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Letteratura italiana

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Il protagonista di questo libro la ’ndrangheta del Nord l’ha vissuta in prima persona e ne porterà per sempre i segni addosso. Ha conosciuto l’alveare e le sue vittime. Ha seguito Pasquale, che era amico di suo padre, nel percorso criminale di affiliazione a un clan; è stato il compagno di banco di Vincenzo, che comandava la scuola perché appartenente alla cosca che aveva in mano il quartiere; ha amato l’anziana zia Severina, che per anni non è uscita dal suo bilocale per difenderlo dalle famiglie che rivendono le case popolari; ha conosciuto il lavoro clandestino dentro gli sconfinati gironi dell’Ortomercato di Milano.



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Alveare 2013-01-02 19:16:55 AndCor
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AndCor Opinione inserita da AndCor    02 Gennaio, 2013
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Il romanzo-inchiesta per eccellenza

Come da titolo, è il miglior romanzo-inchiesta che abbia mai letto finora.
Si parte dalla descrizione di una palestra un po' malfamata nei sobborghi di Milano. Questo è l'antefatto che permette di presentare i vari personaggi che entreranno, gradualmente, in scena.
Perché questa palestra ha ben poco di pulito, e la vera e propria indagine viene mossa da Pasquale, che ancora porta ben evidenti i segni del suo vissuto mafioso.

Perché allora intitolarlo 'Alveare'? Perché 'la 'ndrangheta è come una pianta o un alveare silenzioso; arriva e tu manco te ne accorgi, ma se c'è il terreno giusto già s'è mangiato mezza terra tua'.

Da leggere per chi ama il connubio tra romanzo, indagine storica e "questione meridionale" (anche se, in questo libro, c'è ben poco di meridionale). Senza dimenticare che il finale è da Oscar.

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