Dettagli Recensione

 
Il gatto
 
Il gatto 2020-08-31 13:44:02 lapis
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
lapis Opinione inserita da lapis    31 Agosto, 2020
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il gioco dell'odio

Al calar della sera, nel vicolo Sébastien-Doise, tutto è ovattato, dolciastro, attutito. Il ticchettio della pioggia, il flebile zampillare della fontana, famiglie a tavola scorte attraverso la calda luce delle finestre. Ma c’è una casa, alla fine della strada, dove l’aria è tesa, gelida e irrespirabile. Perché quella che inscenano ogni giorno Marguerite ed Emile è una ferocissima guerra. Una guerra senza liti o urla, fatta di dialoghi muti, di impercettibili lampi nelle pupille, di epigrafici bigliettini lasciati sul pianoforte, di fremiti spiati di sottecchi. È il gioco dell’odio.

Marguerite ed Emile sono due settantenni, vedovi vicini di casa che hanno deciso qualche anno prima di sposarsi. Un matrimonio di convenienza, figlio della paura della solitudine, che fin dall’inizio ha mostrato incomunicabilità e inconciliabilità. Lui, uomo rozzo e volgare, con i suoi passi pesanti e i suoi sigari puzzolenti. Lei, donna fredda e superba, ancorata alle apparenze e agli antichi fasti della propria famiglia. Nessuno dei due ha fatto un passo verso l’altro, rendendo la loro vita insieme uno sterile allestimento, svuotato di parole, carezze, affetto.

Al calar della vita, i due anziani non possono far altro che tirare le somme, come tutti, e lasciarsi inconsapevolmente travolgere dai ricordi, dai rimpianti, dalla tenerezza di un passato lontano. Cosa rimane allora a cui aggrapparsi, se accanto a sé non è rimasto nemmeno un brandello d’amore ma solo una figura estranea e indifferente? È qui che Simenon ci stupisce con la sua lucida spietatezza, rovesciando schemi e aspettative: c’è ancora l’odio. L’odio, unica fiammella di vitalità in un’esistenza ormai priva di scopo e passione. L’odio, unica ancora di salvezza per dimenticare l’incipiente arrivo della morte.

“Nessuno dei due poteva deporre le armi, era diventata la loro vita”.

La pillola della realtà, come al solito, ci viene servita senza edulcoranti morali o stilistici, travolgendoci con la sua fluidità narrativa e obbligandoci a guardare dentro un male domestico, borghese, normale e, paradossalmente, quasi salvifico. Mai come in questo romanzo, il sapore che rimane sulle labbra è puro fiele.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
150
Segnala questa recensione ad un moderatore

Commenti

2 risultati - visualizzati 1 - 2
Ordina 
siti
02 Settembre, 2020
Segnala questo commento ad un moderatore
Un grande Simenon.
In risposta ad un precedente commento
lapis
06 Settembre, 2020
Segnala questo commento ad un moderatore
Sì, per me questo è un Simenon al massimo del suo stile e della sua spietatezza!
2 risultati - visualizzati 1 - 2

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

La casa senza ricordi
Valutazione Utenti
 
3.5 (2)
Léon
Valutazione Utenti
 
3.9 (2)
Per niente al mondo
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Figlia unica
Valutazione Utenti
 
3.0 (2)
Il codice dell'illusionista
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
La gita in barchetta
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Il grembo paterno
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Un matrimonio non premeditato
Valutazione Utenti
 
3.3 (1)
La felicità del lupo
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
3.5 (2)
Billy Summers
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
4.1 (2)
Smarrimento
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Galatea
Valutazione Redazione QLibri
 
2.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri