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La doppia madre
 
La doppia madre 2019-02-25 13:32:18 Vincenzo1972
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Vincenzo1972 Opinione inserita da Vincenzo1972    25 Febbraio, 2019
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"Sono io la tua mamma."

Malone ha poco più di 3 anni ed una fantasia molto fervida: racconta storie di pirati e navi fantasma, castelli e cavalieri e razzi che volano verso pianeti lontani. Il suo migliore amico è un peluche con le sembianze di un aguti, uno strano roditore che vive nelle regioni tropicali dell'America, Guyana in particolare: sono inseparabili Malone ed il suo peluche 'Guti', giorno e notte sempre insieme, la notte soprattutto, quando sotto le coperte, al riparo da tutto e tutti, Guti racconta quelle favole che a Malone piacciono tanto, sempre le stesse favole, una per ogni giorno della settimana, racconti che Malone ha imparato a memoria parola per parola perchè lo aiutano ad essere più forte, più coraggioso, dimenticando - anche se solo per un momento - ciò che più lo terrorizza: la pioggia, con quelle gocce di vetro che lo colpiscono dappertutto lacerandogli la pelle, ed il buio quando chiude gli occhi e si colora progressivamente di rosso, rosso sangue.
Ma tutto ciò non avrebbe insospettito lo psicologo infantile Vasil Dragonman se Malone non avesse detto alla sua maestra che la madre, Amanda Moulin, non è sua madre.
E i ricordi che il bambino ancora conserva di colei che ritiene essere la sua vera mamma e dei momenti della sua vita trascorsi insieme e schematizzati nei suoi disegni, per quanto confusi, per quanto alterati dalla sua immaginazione, incuriosiscono lo psicologo a tal punto da non arrendersi di fronte l'evidenza delle foto di famiglia che ritraggono il piccolo Malone appena nato con Amanda e suo marito Dimitri o dinanzi alle testimonianze del medico pediatra e dei vicini di casa; anzi Vasil, solo contro tutti, riesce a coinvolgere la comandante della polizia locale Marianne Augresse affinché possa aiutarlo a scoprire la verità su Malone prima che la sua memoria, sin troppo volatile come accade in tutti i bambini di quella età, rimuova completamente quelle immagini e con esse il ricordo dell'altra mamma.

Michel Bussi, autore francese dell'alta Normandia, dove è ambientato questo romanzo come diversi altri della sua bibliografia, si conferma ancora una volta uno dei migliori scrittori di thriller contemporanei, come testimoniano anche i vari riconoscimenti da lui ricevuti a livello internazionale.
"La doppia madre" è un romanzo che non lascia scampo al lettore, avviluppandolo nelle sue trame e tra le sue pagine che scorrono rapidissime come un fiume in piena e altro non si può fare se non lasciarsi trascinare dalla sua corrente: il mistero di Malone ed il tentativo di scavare nella sua mente per riportare alla luce quel mondo a cui il bambino resta ancorato da un appiglio molto labile si intreccia in modo inaspettato e mirabilmente architettato con l'indagine guidata dalla stessa comandante Augresse per la cattura di un gruppo di banditi e del loro presunto capo Alexis Zerda a seguito di una rapina a mano armata. Due storie apparentemente disgiunte che progressivamente si riveleranno invece accomunate da uno stesso denominatore: l'amore di una madre, sia esso reale verso un proprio figlio o immaginario, verso un figlio desiderato e mai ricevuto, o perso per sempre.
Un sentimento così intenso che non teme ostacoli se messo alla prova: e se, da una parte, esso rende una donna coraggiosa e temeraria pur di proteggere un bambino come se fosse quel figlio che non potrà più avere, dall'altra può anche portare una donna alla follia, trasformandosi da madre in doppia madre.

"Quando si vuole bene a qualcuno, ma bene sul serio, certe volte bisogna avere il coraggio di lasciarlo andare lontano o di saperlo attendere a lungo. E' una vera prova d'amore, forse l'unica."

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Commenti

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Matelda
04 Settembre, 2019
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sono proprio triste : dissento spessissimo dai giudizi positivi emessi su Qlibri : Bussi ha ormai una sua manière , con colpi di scena a ripetizione, rovesciamento delle ipotesi e così via : i suoi gialli mi sembrano "fatti con lo stampino." Chiedo sentitamente scusa alla folla di ammiratori di Bussi.
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