Narrativa italiana Romanzi Spy story love story
 

Spy story love story Spy story love story

Spy story love story

Letteratura italiana

Editore

Casa editrice


«Di fronte a lei ricorda tutto e ha dimenticato ogni cosa». Alëša ha quarantacinque anni e un buco nero al posto del cuore. Ha ucciso molti uomini, forse tanti quanti sono i libri che ha letto. Ma adesso l’imprevisto ha fatto irruzione nella sua vita su una bicicletta rossa, nei panni della donna più sbagliata di cui ci si possa innamorare. Nicolai Lilin non rinuncia alla sua cifra la scrittura ruvida e potente, e uno sguardo spietato sulle umane contraddizioni, ma fa un altro passo e si cimenta con i generi, mescolandoli con intelligenza. Spy story love story è la prova dell’evoluzione di un autore che forse, come il suo personaggio, ha scoperto il suo lato più vulnerabile, più sincero, e ha saputo trasformarlo in forza.

Recensione della Redazione QLibri

 
Spy story love story 2016-07-03 11:24:42 Mian88
Voto medio 
 
2.5
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
3.0
Mian88 Opinione inserita da Mian88    03 Luglio, 2016
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Alesa e Ivan

E’ tempo di bilanci per Alesa, russo quaranticinquenne e killer di qualità. Il suo primo omicidio risale all’età di dieci anni e fu determinato, oltre che dalla povertà, dalla scoperta di un non padre e dalla delusione di una madre costretta a vendersi al proprio datore di lavoro, da un’indescrivibile fame, appetito che da quel momento è si è potuto saziare soltanto mediante il versamento di altro sangue. Eppure ora sente che qualcosa si è rotto in lui. I tempi sono cambiati, della disciplina criminale e del relativo credo che esisteva un tempo, non vi è più traccia; i rei sono corrotti fin nel midollo e mirano esclusivamente a conquistare poltrone di potere e ad accumulare denaro.
Ecco perché quando Racov, delinquente di vecchia data nonché candidato per l’alta carica presidenziale russa, gli propone un ultimo lavoro a titolo di “buona uscita” da quel mondo, accetta. Sa benissimo di non potersi fidare di lui, è perfettamente consapevole di chi ha davanti soprattutto considerando quante persone ha dovuto far fuori per suo conto, individui che si erano tramutati da amici in nemici per un semplice capriccio o mero mutamento di interesse. L’incarico che gli viene attribuito è inoltre un qualcosa che va contro la sua natura poiché vittima predestinata altro non è che una donna, Marta Bianchini, figlia di un avvocato con cui il politico smaltiva in Europa flussi di denaro scomodi in madrepatria. Che fare? Andare contro quelle regole e quei principi che gli hanno permesso di sopravvivere tutti questi anni, o scendere a compromessi?
Giunto a Milano, l’assassino viene affiancato da quello che gli viene presentato quale suo successore, Ivan Belov, connazionale con un ruolo, nello svolgimento delle vicende, ben lontano da quello prospettato.
Che dire, il testo ricalca perfettamente quelle che sono le tematiche preferite da Nicolai Lilin tanto che da questo punto di vista non presenta particolari novità. Tutto ruota infatti intorno alla filosofia criminale, alla condizione di povertà, ingiustizia e crudeltà che dal Secondo Dopoguerra ha intaccato l’Unione Sovietica, ai ricordi di dolore – francamente a tratti eccessivi e pedanti – che coinvolgono tanto Alesa che Ivan. Il protagonista principale si distingue rispetto alle precedenti creazioni letterarie dell’autore per la maturazione che va ad avere con questo riscoperto senso di umanità, ma nulla più. Da omicida si risveglia protettore di quella che doveva essere la sua vittima.
Anche dal punto di vista della trama, non vi sono particolari sconvolgimenti. Lilin si sofferma eccessivamente sulla parte nostalgica risultando poco incisivo dal punto di vista dell’azione. In sostanza, i ¾ del racconto si imperniano sul malessere dell’omicida e del suo compagno ed ¼ (circa 40 pagine) sulla risoluzione del problema.
Altro carattere che non mi ha particolarmente convinto è stato lo stile narrativo adottato. Il linguaggio è si fluente ma non particolarmente erudito, a tratti troppo elementare, schematico, impersonale. Non accompagna ne rapisce minimamente il lettore.
Piacevole per chi ama il genere, ma certamente non indimenticabile ed eccelso. Un elaborato senza pretese, da estate, per chi non si aspetta chissà.

