Narrativa italiana Romanzi La mia ombra è tua
 

La mia ombra è tua La mia ombra è tua

La mia ombra è tua

Letteratura italiana

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Emiliano De Vito, nato a Firenze tre anni prima del Duemila e appena laureato brillantemente in Lettere Antiche, scopre ben presto che nel mondo reale la sua laurea vale zero, e deve così accettare l'unico lavoro che gli viene proposto, quello di diventare l'assistente di Vittorio Vezzosi - il leggendario autore de "I lupi dentro", opera prima di successo planetario, venduto in tutto il mondo in milioni di copie fin dal 1995 - che da quei giorni si è recluso in una casa colonica sopra Firenze e non si è più fatto vedere da nessuno, non ha più parlato con nessuno, e non ha più pubblicato neanche una parola. Ma il titanico editore che ha acquisito la piccola casa editrice fiorentina che lo pubblicò non può più attendere il nuovo romanzo cui il Vezzosi pare lavori da vent'anni, ed Emiliano è incaricato di scoprire di cosa tratti e quando sarà pronto, nonostante sappia bene che al precedente assistente del Vezzosi, che le stesse cose tentò di scoprire, arrivò una fucilata a sale nelle terga. Il loro incontro è burrascoso - troppo distanti le generazioni e le visioni del mondo, troppo diversi i destini - ma tra Emiliano e il Vezzosi si crea ben presto un legame, e quando partono per Milano a bordo d'una Jeep del 1982 senza sportelli nè parabrezza inizia un viaggio epico e comico, ebbro e stupefatto, che dovrebbe concludersi col discorso del Vezzosi alla Fiera Mercato degli Anni Ottanta e Novanta, ma è in realtà il suo ultimo tentativo di riconquistare Milena, perduto amore della sua adolescenza passata in quegli anni lì che poi sono stati i migliori di sempre, di tutta la storia del mondo, in cui Neil Young veniva a suonare a Viareggio con i Crazy Horse, e allo stadio dei Pini ci si poteva andare con la Vespa 50. E mentre i social impazziscono per il ritorno sulle scene del misterioso autore, e monta l'attesa per un evento nazionale di cui lui nulla sa e nulla si cura, il Vezzosi si troverà a parlare del suo e del nostro passato di fronte a diecimila persone, e dovrà fare con l'immenso, pericoloso potere della nostalgia che attanaglia e stringe forte - troppo forte - il presente e il futuro di questa nostra Italia persa nel ricordo di sé, e dominata dai demagoghi peggiori.

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