Corpo libero Corpo libero

Corpo libero

Letteratura italiana

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Assurdo che si chiami corpo libero, no?, aveva detto una volta Nadia. Perché assurdo?, aveva chiesto Carla. Dovrebbe chiamarsi corpo obbligato. O corpo costretto. Da quanto tempo meditavi su questa incredibile verità? Martina ha quattordici anni ed è una ginnasta professionista. Insieme a Carla e Nadia è in trasferta in Romania: il loro team partecipa alle gare di qualificazione per le Olimpiadi. La tensione è altissima e vincere è l'unica opzione possibile. Martina osserva Carla e Nadia, più carine, più brave, più ricche. Le guarda e le studia – i corpi adolescenti che dovrebbero esplodere e che invece sono intrappolati nella ferrea disciplina atletica, spia i loro giochi segreti, ascolta le loro continue, allarmanti profezie – e lotta con loro per un posto in squadra. Le sostiene ma anche le detesta, e cerca piano piano di ritagliarsi uno spazio speciale e tutto per sé. La competizione all'interno della squadra si somma poi alla spietata lotta contro le squadre degli altri paesi. Le cinesi, soldatine così spaventose e così precise, dominano i pensieri di Martina e delle sue compagne, insieme alla minuscola Petrika, luminosa stella rumena, che è senza dubbio la ginnasta più brava e quindi più odiata: il suo talento e la sua grazia diventano una minaccia per tutte. Nelle palestre e nelle arene, tra salti tripli, rondate e l'incubo di cadere di collo dalle parallele, fra boschi bianchi di neve e la temperatura sotto lo zero, la paura e l'orrore arrivano veloci e cattivi, proprio come i lupi. Nessuno prima era penetrato, con tanta implacabile esattezza, nella fragile perfezione di queste eroine adolescenti, per accompagnarle – non senza sorriso, non senza intenerimento – nel terrore.



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Corpo libero 2011-07-30 06:02:51 ant
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ant Opinione inserita da ant    30 Luglio, 2011
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Apparentemente fragili e soavi, invece...

L'autrice, prendendo spunto da uno sport che è quasi l'esempio più fulgido della grazia, della soavità, della dinamicità, dell'eleganza
cioè la ginnastica artistica(in questo caso femminile, perché le protagoniste del testo sono delle ragazze),
traccia un quadro sociale e comportamentale sia adolescenziale che della ns società
che è a dir poco..terrificante!
La trama: una squadra di ginnaste italiane si reca in Romania per delle gare,ed è brava l'autrice a descrivere le peculiarità e le originalità delle componenti del team, con i loro sogni, le loro aspettative, i loro desideri etc.
Allo stesso tempo la scrittrice ci sa regalare anche pagine thriller, perché la campionessa più temuta sia come bravura che come aspetto fisico(l'invidia della bellezza altrui è molto ben delineata..)dalle nostre connazionali, la rumena Petrika, ad un certo punto sparisce...
Io mi volevo soffermare sull'aspetto psicologico del libro, e cioè la capacità della Bernardini di far prorompere da queste pagine tutta una serie di piccole grandi vessazioni che queste piccole grandi atlete devono(o vogliono) subire
in funzione di una medaglia o di un titolo che magari non arriverà mai.
La palestra vissuta da alcune ginnaste peggio di una caserma punitiva, ruoli da rispettare(mai criticare la capobranco)
incidenti terribili dietro l'angolo(fratture di colonne vertebrali e di ossa a gogo) esorcizzati...parlandone, perché solo così non avverranno mai!!Critiche feroci ad atlete di altri paesi(le rumene e le cinesi..viste come schiave o fenomeni da baraccone, intanto temutissime e quasi invitate a cadere e spaccarsi tutte le ossa)
Dicevo una descrizione terrificante di quello che potrebbe sembrare un ambiente da angioletti
e invece...
(ps mia figlia fa ginnastica artistica a livello agonistico
vi lascio immaginare dopo aver letto ciò
come sto...
agli occhi miei nella palestra di mia figlia non è così
però...)
Bel libro x riflettere

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romanzi che parlano di sport e vita vissuta
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