Narrativa italiana Romanzi Giaguari invisibili
 

Giaguari invisibili Giaguari invisibili

Giaguari invisibili

Letteratura italiana

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Pavia. Pietro, Giustino e Davide sono iscritti all’ultimo anno di liceo. Vivono quel momento irripetibile in cui si deve scegliere il proprio futuro, però a comandare sono i primi amori, la scoperta del sesso, il semplice fatto di essere diciottenni. La loro è l’età inquieta e meravigliosa, senza compromessi: tutto pare a portata di mano, ma anche pronto a sfuggire per sempre. Giustino, che da anni sta insieme a Laura, sogna di fare il fumettista, però non si applica davvero; Davide, detto Golia, è un buon giocatore di basket, ma sulla sua strada incrocia la disinibita Lucilla, una distrazione irresistibile. E Pietro teme di fallire il test di Medicina, dovrebbe studiare, invece i suoi neuroni non fanno che ammutinarsi appena compare Anna Pettirosso. I tre amici, infatti, sono spavaldi e cinici quando si tratta di rapporti con le ragazze, fragili e spaventati quando entrano in gioco speranze e sentimenti, proprio come Anna, Laura e Lucilla – ragazzi e ragazze di una generazione che ha paura di sognare e tuttavia non può farne a meno. È un mondo che pulsa davanti ai nostri occhi e in cui entriamo grazie allo sguardo e alle voci interiori dei protagonisti, che irrompono nella narrazione come un gioco di opposti desideri (spesso con effetto comico), fra attrazioni e separazioni, insicurezze e gelosie, partite di pallacanestro e feste notturne, baci improvvisi e risse. Giaguari invisibili è il debutto sorprendente di un giovanissimo autore, capace di maneggiare con abilità un coro complesso di personaggi, creature imperfette, tenere e spietate, e di restituire l’adolescenza dall’interno, con tutta la realtà di chi la sta vivendo.

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Giaguari invisibili 2018-04-17 18:14:36 68
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68 Opinione inserita da 68    17 Aprile, 2018
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Invisibilità turbolenta

Il bellissimo ed ondivago universo dei diciottenni vissuto e raccontato da un giovanissimo autore pavese, Rocco Civitarese ( a sua volta diciottenne ) in una alternanza di voci al maschile ed al femminile che respirano e vivono il proprio tempo traducendone emozioni e sentimenti.
Un piccolo grande mondo fondato su amicizie, amori, illusioni, speranze, tradimenti, passioni, al centro di un flusso esistenziale che inizia in un viaggio settembrino a Camogli, condito da superficialità e banalità in grado di indirizzare e condizionare il futuro di giovani vite.
I protagonisti sono sospinti da aspirazioni individuali, dal desiderio di superare il test di ingresso a medicina ( Pietro ), di diventare fumettista ( Giustino ), di sfondare nel mondo del basket ( Davide ), di evadere da una Pavia descritta come .. “ uno sciame di zanzare e di moscerini in un gomitolo di nebbia “…, ( Laura) o semplicemente da se stessi, schiavi di pulsioni sessuali, impauriti dall’ amore o dalla certezza di non essere riamati..
Ragazzi immersi nel presente, ciascuno a modo proprio, in ansia per un futuro incerto o che credono già perduto, retaggio di un recente passato in cui ci si è scambiati le proprie vite.
Un linguaggio forte, diretto, senza mezze misure, costruito su slogan, elisioni, inglesismi, neologismi, in cui si vive l’ attimo, non si può attendere la percezione di una tragedia imminente ed un certo egoismo fa a pugni con condivisione ed appartenenza.
Un giovane universo maschile in cui le ragazze attraversano il 90% dei discorsi e si vivono amori così grandi che non possono essere tenuti dentro, in cui gli amici devono sapere, ci sono molte ferite sanguinanti e l’ amicizia può scivolare in indifferenza.
Un mondo costruito su solitudini condivise ed utopie fuorvianti, con un pesante contrasto tra realtà e sentimenti, sicurezza e spocchiosita’ a nascondere fragilità e difficoltà evidenti.
Un mondo difficile da scrutate, comprendere, sviscerare, perché indefinibile e credibile solo se vissuto in prima persona.
Un mondo terribilmente fisico ed emozionale, di superficie e di pancia, poco razionale ed empirico, che si dibatte tra accettazione di se’ e bisogno di essere accettati, confondendo sogni e desideri, in cui l’ esperire ed il vivere intensamente segna l’ inizio e la fine di ogni storia.
Un mondo di eccessi e banalità apparenti, ma retto anche da sogno e poesia, scartando ogni adulta dissertazione in merito al suo asfittico ed annoiato immobilismo.
Un mondo di gioie e dolori, di autentica vita vissuta, che insegue una fine ( al contrario di quello che spesso si dice e si pensa ), la propria essenza, cercata, smarrita e rimandata, spesso cambiando percorso ed indirizzo, in una corsa a perdifiato, cieca, sfuocata, turbolenta, comunque viva e pulsante.
Un mondo di passioni che rigetta regole ed omologazione, perso nella gioia di perdersi, nutrito dal giudizio degli altri ma sempre espressione di se’.
Un mondo terribilmente complesso ma incostantemente bello, perché autentico, paradossale, persino ridicolo, indecifrabile ma aperto a vita e speranza.
“ Giaguari invisibili “ è un romanzo dalla ricercata ( forse eccessiva ) costruzione lessicale, con tratti poetici ben riusciti, una velocità narrativa che esprime l’ età dei protagonisti ( e dell’ autore ) e una passionalità condivisa, quasi virale, di una generazione ( nel senso più buono ) che cerca un senso a cui affidare le proprie ( e le nostre ) residue speranze in un futuro che sia degno di nota.

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