Narrativa italiana Romanzi Giovani, nazisti e disoccupati
 

Giovani, nazisti e disoccupati Giovani, nazisti e disoccupati

Giovani, nazisti e disoccupati

Letteratura italiana

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Un ventenne anarchico dai saldi principi politici e sociali frequenta il Dams con l'obiettivo di studiare per laurearsi il prima possibile. Una scelta non facile considerando che il suo migliore amico è il fantasma di Errico Malatesta, la sua ex fidanzata è una cinica eroinomane in carriera e i suoi coinquilini sono un gruppo di punkabbestia borghesi che perdono tempo e vivono di nichilismo cosmico. Sullo sfondo di una Bologna distopica, sarà il risorto Partito nazista a offrire la soluzione a tutti i suoi problemi. In un crescendo tragicomico, il protagonista senza nome di questo romanzo si troverà costretto a combattere per rimanere se stesso, per difendere i suoi ideali e per non lasciarsi contaminare da un'Italia ai limiti del paradosso che, nel frattempo, ha scelto di mettersi in fila per andarsi a suicidare.



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Giovani, nazisti e disoccupati 2010-07-03 15:09:21 fabiomic75
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fabiomic75 Opinione inserita da fabiomic75    03 Luglio, 2010
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Giovani, nazisti e disoccupati

Piacevole sorpresa. Ho scelto questo libro dal risvolto di copertina e sono contento di averlo fatto. Di solito non amo citare testualmente nè i passaggi dei libri nè eventuali interviste rilasciate dagli autori, questa volta però vi riporto proprio una parte di un'intervista rilasciata dal giovane scrittore Vaccari perchè credo renda benissimo il contenuto del romanzo. A mio parere molto interessante.

