Saggistica Religione e spiritualità Un soffio d'eternità
 

Un soffio d'eternità Un soffio d'eternità

Un soffio d'eternità

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La presentazione e le recensioni di Un soffio d'eternità, opera di Patricia Darré edita da Rizzoli. «Sono una medium, vale a dire un’intermediaria tra il mondo dei morti e quello dei vivi. So che a molti potrà sembrare strano, eppure tutti noi, in quanto esseri umani, siamo dotati di possibilità a livello extrasensoriale.» Comincia così il libro di Patricia Darré, giornalista radiofonica di professione che ha scoperto di essere in contatto con l’altra dimensione dopo la nascita del suo primo figlio. Inizialmente era scettica e spaventata dalle prime esperienze col soprannaturale, tanto da rivolgersi a uno psichiatra, ma piano piano ha imparato a convivere con il suo dono e ha scelto di fare ciò che le era richiesto: consegnare i messaggi dall’Aldilà e aiutare gli spiriti erranti ad abbandonare la dimensione terrena per passare oltre. In Un soffio d’eternità Patricia offre ai lettori la storia della propria vita, dalla rivelazione ai primi incontri con angeli custodi e spiriti maligni, raccontandoci dei messaggi più toccanti che ha trasmesso. Grazie al suo aiuto molte persone hanno avuto l’occasione di dialogare con i propri cari e scambiarsi l’ultimo saluto o sentire le parole che aspettavano da una vita, ritrovando pace e serenità. Patricia sa restituirci un mondo straordinario fatto di amore e presenze positive che vegliano su di noi e ci proteggono: perché ognuno ha un angelo custode che lo accompagna ogni giorno. Una storia vera che ha commosso la Francia, un racconto trascinante capace di far vibrare le corde della nostra anima con temi che ci toccano nel profondo: paura, morte, vita e salvezza.

Patricia Darré è una giornalista di Radio France e un volto noto della tv francese. Dal 1995 esercita le sue eccezionali doti per mettersi in contatto con l’Aldilà e aiutare gratuitamente molte persone a comunicare con i propri cari scomparsi. Un soffio d’eternità è stato un enorme bestseller in Francia, diventando un grande caso editoriale.

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Un soffio d'eternità 2014-04-02 19:15:37 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    02 Aprile, 2014
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Che spirito!

Sono stato catturato dal sottotitolo di quest’opera: “Il libro best seller in Francia che propone una nuova visione dell’Aldilà”.
Dei francesi ho una concezione stereotipata. E mi sono detto: “Se ha catturato una popolazione così snob…”
Il sottotitolo ha esercitato un “effetto civetta” e mi ha introdotto a uno dei libri più divertenti e istruttivi che io abbia letto nel mio recente passato.
Però vi devo avvisare: sicuramente l’autrice non vuole suscitare ilarità… Ma tant’è, un libro colpisce nel segno se non lascia indifferenti. O se è umoristico, anche involontariamente.

Per amor di brevità (che non sono riuscito a ottenere) vi grazierò le circostanze in cui “la nostra” si rende conto di essere dotata di facoltà medianiche (basti un cenno: “Dopo quel sogno ricorrente…. fui svegliata… dalla voce che mi aveva parlato…”), per concentrarmi sugli aspetti istruttivi del libro, che vanno Aldilà (la maiuscola e l’unione delle preposizioni è d’obbligo, visto il tema trattato) di certe similitudini (“Il medium funziona in un certo senso come l’antenna di una radio”) se non proprio efficaci e originali, sicuramente al passo con i tempi (“…in termini di frequenze vibrazionali, le comunicazioni con i defunti funzionano… come le reti radiomobili dei nostri telefoni cellulari”).
Il libro, dicevo, ha arricchito il mio vocabolario con nuove accezioni e farò qualche esempio.

GERARCHIA

Prima di questa lettura, il termine banalmente designava “graduatoria” o qualcosa di simile. Ebbene, adesso so che la parola ha anche un altro significato: “I primi spiriti… si tratta di guide, che ho ribattezzato la Gerarchia. Esse vibrano ad altissima frequenza”.

ERRANTE

Dopo l’accezione poetica che l’aggettivo aveva per me assunto grazie a un carme e a un pastore asiatico di leopardiana memoria, ho imparato che “errante” qualifica il sostantivo “spirito”. Perché la vulcanica Patricia così definisce gli spiriti erranti: “Sono entità che non hanno ancora varcato i confini della dimensione ultraterrena poiché faticano… a separarsi da noi.”
La casistica che l’autrice propone è davvero ricca e proteiforme: “Si presentò da me una giovane donna italiana, accompagnata da un defunto che però lei non vedeva”.
La stessa scrittrice ha il dono di saper consegnare alla pace eterna questi spiriti ancora così attaccati alla vita terrena, secondo un protocollo degno dell’epoca mass-mediatica: “La Gerarchia stabilisce… domani alle 22.00 lo farai passare nell’Aldilà”. Patricia come Caron dimonio dagli occhi di bragia! “Inizia così una conversazione a tre, che potrei paragonare a un’intervista in diretta Tv. Il medium, calatosi nei panni del giornalista…”