«Ci sono tanti modi di comprendere una storia. La cosa più importante sono i particolari, le circostanze. LE storie sono come le persone: non esistono da sole, sono tutte collegate tra loro e insieme formano la vita»

«Sta pensando che la memoria è un corpo unico, non può essere mutilata, ridotta a pezzettini. O vive integralmente o muore per intero. Continuiamo a volare tutti verso l’incognito, le nostre orbite s’intrecciano all’infinito, e la nostra memoria, a quanto pare, vale quanto una discarica elettrica nel vuoto assoluto: è tutto e niente allo stesso tempo»

Indicazioni utili

Lettura consigliata
  • no
Consigliato a chi ha letto...
si = a chi ama il genere
no = a chi cerca storie di sostanza
Trovi utile questa opinione? 
150
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0  (1)
Contenuto 
 
4.0  (1)
Piacevolezza 
 
4.0  (1)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Spy story love story 2017-01-03 12:35:00 SARY
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
SARY Opinione inserita da SARY    03 Gennaio, 2017
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Belve

Alëša è un killer della Fratellanza russa, un’organizzazione criminale.
È arrivato il momento di smettere, deporre le armi e ritirasi in un angolo di paradiso, circondato dalla natura, ove il rumore più forte è la neve che casca dagli alberi con un tonfo.
Alëša ama la letteratura, immergendosi fra le migliaia di pagine che divora si purifica. In quei momenti è un uomo qualunque, con un passato da ricordare e un futuro roseo che lo attende.
Le stragi, i cadaveri, le armi, la morte sono un fardello pesante da trascinare.
Non è cosi semplice smettere. Anche i criminali hanno un capo, e quello del protagonista è della peggior specie, il licenziamento non è previsto nel suo contratto.
Un’ultima missione, un barlume di speranza, un nuovo contatto di lavoro che potrebbe essere decisivo, un incontro importante con una donna ai suoi occhi straordinaria, una possibilità di scelta. Perché puoi scegliere se essere o meno una belva fino alla fine.
Un libro crudo, ricco di dettagli, con scene terrificanti, aneddoti raccapriccianti e qualche pensiero filosofico, profondo. Un libro che parla di corruzione, del male, della criminalità organizzata, delle debolezze umane.
Finale perfetto, titolo fuorviante (più da 007), ritmo lento ma trascinante, penna incisiva, narrazione in terza persona, secondo me piacevole.
Ho iniziato la lettura priva di pregiudizi non avendo letto Educazione Siberiana, l’altro noto libro dell’autore, né altre sue opere.
La pecca forse sta nella semplicità dell’atto finale che obiettivamente non sarebbe realizzabile nella realtà, un piano molto poco da stratega di guerra.
Concludendo, mi è piaciuto, non posso che consigliarlo, un buon modo di impiegare il tempo, ma attenzione: non adatto a soggetti impressionabili.

“Devi aver pazienza e ascoltare. Ci sono tanti modi di comprendere una storia. La cosa più importante sono i particolari, le circostanze. Le storie sono come le persone: non esistono da sole, sono tutte collegate tra loro e insieme formano la vita.”

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
120
Segnala questa recensione ad un moderatore

 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Desiderio
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
L'ultima canzone del Naviglio
Valutazione Redazione QLibri
 
3.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Uomini di poca fede
Valutazione Redazione QLibri
 
3.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Violette di marzo
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
Quanto blu
Valutazione Redazione QLibri
 
3.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Le peggiori paure
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
Le confessioni di Frannie Langton
Valutazione Redazione QLibri
 
3.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Una donna normale
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il sale della terra
Valutazione Utenti
 
4.8 (1)
La signora del martedì
Valutazione Redazione QLibri
 
3.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Nero come la notte
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il bambino nascosto
Valutazione Redazione QLibri
 
4.5
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)

Altri contenuti interessanti su QLibri