"Il titolo provocatorio è stato scelto dalla casa editrice con la volontà di giocare su un concetto… che è un concetto base poi di quando io scrivo… secondo me il sistema per uccidere le dittature, per uccidere il male se un male c’è, è quello di irriderlo. Infatti il nostro Premier non si arrabbia con quelli che lo attaccano ma con quelli che lo irridono, perché anche lui ha capito che in quel modo il messaggio passa.
Il libro nasce per essere “un manifesto antigenerazionale”, cioè in mezzo a tanti ragazzi che vengono etichettati come senza valori senza ideali, perditempo c’è un personaggio che dice: io valgo qualcosa…
Il dire alle nuove generazioni che non valgano nulla è il solito sistema che usano le gerontocrazie per tenerle distanti dal potere. Ad esempio se io ho 60 anni e ho il potere ed affermo che tu che hai 20 anni non vali nulla, e lo dico di fronte ad una platea che ovviamente ascolta me e te se io in quel momento sono colui che detiene il potere, la gente ovviamente crederà a me. E di te che hai vent’anni penserà: è solo un ragazzino, non sa ciò che dice, di quell’altro ci fidiamo da 40 anni. Lui ha ragione.
Nessuno si ricorda che a 20 anni quel 60 enne, probabilmente, era un porco pure peggio del 20enne di oggi.
Le nuove generazioni sono meno violente e meno drogate di quelle degli anni ‘70-’80. Ma i media giocano sulla memoria breve degli italiani. I sessantottini usano i giovani di oggi per nascondere le loro malefatte, accusano i ragazzi per non fare ricordare com’erano quarant’anni fa loro.
Ho scelto Bologna come città metaforica perché è da sempre la città del “fancazzismo” universitario… ma è anche la città, soprattutto per i ragazzi del sud, vista come un modo per “scoprire il mondo universitario”… e negli anni 70 era un pò come dire “andiamo a vedere il mondo”… Secondo me Bologna è vissuta ancora oggi così ed è l’unica città d’Italia dove sono rimasti i Punkabbestia.. che è questo australopiteco degli anni 90…il Punkabbestia che continua a resistere nella società dell’Homo Sapiens… insomma i giovani si sono evoluti in altre forme e invece c’è questa gente che continua a credersi figa nel fare gli alternativi: chi fa l’alternativo, a 28-30 anni, è uno che sa che a casa ci sarà sempre pappa pronta e lavoro… un ragazzo in vere difficoltà non ha tempo di fare il depresso o chiedere soldi in una tazza. Cerca un lavoro, sputa sangue per un contratto, e odia che gli adulti quando prendono ad esempio i giovani non prendano ad esempio loro ma l’esempio negativo dei punkabbestia, che di solito sono figli di avvocati, medici, politici etc… il libro non è contro chi fa barbonaggio o chi fa accattonaggio che rispetto come libera scelta, ma io odio chi fa il barbone come atteggiamento, per fare il diverso a tutti i costi. E poi fanno anche le vittime quando si accorgono di essere stati dei cazzoni. Alcuni di questi deficienti ti fanno passare la cosa come stile di vita: sono un insulto a chi si spacca la schiena per sopravvivere, per farsi una famiglia, per sopravvivere là fuori. Intanto la sera loro hanno la master del papà, capito?… Il libro è contro l’ipocrisia… tutto il libro è costruito contro l’ipocrisia di chi pensa che i giovani non faranno un cazzo nella vita… è costruito contro l’ipocrisia di chi ti chiede i soldi e poi viene da una famiglia borghese ed è ha l’american express… è costruita contro l’ipocrisia di chi vuol essere un nazista e poi cerca il consenso popolare dicendoti che coloro che compiono gli atti di violenza sono una parte del partito che sbaglia… è una cosa che vediamo anche comunemente nel Pdl nella Lega… quindi il fondamento del libro è che esiste sempre una parte che guarda ed una parte che agisce… la parte che agisce è quella che rischia di cambiare il sistema… se poi lo cambia la parte che guarda seguirà l’onda… se invece chi agisce fa degli errori e quindi non cambia il sistema, la parte che guarda critica e condanna.
Faccio un esempio sulla Lega che mi viene facile… se la Lega non ce la fa con la Padania, il Pdl dirà che è un idea del cazzo… se invece la lega ce la farà con la Padania, il Pdl dirà: “noi l’abbiam sempre detto, siam sempre stati con loro”… banalmente poi il libro racconta di questo 20enne anarchico che fa l’università, crede nell’anarchia di Malatesta ed ha come consigliere personale proprio il fantasma di Enrico Malatesta… e poi ci sono Punkabbestia che vivono in casa con lui… quindi entra dentro il partito nazista ritenendo i componenti del partito nazista degli idioti… poco alla volta viene coinvolto nel partito nazista… partito nazista che in Italia riesce ad avere successo elezione dopo elezione, perché non esiste nessun partito decente… arriva a tal punto il paradosso italiano che la gente dice: “meglio votare qualcuno che ha veramente il pugno di ferro e le idee chiare”. Perché sono finiti gli anni ‘70 del posto di lavoro fisso e sicuro dove tutti gli italiani potevano anche stare ore ad ascoltare i dibattiti di aldo moro o berlinguer. Adesso la gente ha bisogno di soluzioni reali, il mondo corre più veloce, non c’è più il tempo per stare lì’ a discutere. Una volta la gente voleva soluzioni annuali adesso ne pretende di giornaliere. Bersani fa ancora i punti della situazione, organizza i dibattiti: la gente muore di fame devi dire e fare cose concrete non sono più gli anni ‘70. La gente vuole la sedia sotto il culo, poi ascolterà tutte le tue elucubrazioni e teorie. Non è difficile ma quelli al palazzo mica lo intuiscono che è così. In un certo senso non è quello che sta accadendo con la Lega? Meglio qualcuno che ha le idee concrete piuttosto dei soliti politici che parlano solo… se poi queste idee concrete siano discriminare omosessuali… cacciare gli immigrati ecc ecc, il popolo se ne frega… meglio chi è concreto rispetto agli intellettuali…"

Ricapitolando... consigliatissimo!

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