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Movimento per la disperazione Movimento per la disperazione

Movimento per la disperazione

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Il giornalista Michele Rota investe i 98 milioni di euro vinti al Superenalotto nella fondazione di un nuovo partito: il Movimento per la disperazione. Una formazione dal programma incompatibile con i partiti tradizionali, ma con una precisa idea politica: l’umanità deve mirare esclusivamente a estinguersi. L’Mpd si lancia quindi in campagne in cui invita a non fare più figli, allo spreco consapevole di energia, ad abbandonare la battaglia persa contro le mafie e a limitare la libertà personale di chi si proclama contro l’eutanasia. I sondaggi spaventano centrodestra e centrosinistra, che convergono su un unico candidato premier: Pina Bettini, ex sessantottina e cattolica integralista. La contrapposizione crescerà fino al drammatico finale.



Recensione della Redazione QLibri

 
Movimento per la disperazione 2014-04-18 09:05:53 Mario Inisi
Voto medio 
 
2.5
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
2.0
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2.0
Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    18 Aprile, 2014
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Questo romanzo stranissimo è organizzato in modo da sembrare quasi una campagna elettorale, con tanto di interviste, volantini, mail, intercettazioni telefoniche ognuna delle quali è in realtà un reperto della polizia preso dopo l'avvenimento che chiude il libro e lo chiude nel modo giusto dato che stiamo parlando di un movimento politico chiamato "Movimento per la disperazione".
L'idea del libro è molto suggestiva e mi ha intrigato subito parecchio. In realtà il contenuto del testo mi ha un po' deluso. Pensavo di trovare un testo surreale, dell'ironia feroce contro il mondo politico di oggi. Un movimento politico con proposte indecenti e con un programma che schiaffeggiasse i nostri attuali movimenti politici. Forse sentivo anche l'esigenza di un libro così.
In realtà l'antagonista di Michele Rota, tale Pina Bettini sembra uscita dall'oltretomba. Una cattolica integralista di sinistra, si fa per dire dato il divorzio e la campagna a favore dell'aborto, che la rendono poco credibile in queste vesti.
Mettere in campo un esponente delle forze politiche tradizionali che si erge a difesa della famiglia e dei valori morali e cristiani (dico cristiani perchè la Bettini dal punto di vista dell'autore questo fa) fa morir dal ridere. La difesa della famiglia? E chi l'ha mai fatta in Italia se dal punto di vista anche solo fiscale sarebbe molto più conveniente non sposarsi!
A me sembra che l'ultima Bettini (una Bettini di tutto rispetto) sia stata ritrovata dentro il cofano di un'automobile. Dopo di che non credo che nessun partito politico si sia più interessato di valori cristiani se non per accalappiare i quattro gatti rimasti dentro le chiese. Abbiamo partiti di destra e di sinistra incapaci di una minima solidarietà sociale, solidarietà che è alla base non dell'etica cristiana ma della società laica e del consorzio umano.
In ogni caso l'MPD mette in discussione la necessità di sacrificare qualcosa alla società. Ognuno ha diritto alla felicità e deve dirlo senza ipocrisie. L'MPD sviscera un programma che tutti i nostri politici in cuor loro sottoscriverebbero all'istante ma che probabilmente per un bieco moralismo di ispirazione cattolica o sinistroide, non possono fare. Il tallone d'Achille del romanzo è la figura della Bettini e il fatto che il vero problema è che tutti quelli che ci governano sembrano segretamente iscritti alla loggia massonica dell'MPD (con la minima variante che la disperazione è quella degli elettori) per cui l'MPD si rivolge a un antagonista, la Bettini, che non esiste più da tempo sulla scena politica.
Nessuno vuole fare rinunce oggi per il futuro di domani che non sarà nostro.
I valori tradizionali (la famiglia) vengono posti in discussione con argomenti divertenti ma adolescenziali, come l'autore stesso riconosce in alcuni punti del romanzo. L'uomo per sua natura ha come suo massimo interesse alcuni aspetti anatomici della donna, ma poi a causa di questo suo interesse deve sorbirsi di avere a che fare con la relativa proprietaria delle parti anatomiche, se non ha la sfortuna boia di moltiplicarsi. Ne vale la pena? Meglio leggere con attenzione i suggerimenti di P. Roth prima di mettersi il cappio al collo. Non vedo in quale partito tradizionale l'autore veda ergersi il difensore della famiglia cristiana. Forse Papi and company? Mah!
Il movimento introduce il reato di apologia del dolore. Perchè vietare l'eutanasia a tutte quelle categorie: malati gravi, anziani disperati? La soluzione dell'eutanasia e della legalizzazione della prostituzione risolverebbe di fatto molti problemi dalla sanità, alle pensioni, all'aumento di posti di lavoro. Il programma politico del MPD sotto sotto sarebbe condiviso da tutti, anche se un certo moralismo questo sì di ispirazione cattolica impedisce ancora di adeguarsi alle esigenze del paese.
Riguardo ad altri campi, la tutela dell'ambiente ad esempio, perchè rinunciare a qualcosa per il futuro? Perchè preoccuparsi dell'ambiente se da qui alla fine del mondo e all'estinzione della specie saremo morti anche noi?
Credo che proporre un programma politico apparentemente "amorale" non sia così scioccante e sferzante data l'amoralità di fatto di chi ci governa che lo è molto, molto di più. Non c'è contrasto. L'approccio doveva essere diverso anche se non saprei dire come.
Andando avanti nel romanzo o meglio nella campagna elettorale viene snocciolato e identificato il problema di fondo che sta nell'infelicità contemporanea.
Un'infelicità che ha alla base fattori individuali e congiunturali e un grande, grandissimo senso di stanchezza.
Questa parte del libro in cui si arriva a parlare della stanchezza mi pare la migliore, la più meditata.
Da qui l'autore prende il tono giusto. Nella parte precedente mi pare che ci sia stata una polemica con i fantasmi. Ma dov'è questa Bettini nel nostro panorama politico? Dove sono i cattolici? Sono ovunque e da nessuna parte e soprattutto sono 4 gatti senza voce in capitolo su nulla.
Nella parte finale l'autore trova il tono giusto.
"La stanchezza che io sento nasce proprio dalla sensazione che non è tanto l'Italia quanto il mondo ad avere fatto dei passi indietro. E' devastante l'idea che ci siano popolazioni intere che rimettono in discussione determinati principi e che ciascuno di noi debba indossare l'elmetto per ricominciare a combattere per cose che dovrebbero essere perfettamente consolidate. ...... Forse l'errore è stato proprio questo, credere di essere arrivati. A pensarci bene, anche questo è un motivo di disperazione in più: l'impossibilità di fermarsi, perchè fermarsi vuol dire rischiare di tornare indietro. Di perdere quello che si è conquistato. Che non sarà abbastanza per la felicità ma che non possiamo permetterci il lusso di perdere."
Da qui il tono diventa meno goliardico. In fondo i problemi ci sono e sono seri. L'infelicità è tangibile.
La conclusione poi è bella.

"In fondo la questione è semplice. Non credo alla vita. Probabilmente è tutto qui. Non credo alla vita."

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
La donna perfetta di Ira Levin
Consiglio il libro soprattutto ai lettori uomini. Per gli argomenti trattati, le lettrici sarebbero tentate di usare il libro come corpo contundente contro i malcapitati di sesso maschile che si ritrovano tra i piedi.
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