Soffocare
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Opinioni inserite: 10
Soffocare
Non avevo mai letto nulla di Palahniuk e mi aspettavo molto da questo libro, ne avevo sentito parlare fin troppo bene. Le mie aspettative però in parte sono state deluse.
Il suo punto di forza è lo stile. E' scritto molto bene, per niente prolisso; inoltre la divisione in piccoli capitoli permette di frazionare la lettura e questo può risultare comodo per chi non ha disposizione molto tempo.
Il contenuto è interessante ma, a mio avviso, è abbastanza ripetitivo; sembra che voglia dire qualcosa in più rispetto a quello che ha già scritto ma non ci riesca. Il finale mi è piaciuto.
In ogni caso consiglio di leggerlo, non fosse altro che per cultura personale.
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Non hai mai letto Palahniuk???
Mai letto nulla di Palahniuk. Forse c’ero rimasta solo io al mondo... Ecco che rimedio!
Victor, il protagonista, ha due punti focali nella sua vita: la madre – una dei tanti disadattati che incontreremo leggendo - e l’incapacità di gestire la dipendenza sessuale che lo costringe ad incontri frequenti e meccanici nonostante il tentativo di recuperarsi con una terapia di gruppo.
Ha abbandonato gli studi di Medicina, sbarca il lunario con un impegno di figurante storico in un parco a tema - un ambiente squallido e deprimente, magistralmente descritto - e arrotonda le entrate con una piccola truffa: si provoca il soffocamento col cibo cenando al ristorante solo per farsi “salvare” con la classica manovra di Heimlich.
Perché? Perché ha scoperto che chi ti salva la vita, ti adotta per gli anni a venire e si sente responsabile per te.
Così per ogni manovra andata a buon fine, Victor riceve anno dopo anno dal suo salvatore un assegno a ricordo dell’evento. Una truffa che regala a chi ne è vittima l’impressione di essere un eroe. E Victor, con questo, sente di chiudere in pari la partita.
Naturalmente il libro è molto più di questo, ma non voglio svelarne la trama.
I personaggi comprimari sono disegnati con acume ed ironia e accompagnano Victor fino alla comprensione del suo passato.
La prosa piana e piacevole fa sembrare normali situazioni inverosimili e alterna momenti di alienazione dalla realtà, di introspezione , di violenza, di poesia.
Victor è un disadattato “normale” che percorre la strada del menefreghismo e del cinismo ed effettua le sue scelte chiedendosi ogni volta: "Cos’è che Gesù non farebbe?" , ma nel suo profondo si percepisce il bisogno d’affetto e d’amicizia che è dentro ogni uomo.
Il finale è inaspettato e soffuso di tristezza.
Da leggere.
"A questo punto dovrei dirle la verità. Ovvero che io quelli che hanno una dipendenza li ammiro. In un mondo in cui tutti quanti non fanno altro che aspettare ciecamente questa o quella catastrofe, questa o quella malattia fulminante, chi ha una dipendenza perlomeno sa a grandi linee cosa l'aspetta dietro l'angolo. Ha assunto una parvenza di controllo sul suo destino, e la dipendenza fa sì che per questa persona il modo in cui morirà non sia un mistero.
In un certo senso avere una dipendenza è sinonimo di intraprendenza."
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Ultimo aggiornamento: 01 Mag, 2011
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Il trionfo della pazzia
La realtà. Cosa c'è di più complesso della realtà! Crearla, inventarla, ipotizzarla, viverla.. La realtà è ciò di cui noi abbiamo bisogno, è ciò di cui sentiamo la necessità di farne parte. 'Come' però non lo sappiamo. Il perchè neppure.
E' questo quello che si chiede Victor Mancini.
Essere una pedina della realtà, ingoiandola così com'è, oppure produrne una tutta diversa, con fiumi e monti dai nomi assurdi, bizzarri.. Iniziando da uno stupido diario dalla copertina rossa, oppure da un quadernetto nel quale scrivere la quarta fase della disintossicazione dal sesso.
Ma cos'è, in fondo, la dipendenza?
In America tutti devono averne una: più originale è la tua, e meno fallito sei.
La dipendenza (dall'alcool, dalle droghe, dal sesso), è un modo per evadere da questa pseudo-realtà, un pò difficile da definire, da delinearne i contorni. Si può essere in grado di crearne una? Bisogna avere poteri divini per poterlo fare? Oppure basta una semplice immaginazione (colei che può tutto) alimentata dalle pazzie di una madre folle, di una dottoressa folle e di un amico, Denny, altrettanto folle.
Sembra di vivere nel paese dei pazzi. Ecco il trionfo della pazzia.
Può un pazzo essere buono? essere un salvatore?
"Essere salvato per salvare", per creare degli eroi, per decorare la fantasia di poveri uomini manipolati dalla realtà, che diventa una vera matrigna. Victor VUOLE essere buono, vuole essere importante, non tanto per se stesso, ma per qualcuno. Vuole circondarsi di amore, ma il destino gli riserverà qualcosa di diverso.
Victor, "sano di mente o pazzo; stinco di santo o sessodipendente; eroe o vittima; buono o cattivo?".
... Io intanto ci penso, poi vi faccio sapere!
