Prendiluna Prendiluna

Prendiluna

Letteratura italiana

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Una notte in una casa nel bosco, un gatto fantasma affida a Prendiluna, una vecchia maestra in pensione, una Missione da cui dipendono le sorti dell’umanità. Dieci Mici devono essere consegnati a dieci Giusti. È vero o è una allucinazione? Da questo momento non saprete mai dove vi trovate, se in un mondo onirico farsesco e imprevedibile, in un incubo Matrioska o un Trisogno profetico, se state vivendo nel delirio di un pazzo o nella crudele realtà dei nostri tempi. Incontrerete personaggi magici, comici, crudeli. Dolcino l’eretico e Michele l’arcangelo, forse creature celesti, forse soltanto due matti scappati da una clinica, che vogliono punire Dio per il dolore che dà al mondo. Un enigmatico killer-diavolo, misteriosamente legato a Michele. Il dio Chiomadoro e la setta degli Annibaliani, con i loro orribili segreti e il loro disegno di potere. E altri vecchi allievi di Prendiluna, Enrico il bello, Clotilde la regina del sex shop, Fiordaliso la geniale matematica. E il dolce fantasma di Margherita, amore di Dolcino, uccisa dalla setta di Chiomadoro. E conosceremo Aiace l’odiatore cibernetico e lo scienziato Cervo Lucano che insegna agli insetti come ereditare la terra. Viaggeremo attraverso il triste rettilario del mondo televisivo, e la gioia dei bambini che sanno giocare al Pallone Invisibile, periferie desolate e tunnel dove si nascondono i dannati della città. Conosceremo Sylvia la gatta poetessa, Jorge il gatto telepatico, Prufrock dalle nove vite, Hamlet il pianista stregone, il commissario Garbuglio che vorrebbe diventare un divo dello schermo e lo psichiatra depresso Felison. Incontreremo l’ultracentenaria suor Scolastica, strega malvagia e insonne in preda ai rimorsi, i Bambini Assassini e i marines seminaristi. Fino all’università Maxonia, dove il sogno diventerà una tragica mortale battaglia e ognuno incontrerà il suo destino, Prendiluna saprà se la Missione è riuscita, l’arcangelo Michele combatterà il suo misterioso fratello-nemico e Dolcino sfiderà Dio nella sua alta torre, per portargli la rabbia degli uomini. E ci sveglieremo alla fine sulla luna, o in riva al mare, o nella dilaniata realtà del nostro presente.


Recensione della Redazione QLibri

 
Prendiluna 2017-05-20 11:22:18 Valerio91
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Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    20 Mag, 2017
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Allucinato

Non è difficile credere che Stefano Benni tenga dei seminari sull'immaginazione. Nel suo "Prendiluna" c'è tanta di quella fantasia da rimanere spiazzati. Forse ce n'è anche troppa; e come ben sappiamo, il troppo stroppia. Capiamoci, Benni è sempre piacevole e scorrevole da leggere ed è uno degli autori italiani che apprezzo di più, ma questa sua ultima fatica è probabile che la scorderò così come l'ho letta: rapidamente. Ho apprezzato di più la sua ultima raccolta di racconti: "Cari Mostri", che pur ospitando più esseri soprannaturali, riusciva ad essere più logica e meno forzata. Sì, perché ci sono tante forzature evidenti in questa storia, e personaggi che cambiano da un momento all'altro quando per anni hanno condotto vite all'opposto. Per non parlare dell'allucinante finale.
Ripeto, il troppo stroppia.

Prendiluna è una ormai vecchia gattara, maestra di italiano in pensione. Una notte un vecchio gatto ormai morto, di nome Ariel, le appare sottoforma di fantasma e le comunica che se non troverà dieci Giusti a cui affidare i suoi dieci gatti, il mondo finirà.
Nel frattempo due ex alunni della maestra che ora sono chiusi manicomio, Dolcino e Michele, hanno avuto un sogno in cui sono venuti a conoscenza della Missione di Prendiluna. Hanno scoperto che lei incontrerà Dio una volta conclusa l'opera, e anche loro vogliono incontrarlo per dirgliene quattro. "Se vuoi trovare qualcuno, cerca chi lui sta cercando", per cui, partono alla ricerca di Prendiluna.
Avanzeremo quindi con loro in questo viaggio fatto di ironia, allusioni sessuali ed evidente denuncia alla società tecnologica dei tempi moderni, che chiude il proprio mondo nel ristretto schermo di uno "Smartafone". Si scontreranno con una strana setta, gli Annibaliani, che hanno come capo Chiomadoro, un uomo dal passato misterioso.
In conclusione posso dire, a malincuore, che non è proprio il miglior lavoro di Benni.

