Narrativa italiana Romanzi La ragazza di fronte
 

La ragazza di fronte La ragazza di fronte

La ragazza di fronte

Letteratura italiana

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Quando era bambino, arrivato a Torino dal Sud, Michele era rimasto incantato dalla bambina che leggeva, seduta sul terrazzino di fronte. Quando era bambina, tormentata dai fratelli gemelli scatenati, Marta si rifugiava sul balcone per sognare le vite degli altri. Ora la vita ha rimescolato le carte. Marta è una donna adulta, indipendente e sola. Michele guida i Frecciarossa attraverso l'Italia, e in poche ore solca la penisola per poi rientrare nel suo nuovo appartamento. Fino a quando succede una cosa imprevista, di quelle che accelerano il corso dell'esistenza, che costringono a uscire dal guscio protettivo che ci costruiamo. A quanti di noi è capitato di abitare in un grande caseggiato, di quelli con un ampio cortile di giorno popolato di voci e la sera di luci che rivelano le vite degli altri?

Recensione della Redazione QLibri

 
La ragazza di fronte 2015-05-31 06:54:33 Belmi
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
4.0
Belmi Opinione inserita da Belmi    31 Mag, 2015
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Piacevole, ma mi aspettavo di più

Iniziare a leggere un libro sapendo che l'autrice è un ex insegnante di lettere, almeno nel mio caso, mi aveva un pò suggestionato ed ero già pronta ad un determinato stile.

Invece Margherita Oggero mi ha sorpresa; ho trovato uno stile leggero, piacevole, in alcuni casi un pò sfrontato ed ironico ma ben fatto, con la scelta dei vocaboli non casuale, ma con cognizione di logica.

L'autrice ci racconta della sua Torino, anche se non da molto peso alla collocazione geografica, a parte alcune specifiche, potevamo benissimo essere in qualsiasi altra città del nord o perlomeno io non ho riconosciuto la Torino che ho visto.

Quello su cui invece punta l'autrice è la distinzione di classe sociale. I due protagonisti sono Marta e Michele (il romanzo è un alternarsi dei pensieri dei due).
Marta è archivista; fa parte della "Torino bene", ha un buon lavoro trovato grazie anche agli agganci del padre cardiochirurgo e frequenta persone del suo ambiente.
Michele è un "terrone" che si è trasferito da piccolo al Nord con la famiglia, per poi rimanere ad abitare con il nonno. E' un uomo che si è fatto da solo (ed anche grazie al sudore del nonno barbiere) e dopo la laurea in Ingegneria, ha deciso di seguire il suo sogno ovvero quello di guidare i Frecciarossa.

Come mai la vita di queste due persone socialmente diverse si incrocia? Semplice, sono dirimpettai ed entrambi hanno la passione di tenere d'occhio l'altro.

E' un romanzo che ho trovato molto piacevole come lettura, però se avete notato, come contenuti mi sono tenuta piuttosto bassa.
Con lunghe digressioni, la Oggero ci racconta la vita dei due, ognuno con i suoi traumi, andando a focalizzarsi su punti a mio avviso meno incisivi, tralasciando altri che avrei preferito più approfonditi.

Nel suo "minestrone" inserisce tantissimi ingredienti, forse anche troppi, senza portarne molti a fine.

Insomma, da una ex insegnante di lettere mi aspettavo qualcosina in più. Comunque il romanzo è piacevole, si legge velocemente (223 pagine), e pur essendo una copertina morbida non è economico. La nota positiva è che è la prima volta che mi trovo a leggere di un protagonista che guida i Frecciarossa.

Vi lascio con questa frase:

"Il tarlo del legno scava paziente e silenzioso labirinti di gallerie, lasciando a testimone della sua presenza il quasi impalpabile rosume. Così fa l'ossessione: nasce inavvertitamente, occupa uno spazio minimo nella mente, poi si ingrandisce, proliferazione di curiosità. attrazione sgradita ma irrinunciabile".

Buona lettura!

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