Saggistica Politica e attualità La caverna di Alì Babà. L'Iran giorno per giorno
 

La caverna di Alì Babà. L'Iran giorno per giorno La caverna di Alì Babà. L'Iran giorno per giorno

La caverna di Alì Babà. L'Iran giorno per giorno

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"So che mi meraviglierò ancora ed è per questo che parto. Mi affascina l'idea di intrufolarmi all'interno di un negozio di tappeti, poter condividere le giornate con venditori e clienti, aiutare a servire il tè fumante e assaporarlo in mezzo ad alcatifa, kilim, sofreh, jajim e namakdan... Sarà come entrare nella caverna di Alì Babà, quella caverna piena di tesori che tanto ci faceva sognare quando eravamo piccoli. E non avrei potuto essere più fortunata, giacché sarò ospite di una famiglia di commercianti del bazar di Isfahan. Come Samarcanda e Timbuctu, Isfahan è una città mitica ed è sufficiente pronunciarne il nome per evocare mondi incantati".



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La caverna di Alì Babà. L'Iran giorno per giorno 2018-04-17 22:54:42 Laura V.
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Laura V. Opinione inserita da Laura V.    18 Aprile, 2018
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Iran

“Soltanto la conoscenza ci dà modo di estendere il nostro amore oltre i confini del noto e per conoscere è necessario saper ascoltare.”

Un bellissimo libro, scoperto per caso mentre curiosavo tra gli scaffali della biblioteca, nella sezione dedicata alla geografia e alle letture di viaggio! E infatti questo della spagnola Ana María Briongos è un libro che racconta un’esperienza di viaggio e soggiorno in un luogo per i più insolito, l’Iran, che in genere si conosce soltanto per l’oscurantismo dei suoi ayatollah col turbante alla Khomeyni, il nero del chador imposto alle donne e le forche penzolanti dalle gru a cui si rischia di essere appesi anche solo per omosessualità.
Ebbene, dimentichiamo per un attimo tutto questo, così come le folle urlanti dei fondamentalisti ostili all’Occidente e all’America in particolare, e lasciamoci guidare alla scoperta di un Paese davvero sorprendente e affascinante! Finora le tavole della fumettista Marjane Satrapi mi sono state utili, ma non esaustive per conoscere più nel profondo ciò che è oggi l’antica terra di Persia. Il viaggio della Briongos, la quale oltretutto studiò all’università di Teheran già prima della Rivoluzione del ’79, ci conduce di preciso a Isfahan, splendente città dell’Iran centrale, ricca di cupole turchesi, maioliche, arabeschi, viali alberati e giardini incantevoli; laggiù l’autrice fu ospite per qualche tempo di una famiglia locale, vivendo tra loro e come loro, frequentando luoghi pubblici e privati, allacciando legami di reciproco rispetto e amicizia. Naturalmente, l’ottima conoscenza della lingua del posto l’avvantaggiò moltissimo nell’indagare a fondo la società iraniana, cordiale e accogliente.
Il luogo dove lei trascorreva spesso gran parte delle sue giornate era il bazar cittadino e, all’interno di esso, quella che chiama “la caverna di Alì Babà”: un negozio di tappeti – montagne di tappeti rigorosamente e autenticamente persiani! – in cui lavora un team tutto al maschile e dove ogni giorno, transitandovi turisti e viaggiatori, s’incontrano lingue e culture diverse che finiscono sempre per ritrovarsi attorno a una tazza fumante di tè. Tante le storie legate al bazar che incuriosiscono il lettore, così come affascinano le descrizioni dei luoghi di Isfahan, prima fra tutti l’immensa piazza Naqsh-e-Jahan (letteralmente, “lo specchio del mondo”). Mi sono talmente appassionata a queste pagine da procurarmi una guida aggiornata Lonely Planet dell’Iran che ho consultato abbondantemente, scoprendo, grazie alle due letture incrociate, molte curiosità, come ad esempio il fatto (in verità, alquanto sconcertante dal punto di vista occidentale) che lì non è abitudine nazionale utilizzare la carta igienica… Persino i grandi alberghi sembrano essere restii a concederla ai propri clienti. Quindi, nel caso un giorno si decidesse di organizzare una vacanza in Iran, bisognerebbe ricordarsi di metterne in valigia qualche rotolo!
Battute a parte (e qualcuno che di recente ha visitato l'Iran mi ha assicurato che adesso la carta igienica si reperisce in loco con più facilità!), la Briongos non nasconde il suo grande amore verso questo Paese musulmano sciita e il suo popolo, ma ciò non le impedisce di puntare il dito contro le troppe cose che ancora non vanno a causa del regime teocratico e le infinite contraddizioni della società, costretta a piazzare di nascosto antenne paraboliche e a organizzare, altrettanto segretamente, feste tra ragazze e ragazzi abbigliati all’occidentale. Dall’epoca terrificante di Khomeyni molto è cambiato, in meglio per fortuna, tuttavia la strada delle riforme è ancora lunga e spesso ostruita da limitazioni in mezzo a cui la gente è stanca di vivere.
Un’ultima osservazione: dal momento che non conosco il farsi, avrei gradito un glossario ben più ricco di quello inserito alla fine del libro, anche se questo finisce per essere un difetto di poco conto di fronte al contenuto tanto interessante del testo. Chissà, potrebbe essere l’occasione per documentarmi un po’ e imparare qualcosa della lingua persiana, che si trascrive con le lettere dell’alfabeto arabo e, come ho già riscontrato, proprio dall’arabo ha preso numerose parole: è bello quando i libri suscitano curiosità e regalano nuovi interessi!

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Consigliato a chi ha letto...
...altri libri sull'Iran (saggi e romanzi), ma non necessariamente.
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