Dettagli Recensione
Inizio del cammino
Il primo capitolo della trilogia di Caleb Traskman si apre con un espediente decisamente intrigante: il figlio del celebre autore di thriller-horror, dopo il suicidio del padre, dichiara di aver ritrovato un manoscritto incompleto, privo del capitolo conclusivo. Per poterlo pubblicare, decide di scrivere lui stesso il finale, cercando di immaginare quello che il padre aveva in mente.
La protagonista del romanzo è Leane Morgan, scrittrice di thriller, che quattro anni prima ha perso la figlia Sara, rapita e mai più ritrovata. La polizia ha archiviato il caso come omicidio, incarcerando uno psicopatico pluriomicida che, pur avendo confessato tutti i suoi crimini, continua ostinatamente a rifiutarsi di rivelare dove abbia sepolto la sua ultima vittima: Sara, appunto.
Il dolore ha ormai distrutto il rapporto tra Leane e il marito, ma una misteriosa aggressione ai danni dell'uomo rimette tutto in discussione. Quando si risveglia, ha perso completamente la memoria. Eppure, diversi indizi suggeriscono che, prima dell'aggressione, stesse ancora indagando ossessivamente sulla scomparsa della figlia e che forse fosse riuscito a trovare una nuova pista.
Nel frattempo viene rinvenuto il corpo di una giovane donna, sfigurato al punto da renderne impossibile l'identificazione. Potrebbe essere Sara? Un poliziotto particolarmente attento decide di scavare nel passato, riaprendo vecchie ferite e portando alla luce verità inquietanti.
Colpo di scena finale e conclusione assolutamente aperta, com'è inevitabile trattandosi del primo capitolo di una trilogia.
Il mio consiglio è di proseguire con i due volumi successivi, possibilmente a breve distanza di tempo. Il ritmo è vertiginoso, i libri si divorano in fretta e mantenere vivi nella memoria i numerosi rimandi è fondamentale per orientarsi in una trama dalla struttura tutt'altro che immediata.
Perché, spoiler: il bello deve ancora venire!





