INFILTRAZIONE

Tralasciando il significato figurato che il termine ha assunto nelle cronache malavitose del nostro paese, avevo sinora sperimentato sulla mia pelle due casi più prosaici di “infiltrazioni”:
1) Chi di noi non ha patito le conseguenze della rottura di una tubazione?
2) In occasione della costruzione della mia casa, ho dovuto affrontare una fastidiosa infiltrazione derivante da un difetto di coibentazione…
Da oggi in poi, però, “infiltrazione” è qualcosa di più: “… uno spirito errante rimane attaccato per anni alla nostra energia fisica… si tratta della cosiddetta infiltrazione”. E sono giunto a una conclusione: che sia un problema idraulico, costruttivo o esoterico, l’effetto dell’infiltrazione è pur sempre il medesimo: “La persona attaccata si sentirà perennemente afflitta da una grande spossatezza senza mai riuscire a recuperare le energie…”
La casistica proposta è sempre doviziosa: “Ho avuto l’opportunità di trattare parecchi casi di infiltrazione”.

Le lezioni non sono soltanto semantiche e non finiscono qui. Perché la nostra medium affronta ciò che psicanalisi, medicina e scienze umane non sanno come approcciare.

I LIMITI DELLA PSICOTERAPIA

“La piccola era del tutto restia a baciare e ad abbracciare i suoi genitori.”
Complesso di Edipo o di Elettra? Niente affatto!
“Una ragazzina… aveva preso l’abitudine di alzarsi nel cuore della notte per abbuffarsi di salumi.”
Un caso di bulimia? Nossignori, è tutta colpa degli spiriti. Con buona pace dei padri della psicanalisi (“il soffio è alla base delle nostre intuizioni…. Ciò che Carl Gustav Jung … definisce sincronicità”) e delle scienze neurologiche (“La possessione e l’infiltrazione provocano uno squilibrio psichico, a volte gravissimo… rappresentano… una percentuale tutt’altro che irrilevante dei malati di schizofrenia che affollano gli ospedali psichiatrici”).

LE SEDUTE SPIRITICHE

Chi di noi, almeno una volta, facilmente in gita scolastica, non ha partecipato a una seduta spiritica? “Intorno a un tavolo, e ognuno di loro posò un dito sul bordo di un bicchiere capovolto.” Io l’ho fatto (spingendo come un dannato il bicchierino), ma leggendo il libro ho appreso un’altra modalità: “la tavola Ouija prese a sillabare le prime parole…” Francamente, se avessimo usato questa misteriosa tavola Ouija (???) nella nostra esperienza di neofiti, anche i più attivi tra di noi avrebbero avuto qualche difficoltà a sortire il buon esito della seduta spiritica. Salvo concordare su una conclusione ovvia: “Non praticate le sedute spiritiche!”

ESORCISMI

Se – anche per colpa del celebre film – avete in mente sacerdote, crocifisso e coreografie demoniache varie… dimenticatele. “Con questo sistema, la vittima ha, per quasi tutto il tempo reazioni molto violente e insulta l’esorcista.” Per Patricia l’esorcismo è una trattativa lunga ai limiti della noia: “Non avevo fatto altro che discutere e negoziare ogni santo giorno”.

GLI SPIRITI

Non sono soltanto i defunti, ma anche i nascituri (“Sono il figlio che avrai nel 1994”) e hanno natura indefinita (“Essendo androgino, lo spirito sceglierà inoltre se incarnarsi in un corpo maschile o femminile”).

UNA CHICCA: PARLARE CON OSCAR WILDE!

Anche se mi sto dilungando, non posso sottacere la chicca del libro. Perché si tratta di un incontro troppo illustre...
“Un esempio interessante riguarda lo scrittore irlandese Oscar Wilde. Dopo la sua morte, avvenuta a Parigi nel 1903, entrò in contatto con numerosi medium.” Oscar naturalmente non rinnega se stesso nel contatto con Patricia: “Decise di esprimersi in inglese, rivolgendomi delle frasi intrise di un cinismo misogino con cui irrideva la mia mancanza di cultura”.
Il libro raggiunge tonalità esilaranti in questo dialogo :
“Signor Oscar Wilde, quale autore mi consiglia di leggere? Shakespeare?”
“Lei non brilla certo per originalità! Legga piuttosto Gide.”
Ebbene, Patricia si fregia dell’onore di aver riaccompagnato l’impareggiabile (anche dopo il trapasso) Oscar nell’Aldilà…
A questo punto non ho saputo trattenere un urlo: “Patricia Darré, restituiscici Oscar Wilde!”

Bruno Elpis

P.S. Il presente commento vuole soltanto essere un mio personale divertimento. Naturalmente penso che ciascuno sia libero di credere in qualsiasi cosa aiuti a stare bene…

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