Ali di babbo Ali di babbo

Ali di babbo

Letteratura italiana

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Nella smagliante Sardegna di Milena Agus, madame (così chiamata perché forse un giorno andrà in Francia) possiede un terreno sul mare assediato dagli speculatori. Ma madame, che è povera, non vende, e così facendo blocca i possibili affari delle famiglie vicine. Questa storia, raccontata da una vicina quattordicenne, è comica e truculenta, fiabesca e vera come sono le storie di Milena Agus. È anche la storia del nonno della narratrice, figura potente e silenziosa, il maggior alleato di madame. Ed è la storia di amori che vanno un po' storti e dei sacrifici propiziatori per farli stare in piedi. Madame crede nella magia e la distribuisce in modi personali e approssimativi allo scopo di rendere la gente più felice, perché "senza la magia la vita è solo un grande spavento".



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Ali di babbo 2012-09-07 18:59:03 petra
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petra Opinione inserita da petra    07 Settembre, 2012
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il dolore e la magia

Poesia, sogno, speranza; sono queste le sensazioni che mi ha lasciato questo breve romanzo della Agus.

Sullo sfondo di una Sardegna ritratta magnificamente, nella sua bellezza primitiva e paradisiaca, si articolano le vicende di un piccolo mondo :la narratrice, una ragazzina di 14 anni, “Madame”, che gestisce un piccolo albergo attiguo alla casa della piccola, il nonno, i vicini di casa.
La ragazzina tiene un diario dove annota le su riflessioni su ciò che le accade intorno, a volte con stupore e turbamento, a volte con arguzia e saggezza, velate da una leggera ma onnipresente ironia.

La vera protagonista è però Madame, donna eccentrica, caparbia e dolcissima insieme; è un'animo generoso ma mal ricambiato, sempre alla ricerca di un affetto che possa colmare la sua esistenza.Le sue bizzarrie e le sue rocambolesche avventure amorose, un po’ strampalate e senza molte speranze, irritano il nonno e addolorano la piccola, che, per Madame, nutre un affetto particolare; sembra che, più degli adulti, la ragazza possa scorgere le fragilità di questa donna un po’ fuori dalle righe.
“A volte Madame , per la mancanza d’amore, si sveglia nel cuore della notte, allora si ricorda che è sola e le sembra di soffocare, va a bere un bicchiere d’acqua, ma l’amore che non c’è le toglie l’aria”.

Altra figura per me splendida è il nonno, uomo d’altri tempi burbero e sagace, che con la sua presenza granitica fa da contraltare alla bizzarria di Madame, cercando di correggere le sue stranezze e il suo dolore con salaci battute e infinite elocubrazioni.

“Nonno dice che quella donna non la vorrebbe neanche se fosse l’ultima della terra, e non nel letto, ma nemmeno vicina di loculo in cimitero. Tuttavia la nonna dei vicini è un umano importante, perché ha il cervello talmente vuoto, ma vuoto, che è la prova ontologica dell’esistenza di Dio. Infatti come farebbe, completamente senza cervello com’è, a camminare, parlare, esprimere pensieri e provare sentimenti, se non con l’anima? Quindi l’anima esiste. Quindi Dio esiste”.

Nell’aria aleggia un’atmosfera onirica e fantastica, che permette di non sentire il dolore dell’anima, e sembra sorreggere la speranza di un futuro migliore.

La narrazione è asciutta e lineare e le descrizioni dei paesaggi sono realmente degne di nota.

Una piacevole lettura, una narrazione gradevole e una storia dolce che invita alla speranza.

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Ali di babbo 2008-09-10 04:51:02 ringo
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Opinione inserita da ringo    10 Settembre, 2008

ali di babbo

Forse per invidia di sardo non mi ero lasciato convincere da "Mal di pietre", pensavo che lo stile andasse più curato. Ma in "Ali di babbo" il racconto prende il sopravvento: dopo ogni libro ho fretta di iniziarne un altro, ma questa volta voglio godermi la stupenda sensazione che mi ha lasciato. Non è questione di paesaggi ripetitivi, che appunto si possono ammirare in un qualsiasi dépliant turistico: è la bellezza della vicenda che la rende universale, o almeno può parlare a molti, uomini e donne. Alcune espressioni sono fulminanti. Certo che Milena Agus non inventa nulla: ma se è per questo, nessun autore ha mai inventato nulla, solo re-inventa l'esistente e ce lo racconta a modo suo. E' per questo che la letteratura non morirà mai.

Brava Milena! Spero di incontrarti, prima di morire.

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Ali di babbo 2008-04-18 07:28:00 olivia zilioli
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Opinione inserita da olivia zilioli    18 Aprile, 2008

ALI DI BABBO

Milena Agus si ripete. La struttura di Ali di Babbo richiama - anche nei profumi – la vecchia Sardegna de Il Mal di Pietre: un profilo di donna con atipica condotta ed una adolescente che ne racconta le abitudini e vicissitudini con la grazia e delicatezza di chi con ingenuità coglie se non il senso delle cose (sarà poi rilevante?) almeno il vero movente. E così Madame vive apertamente la sua sessualità come mezzo per raggiungere l’amore e la nostra giovane voce narratrice ne svela la profondità umana al di là dei naturali giudizi morali. Cosi è se vi pare! E quel che pare è che anche questa volta Milena Agus riesce a farci volare (con le ali di babbo) e sorvolare sugli effetti della solitudine, condizione comune. Sfrutta come escamotage lo sfruttamento edilizio sull’Altra Sardegna ma è solo un espediente: la vera speculazione che turba l’autrice è il rifiuto della nostra società alla semplicità di esistere che è fatto di accoglienza e generosità mentale ... e di magia. Da leggere.

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