Basta! Basta!

Basta!

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La presentazione e le recensioni di Basta!, opera di John Naish edita da Fazi. Negli ultimi due secoli, l'uomo ha messo in atto una semplice ma brillante strategia di sopravvivenza: l'abbondanza. Di qualunque cosa avesse bisogno, il trucco era cercare di ottenere sempre di più: un rango più elevato, una maggiore quantità di cibo, di denaro, o di informazioni. E senza mai accontentarsi, cercare ancora e ancora. Solo in questo modo è riuscito a superare carestie, epidemie, catastrofi naturali. Ma oggi, grazie alle moderne tecnologie, viviamo addirittura nell'eccesso: abbiamo molto più di quanto sia mai possibile usare, godere, permetterci. Ciò nonostante, continuiamo a volere di più, con la conseguenza che, pur di seguire questo istinto, finiamo per ammalarci, stressarci, ingrassare, arrabbiarci e indebitarci. Per non parlare delle ripercussioni sull'ambiente. Adesso è giunto il momento di smettere. I segnali d'allarme sono ovunque: la crisi economica e quella ecologica, lo spettro della recessione, la precarietà lavorativa ed emotiva. Eppure i media - e persino i governi dei paesi occidentali - non fanno che dirci: "Comprate! Il peggio passerà". Ecco perché, sostiene il giornalista britannico John Naish, si deve iniziare a sviluppare un senso di appagamento per quello che già si possiede, in netto contrasto con una cultura consumistica che spinge ad avere sempre nuovi bisogni sociali e materiali.

Giornalista, John Naish scrive di salute e lifestyle sul «Times». Da anni segue i principi che ha enunciato nel libro Enough! Vive in Gran Bretagna, a Brighton, con sua moglie e non ha un cellulare.



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Basta! 2012-11-08 07:51:33 LauraP
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LauraP Opinione inserita da LauraP    08 Novembre, 2012
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Viva la teoria del q.b.!

“Dobbiamo fare passi avanti nell’evoluzione. E di corsa, anche. Occorre sviluppare un senso del “quanto basta” o, se vogliamo, una “teoria del q.b.”
Questo, in sintesi, il pensiero espresso dal giornalista inglese John Naish nel libro Basta! dal sottotitolo altrettanto inequivocabile “Con i consumi superflui, con chi li incentiva, con chi non sa farne a meno”.
L'autore descrive, attraverso gli aspetti della vita quotidiana, i meccanismi che scattano nel cervello umano nel momento in cui si prendono decisioni che spingono ad ottenere sempre di più buttando via soldi, tempo e sprecando inutilmente le risorse del nostro pianeta. Ed è sorprendente scoprire come in realtà queste decisioni non sono il risultato di un processo evolutivo ma esattamente il contrario: è il nostro cervello da primitivi che spinge a volere sempre di più e più in fretta, anche quando in realtà quello che abbiamo basterebbe.
Naish usa un linguaggio semplice, ironico e immediato, corredato da ricerche e interviste a noti economisti e scienziati. Il libro si snoda attraverso i bisogni, i beni e i servizi di cui siamo alla costante ricerca: informazioni, cibo, roba, lavoro, opzioni, felicità, sviluppo.
Ma andiamo a scoprire quali sono queste cose delle quali non riusciamo proprio a fare a meno, tanto da rischiare l’indigestione.

- Informazioni: “Siamo così informati che non ce ne frega più niente”.
Dalla nascita di nuove tecniche come il neuromarketing, utilizzate dalle multinazionali per capire come reagisce il cervello del consumatore a determinati input, all’eccesso di informazioni che confondono le idee e creano ansia. Una perla: lo sapevate che Peter Higgs, il professore di fisica dei quanti della University of Edimburgh, famoso per aver scoperto l’esistenza di una particella cruciale (il bosone Higgs, appunto), confessa di non possedere nè una casella email nè un televisore?
Da ricordare: “Il vostro tempo libero è così incredibilmente prezioso che le società di marketing e le multinazionali spendono ogni anno miliardi di euro nel tentativo di portarvelo via.”

- Cibo: “Qualche biscotto a merenda stimola gli stessi centri nervosi attivati dalle droghe che danno dipendenza”.
In che modo allora imparare a dire “basta” quando…basta?
Da ricordare: “Lascia che il sapore sia il tuo sapere”.

- Roba: come dire “basta” al bisogno di avere sempre l’ultima novità uscita sul mercato perchè sembra che comprarla ci faccia sentire importanti. E non ci fermiamo almeno finchè non finisce lo spazio per mettere la roba. Più spazio abbiamo e più cerchiamo di riempirlo.
Da ricordare: “Ma ne ho bisogno? Ne ho davvero, assolutamente bisogno? Oppure lo voglio solamente?”

- Lavoro: “(L’ambiente della City) è un mondo ultrapompato e il più figo di tutti è quello che spegne per ultimo le luci in ufficio”.
Vogliamo sempre di più e per ottenerlo dobbiamo lavorare di più per guadagnare di più…salvo che poi lavoriamo talmente tanto da non avere il tempo di…vivere.
Da ricordare: “Finchè non riusciremo a definire cosa significa “abbastanza” per noi in termini di soldi non saremo mai del tutto liberi, liberi di definire il nostro vero scopo nella vita.”

- Opzioni: Troppe. L’idea che si possa sempre trovare qualcosa di meglio a lungo andare cessa di essere gratificante e ci costringe a rimandare la scelta in cerca di nuove opzioni. E la nostra società è arrivata proprio a quel punto.
Da ricordare: “Accontentarsi è una delle più semplici alternative al consumismo”.

- Felicità: A tutti i costi. Anestetizziamo tutto: dolore, emozioni, preoccupazioni, all’inseguimento della felicità. Che arriverà sempre “dopo” aver ottenuto quello che ci serviva per essere felici. Provare a vivere intensamente il presente e cercare dentro se stessi invece che fuori è l’alternativa suggerita.
Da ricordare: “L’uomo dovrebbe passare il tempo a godersi la vita, invece di preoccuparsi di raggiungere la perfezione: mentre stai scegliendo come vivere, stai rinunciando a vivere.”

Da leggere con estrema attenzione l’ultimo capitolo, un elogio alla gratitudine con alcuni suggerimenti per raggiungere la serenità interiore che ci permette di dire una volta per tutte: “Adesso basta!”

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