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L'inganno della luce
 
L'inganno della luce 2026-01-28 10:38:41 Pelizzari
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    28 Gennaio, 2026
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Quando la bellezza non salva dalla colpa

In questo libro l’autrice conferma la sua idea di giallo come luogo dell’anima prima ancora che del delitto. L’indagine guidata dall’ispettore Gamache non nasce dal clamore della violenza, ma da una crepa silenziosa che si apre nel mondo dell’arte, dove la luce, quella vera e quella metaforica, può ingannare più di quanto illumini, anche perché dove c’è molta luce, anche l’ombra è più nera. Il romanzo ruota attorno all’arte, alla sua capacità di rivelare e al tempo stesso di mascherare, ed agli artisti, capaci nello stesso tempo di grande creazione e di grande distruzione. L’arte diventa metafora evidente delle relazioni umane: ciò che mostriamo, ciò che nascondiamo, ciò che preferiamo non vedere. L’autrice lavora su questi contrasti con grande eleganza, lasciando che il mistero emerga lentamente, senza forzature. Il ritmo è pacato, deliberatamente lontano dal thriller adrenalinico. Qui la tensione nasce dall’attesa, dallo scavo psicologico, dall’osservazione dei personaggi. Gamache resta una figura centrale proprio per questo: la sua umanità, il suo senso etico, il suo modo di ascoltare più che interrogare danno al romanzo una profondità rara nel genere. Three Pines non è solo un paese ed un’ambientazione ma una presenza viva. È il luogo in cui le fragilità si incontrano, in cui il male non arriva mai come un’esplosione, ma come una conseguenza. E questo rende il delitto meno spettacolare, ma più disturbante, perché possibile. Se c’è un limite, è forse nella prevedibilità di alcuni snodi narrativi, ma è un limite che pesa poco, perché ciò che conta davvero non è scoprire “chi è stato”, bensì capire perché e a quale prezzo. E’ un romanzo che si legge con piacere e con attenzione, che non alza mai la voce ma lascia una traccia. Un giallo che non cerca il colpo di scena a tutti i costi, ma preferisce interrogare il lettore sul confine sottile tra verità e illusione. Consigliato per chi ama i gialli psicologici e atmosferici, perché è più emotivo che adrenalinico.

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