Narrativa italiana Romanzi Nessuna carezza
 

Nessuna carezza Nessuna carezza

Nessuna carezza

Letteratura italiana

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Veronica e Mauro, una normale coppia di trentenni prossimi a diventare genitori: lei lavora come cameriera, lui ha un contratto a termine presso un ingrosso alimentare. Una sera Mauro investe un collega, ferendolo: per sostituirlo, l'azienda è costretta ad assumere in via definitiva un altro dipendente. Veronica, apprendista Lady Macbeth di provincia, convince allora Mauro a uccidere uno dei lavoranti, in modo che questa volta la "fortuna" cada su di loro. Vittima designata è Viktor, omone silenzioso e solitario e per questo "sostituibile". Intorno a questa vicenda si agita una schiera di personaggi sospesi tra mediocrità e piccole vanità, onestà e malaffare: da Dana, contabile con una doppia vita da mantide religiosa del sesso, al vecchio Donatello, il proprietario dell'ingrosso, che si arrampica sul tetto dell'azienda per spiare i suoi impiegati, per arrivare a suo figlio che sta tramando una cessione dell'azienda all'insaputa del padre. Il finale sarà un ritorno al punto di partenza: una rumorosa solitudine.



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Nessuna carezza 2017-04-26 09:09:22 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    26 Aprile, 2017
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La crisi e la crudeltà in Alberto Schiavone.

Alberto Schiavone, dopo aver affrontato con ironica leggerezza il tema della crisi nel precedente La libreria dell’armadillo, scrittore originario di Torino, riprende il tema, sviscerandone gli aspetti più cupi e desolanti, nel contesto di una società individualista e disgregata che si avvia verso un inevitabile fallimento. Questo è il succo di Nessuna carezza di Alberto schiavone, edito da Baldini e Castoldi.
La storia corre su più piani paralleli: da una parte Mauro e Veronica, dall’altro Viktor e Dana. E intorno una pletora di personaggi minori. Mauro e Veronica sono un’ordinaria coppia di trentenni. Lei, barista a tempo indeterminato, laureata; lui, magazziniere in un grande magazzino all’ingrosso, ma a tempo determinato. Lei è incinta, e gli chiede il passaggio al tanto agognato tempo indeterminato, garanzia di certezza e di benessere, al punto da affermare:
“io un figlio con un padre disoccupato non ce lo voglio! E con un padre assassino, invece? Già meglio!!”.
E’ disposta a tutto pur di ottenere il suo obiettivo, anche a pagare un prezzo che va a ledere la propria dignità e quella altrui.
E poi c’è Viktor, un omone grande e grosso, collega di Mauro- ma a tempo indeterminato- segretamente innamorato della segretaria dell’ingrosso, Dana. Un tipo strano, infatti:
“Non conosce nessuno, ma ha due telefoni!”.
Il romanzo corre su due binari: Mauro e Veronica che cercano, attraverso un piano delittuoso ed assai improbabile, di risolvere il problema del lavoro precario e Viktor che prova a dichiarare il suo amore per Dana, che però a sua volta ha un’altra vita, nascosta ed insospettabile.
Sono personaggi ordinari di una società frantumata in tante individualità, ognuna con le proprie delusioni, i propri fallimenti, le proprie banalità. E così via, di miseria in miseria, in un quadro dove non c’è differenza tra i ricchi e poveri: l’aridità e la morte della coscienza sociale colpiscono tutti senza distinzione, in un mondo, “dove non c’è spazio per nessuna carezza!”.
E’ una fotografia chiara e precisa di un’Italia al collasso civile ed economico. Un’immagine drammatica di una generazione a cui sono stati negati sogni e futuro, che non ha né la capacità né la forza per riprenderli. Un quadro di uno squallore desolante.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Consigliato a chi ha letto: Alberto Schiavone, La libreria dell'armadillo, e per chi vuol approfondire il tema della crisi: N. Roubini, La crisi non è finita; oppure Giuseppe Palma, Invisibili. La vita e l'amore ai tempi della crisi.
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