"Ogni notte è meravigliosa quando torni vivo da un campo di battaglia, o esci da un ospedale, o lasci una prigione, bella è la gioia degli scampati, dei guariti, dei salvi, anche se sarà breve."

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Prendiluna 2017-09-20 08:12:24 FrancoAntonio
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FrancoAntonio Opinione inserita da FrancoAntonio    20 Settembre, 2017
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Una Prof. tra gatti, sette sataniche e matti evasi

Prendiluna è una arzilla vecchietta, ex professoressa di liceo, che ora vive in una casetta nascosta nel bosco e colonizzata da dieci gatti (i Diecimici). Una notte le compare il fantasma del gatto Ariel, il progenitore di tutti, il quale le comunica che dovrà trovare dieci Giusti a cui affidare i Diecimici. Dopo di che lei morrà, ma così sarà riuscita a salvare il Mondo dalla catastrofe imminente. In questo modo inusuale parte l’avventura di Prendiluna nella sua difficile missione, alla ricerca di vecchi colleghi stimati, ex allievi meritevoli e diseredati di buon cuore classificabili come “giusti”. Cercheranno di rintracciarla due suoi antichi studenti, evasi dal manicomio (Dolcino, paranoico ed epilettico, e Michele, che si crede l’omonimo arcangelo!), perché vogliono essere presenti alla conclusione dell’impresa per poter dare due ceffoni al Diobono, affinché si capaciti del male che ha arrecato alla Terra. Molto più preoccupante è il fatto che Prendiluna sia anche pedinata da un misterioso personaggio incappucciato e… rovente che agisce in accordo con gli oscuri monaci Annibaliani, setta potentissima ed onnipresente in tutti i centri di potere, i quali cercano di ostacolarne il cammino.

In Stefano Benni albergano due tipi di scrittori. Uno è autore di talento (oserei dire geniale), umorista irresistibile, poeta onirico e stralunato, inventore di fiabe estrose, funambolo di situazioni strampalate, ma affascinanti, profondo osservatore della natura umana e delle contraddizioni che la agitano. L’altro è un predicatore manicheo che divide l’umanità in buoni e cattivi inserendo in questo secondo gruppo tutti coloro che non accettano la sua ideologia, che si oppongono al suo credo o che, semplicemente, risultano essere obiettori inconsapevoli dei suoi dogmi. Costoro sono posti alla berlina e fustigati con feroce sarcasmo, quantomeno per interposto personaggio. Quando in un suo testo ha la meglio il primo lato della sua personalità il risultato è un’opera godibilissima e divertente, quando sopravanza il secondo si è costretti ad assistere ad una farsa, fatta di dileggi e sardoniche stroncature, che, in breve, annoia anche chi condivide le medesime idee.
Io ho amato moltissimo il primo Benni, che mi ha fatto ridere sino alle lacrime o riflettere su situazioni osservate precedentemente solo con occhio distratto. Ho cominciato a disamorarmene quando l’altra tendenza si è manifestata con prepotenza e con predominanza sulla prima.
Per questo motivo, quando mi sono accostato a “Prendiluna” l’ho fatto con una certa titubanza, per tema di ritrovarmi tra le mani il Benni concionatore.
Al termine del romanzo sono restato interdetto sulla valutazione da darne. Indubbiamente “Prendiluna” vuol essere un libro “contro” anche se non ho ben compreso contro chi in particolare.Se escludiamo il palese ateismo anticlericale e gli onnipresenti attacchi ai potenti (qualunque potere essi detengano), non sono riuscito ad identificare un obiettivo preciso diverso da ciò che è il mondo, tutto il mondo, così come lo conosciamo oggi (ci piaccia o meno).
Dopo la partenza, abbastanza accattivante, tra l’onirico ed il fiabesco, seppur punteggiata da qualche facile passaggio demagogico, la storia comincia ad avvitarsi in situazioni sempre più strampalate e bislacche. Nel distaccarsi progressivamente da una realtà comprensibile ci si perde in situazioni difficilmente decrittabili (sogni, allucinazioni, allegorie?). Sul finire, poi, la narrazione parte per la tangente divenendo un misto di sconclusionata favola moderna e di allucinato incubo horror ad occhi aperti. Al punto che non è dato comprendere se davvero si sia letta una storia con un qualche senso e significato o si sia finiti in uno dei sogni Matrioska di cui si parla nel libro.
Il libro, in definitiva, è un collage disarmonico. Contiene bei guizzi d’inventiva graffiante. Ogni tanto infligge qualche ben assestata scudisciata, acuta e brillante, alla nostra società, tutta presa dalle “pozzangherine” che teniamo sempre in mano (i vari tablet e smatphone), dal consumismo, dalla realtà virtuale o da quella altrui che impudicamente ci viene sbattuta in faccia dalle televisioni. Ci sono capitoli esilaranti godibilissimi e qualche passaggio poetico. A tratti, poi, ci si trova immersi in altri brani che raspano in gola o che irritano e disgustano proprio, e si finisce, girata l’ultima pagina, con un grossissimo BOH?
Quello che non ho compresa, in fin dei conti, è la morale che si dovrebbe ricavare dalla storia, ammesso che ce debba essere una e non si tratti solo di un duello personale dell’Autore contro i suoi mulini a vento. In sintesi non è uno dei peggiori Benni che abbia letto, ma non è neppure paragonabile ai migliori. Piacevole, ma non piacevolissimo, stravagante, ma anche un po’ velleitario. Consigliabile, ma anche no. Leggibile, ma anche evitabile.