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Madre disordine
Victor è un sessuomane. Lavora come “personaggio” in un museo vivente che fossilizza l’America nell’anno 1734.
Ha la Madre in una clinica per malati psichiatrici, e paga le spese mediche attraverso un ingegnoso trucchetto che adotta nei ristoranti, fingendo di soffocare e facendosi salvare da qualche avventore, a cui si lega attraverso biglietti di ringraziamento e corrispondenti assegni di mantenimento.
Falso. Vero. E’ la trama superficiale.
Victor finge di soffocare la prima volta per liberarsi dalla Madre disordine. E’ una richiesta di aiuto. E’ una richiesta di stabilità. Soffoca, nei ristoranti, per lasciarsi salvare la vita e lasciarsi amare. Per dare un senso a sè offrendolo agli altri.
Ma è un inganno.
Anche il mondo è inganno. Le regole, le leggi per proteggersi, i finti divertimenti:tutto per sopravvivere alla vera natura del mondo: corruttibilità, malattia, degenerazione. Occlusione del colon. Blocco intestinale. Crampi, febbre, setticemia, arresto cardiaco.
La Madre lo sa e glielo ha insegnato.
Victor è dilaniato tra la Madre e il Mondo. Non riesce ad amare, ad essere vero. Soffre.
La sofferenza va anestetizzata.
Il suo anestetico è la dipendenza dal sesso. Victor è un sessuomane.
Victor dovrà soffocare la Madre, accettare la necessità della follia (dov’è il confine tra ciò che è vero e ciò che non lo è?) per ricostruirsi e ricostruire la sua vita.
E’ Palahniuk. Allucinato.
In “Soffocare” troppo volutamente disturbante.
In fondo, gli stessi temi del Fight Club. Individuo e società, dolore e vita, follia e amore, distruzione e rinascita. Ma quel libro è tutta un’altra cosa.
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Soffocare
Crudo, tagliente, fuori dagli schemi. Questo è Palahniuk.
Il protagonista del romanzo è un uomo che vive ai margini della società, con una storia familiare che lo ha segnato per sempre e circondato da persone problematiche come lui con cui condivide un abissale degrado. Insomma, l'autore ci propone un affresco di una umanità minore, intrappolata in vizi e miserie, dove per sopravvivere si arriva a fare qualsiasi cosa.
E' una lettura molto forte per le situazioni trattate e per il linguaggio adottato, ossia diretto, privo di fronzoli, realistico, dissacratore e scurrile.
Personalmente non è il genere che preferisco, ma reputo utile e illuminante conoscere tutte le correnti letterarie, anche queste moderne più estreme.
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Soffocare : l'originalità a tuttii costi
E' il primo romanzo di Palahniuk che ho letto : mi ha lsciato piuttosto insodisfatta. Senza dubbio è scritto benissimo , ma la ricerca ostentata e continua dell'originalità ad ogni costo finisce con l'annoiare il lettore: come pure l'insistere sempre sugli stessi temi volutamente bizzarri e fuori della norma. Inoltre, come è stato giustamente osservato, la storia non decolla: il finale poi è deludente.
C'era un tema che poteva essere approfondito e che sarebbe stato veramente originale ( in senso positivo): il protagonista lascia morire la madre , in stadio terminale, senza prendere una decisione circa una terapia azzardatissima che forse avrebbe potuto salvarla. La cura estrema si rivela poi una illusione menzognera , frutto della mente alterata di una dottoressa folle , ma il protagonista non fa niente per dare il via a questo postremo tentativo di strappare la madre alla morte: sostanzialmente la questione non gli interessa, preferisce scandalizzare con le sue frasi il personale della clinica.
Il tema è appena abozzato e naufraga nella prolissa descrizione delle stranezze sessuali del protagonista , un sessodipendente , che vive circondato da altri sessodipendenti: a lungo andare anche questa umanità , le cui bizzarrie vengono minutamente e reiteratamente descritte , finisce con l'essere sempre uguale a se stessa, in una parola,noiosa.
Sinceramente mi aspettavo di più.
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bizzarro...
Sicuramente dal contenuto anomalo e piuttosto bizzarro....
è il primo romanzo di palahniuk che leggo e devo dire che sostanzialmente mi ha affscinato.
storia stravagante e scrittura fluida mi hanno reso la lettura più che piacevole
anche se al termine del romanzo qualche dubbio sul finale mi rimane...
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Voto 6,5!
Il punto forte del romanzo è la sua stravaganza. Bizzarro.
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soffocare
Stile e contenuto originali ed interessanti ma che non mi hanno coinvolto del tutto.Si dice che Palahniuk si ama o si odia a me è restato tutto sommato abbastanza indifferente.La lettura è fluita tranquilla, ma sicuramente è stato un libro che non mi ha segnato più di tanto..
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Soffocare di Palahniuk
Sicuramente originale sia nel modo di scrivere, apprezzabile, che nei contenuti. Alla fine però ho trovato difficoltà a terminarlo perchè la storia non decolla. Racconta gli immensi disagi di un individuo in perenne lotta col suo mondo interiore e con tutto ciò che lo circonda, in modo particolare con la madre ed il sesso. Ero curioso di leggere Palahniuk ma adesso che l'ho fatto non so se ripeterò l'esperienza.
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