Narrativa italiana Romanzi La vita interiore
 

La vita interiore La vita interiore

La vita interiore

Letteratura italiana

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Desideria, giovane, bella e spietata, figlia adottiva di Viola, ricchissima e corrotta, confessa al narratore, che la incalza e la induce a una chiarezza estrema, una vita di ribellione alla propria famiglia, alla propria classe, alla stessa società che l'ha generata. Spinta dalla Voce interiore, dallo spirito di rivolta, non esita di fronte alla prostituzione, all'orgia, alla trama di un sequestro, a una rapina, all'incesto. Il romanzo più travagliato di Moravia: sette anni di lavoro, sette stesure, uno sconvolgente ritratto della borghesia omicida e suicida per odio a se stessa e alla vita.



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La vita interiore 2014-04-27 23:39:42 Alessandro Massacesi
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Opinione inserita da Alessandro Massacesi    28 Aprile, 2014

La morte interiore

Un libro ripugnante, risultato di uno scrittore sopravvalutato e per niente all'altezza della sua fama. In questo libro: le perversioni, il marcio morale, etico e umano esistono come unici enti di confronto. L'autore riduce il mondo ad un insieme di male, in cui scava istericamente tramite un'anima pura per ridurla al male. Etica, morale, luce... nulla di tutto questo, perchè Moravia si fa portatore di un nichilismo imbarazzante. Se vi aspettate un critica di una società o un ritratto impietoso che anche con estrema crudezza, descriva qualcosa, anche di simile alla realtà, avete sbagliato libro. Moravia descrive, sì, una società, ma reale nella sua mente. Viola viene traviata da un narratore impietoso, padrone crudele di un regno che lui e solo lui vede e manovra. Chi legge, i personaggi del libro, vengono avvolti da una sola ed unica imperante legge: se l'autore non può essere felice, nemmeno gli altri possono puntare ad esserlo. Moravia spaccia per realismo una sua personale e soggettiva visione della società, consegnandoci un libro vuoto, che non lascia spunti di riflessione o immagini forti, ma prende quanto c'è di buono e solare in ognuno di noi.

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La vita interiore 2011-06-01 10:40:07 Rosaliaa
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Rosaliaa Opinione inserita da Rosaliaa    01 Giugno, 2011
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Il Kamikaze

Moravia ci ha regalato un'opera molto complessa, strutturata su intese triplici. Soffermandoci sulla particolare narrazione notiamo come il tutto abbia una forma dialogica, apparente unica, ma suddivisa in tre piani: il reportage o intervista, fondato sull'azione, che incalza una poetica esistenzialista; la conversazione psicanalitica, che è un debito freudiano; il racconto-confessione neorealista, che emerge chiaro nonostante la narrazione proceda secondo un'inusuale architettura. Allo stesso modo abbiamo tre protagonisti: Desideria (la Borghesia), la Voce (la Rivoluzione) e il connubio di questi due, una potenza dissacratoria, surreale e simbolica, che è forse la storia, che è forse l'eroismo o che è semplicemente la vita, a tre dimensioni, tragicomica. Moravia ridicolizza il tutto attraverso quel piano simbolista che fatica ad attuarsi nella realtà dell'esistenza e nella sua scrittura stessa, che abbraccia temi sessuali, psichici e sociali senza dipingerli onestamente, confermando la sua tipica elusività realista.

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