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Prendiluna 2017-06-21 07:17:13 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    21 Giugno, 2017
Ultimo aggiornamento: 21 Giugno, 2017
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Prendiluna ed i suoi meravigliosi mici..

Prendiluna, anziana settantenne gattara, è una docente di italiano in pensione che una notte come tante sogna Ariel, un vecchio bianco gatto passato a miglior vita che le assegna una missione: deve trovare dieci Giusti a cui affidare i suoi dieci gatti (Hanta il rosso, gatto cacciatore e sessuomane, Nasone, filosofo e abile a mimetizzarsi, Sylvia, gatta poetessa e acrobata, Dolores, gattina seduttiva dagli occhi grigi, Gonzalo, gattino irascibile e guerriero, Emily, gatta bianca, solitaria e sofferente il mal d’auto, Cronopio, grasso e dormiglione, figlio di Sancho, Raymond, giocoso e rombiballe, Jorge, gatto esoterico e telepatico della stirpe di Durendal, Prufrock, gatto mangione, sopravvissuto e molteplici catastrofi) altrimenti il mondo finirà.
E mentre la donna dà avvio al suo incarico, due suoi ex alunni, Dolcino e Michele, laureati rispettivamente in Demonologia e in Schizofrenia (il secondo, in particolare, “con precedenti per furto continuato, oltraggio, interruzione di processione sacra, soggetto a pericolose crisi di delirio urlante, ipersensibile al rumore, altezza uno e novantaquattro”), scappano dal manicomio in cui sono ricoverati da anni. A loro volta hanno sognato del compito della maestra ed hanno scoperto che una volta concluso questo, ella, incontrerà Dio, soggetto a cui devono “dirne quattro”.
A concludere il quadro, gli Annibaliani, guidati da Chiomadoro, personaggio misterioso dal passato sconosciuto.
Sulla falsariga di un romanzo visionario e allucinante, Stefano Benni, ricrea una perfetta fotografia di quella che la società attuale, ponendo in essere una chiara denuncia a quei tempi moderni che si sostanziano nelle apparenze, negli apparecchi tecnologici, nelle futilità, nelle droghe, nell’alcol, e in tutti quegli escamotage atti a rifuggire dalle problematicità e dalla realtà.
Un romanzo godibile, ironico e rapido è “Prendiluna”, un romanzo che, nel suo arrivare, conquista solo a metà, forse a causa di talune evidenti forzature, oppure semplicemente, perché è così intriso di fantasia ed immaginazione da risultare – anche per le menti dedite ed inclini a queste ultime caratteristiche – a tratti sfuggente.

«[..] Non c’è un perché, solo qualcosa che manca, la pazzia è questa mancanza, è il pezzo tagliato via, prezioso, insostituibile. E fa male..» p. 81

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