovane adolescente bella e piena dei desideri più delicati, sarà un fiore spezzato, un sogno che diventa l’incubo più atroce; toccanti le lacrime della madre Consuelo.
Lo sfondo di queste storie che si intrecciano è Bogota', bella, grande, in crescita e continuo cambiamento, ma anche corrotta e pericolosa. Spostandosi in autobus si possono vedere i diversi quartieri che si avvicendano, dal più povero, malfamato e pericolosissimo, a quello lussuoso e splendente.
Con una scrittura veloce e scorrevole, il lettore si addentra nella storia della casa della bellezza, in uno scambio continuo di vicende e personaggi; sul finale si alternano le varie sfaccettature della storia, si mettono in discussione tutte le verità, sicuramente una conclusione della storia inaspettata.

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