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Ultimo Requiem Ultimo Requiem

Ultimo Requiem

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Ultimo Requiem, romanzo di Mimmo Rafele e Nicola Rafele edito da Longanesi. Ultimo Requiem di Mimmo e Nicola Rafele è un trascinante romanzo sulla sanguinaria passione del potere e sugli ultimi decenni della nostra storia. Sulla scia di Romanzo criminale di Giancarlo De Cataldo, I cento passi, Romanzo di una strage, Pasolini, un delitto italiano di Marco Tullio Giordana e Buongiorno, notte di Marco Bellocchio, Ultimo Requiem è la risposta che un padre e un figlio hanno voluto dare al loro bisogno di verità su uno dei più atroci misteri italiani. Carlo Settembrini è commissario alla questura di Bologna quando, il 2 agosto 1980, esplode la bomba alla stazione. Carlo indaga, ma ancora non sa che si troverà a combattere un nemico sfuggente e potentissimo. Un nemico che ha tanti volti, e uno di quei volti è lo Stato. Sergio Russo in quell’esplosione ha perso la donna che ama. Il suo futuro di magistrato sarà all’insegna della ricerca della verità e del desiderio di vendetta. Matteo Sabato compie 18 anni pochi giorni dopo la strage. È nato in una famiglia mafiosa, ma il potere che suo padre ha accumulato all’ombra del boss Stefano Bontate non gli basta, vuole di più. Comincia così una sfida infernale che durerà 13 anni e attraverserà tutti gli snodi più drammatici della storia italiana recente: dalle stragi di Stato fino alle bombe del ’92-’93, dal ferimento di papa Wojtyla alla morte di Falcone e Borsellino, dalla scoperta degli elenchi della P2 a Tangentopoli, dal declino della Prima repubblica fino all’ascesa di un nuovo potere che comanda ancora oggi.

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Ultimo Requiem 2014-05-26 20:54:14 luvina
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luvina Opinione inserita da luvina    26 Mag, 2014
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Ultimo Requiem

“Ultimo requiem” è un romanzo sull’Italia dell’ultimo trentennio scritto a quattro mani da una coppia di sceneggiatori Mimmo e Nicola Refele, rispettivamente padre e figlio. La storia prende inizio dalla strage alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980 dipanandosi via via attraverso le stragi di Stato, la guerra di mafia, Falcone e Borsellino, Mani Pulite, la P2, la trattativa Stato-mafia, la nascita di Forza Italia fino all’epilogo che si svolge ai nostri giorni e che fa suo il motto “pecunia non olet”; sono questi gli anni nei quali la mafia ha cambiato volto, si è legata al potere politico entrando nella stanza dei bottoni, ha ripulito il denaro sporco attraverso canali economici privilegiati fino a far nascere una generazione di imprenditori dall’oscuro passato ma dall’immenso potere economico (com’è successo nella ex Unione Sovietica) che ormai poco ha a che fare con la figura classica del mafioso alla quale eravamo abituati.
I protagonisti della storia sono tre il commissario Carlo Settembrini, il magistrato Sergio Russo e Matteo Sabato, rampollo di una delle famiglie mafiose più influenti che riesce a fare il salto di qualità, seguono poi altri personaggi importanti al fine della narrazione e tutti ben delineati. E’ inutile dire, vista la professione degli autori, che il romanzo è scritto veramente bene, scorre in maniera perfetta, mai un cedimento, c’è perfino una playlist di canzoni di quegli anni che ci sembra sentirle uscire dallo stereo.
Non mi dilungherò oltre sulla trama perché questo è un libro che va letto; leggendolo ci si pongono molte domande, si rimanda la memoria ad episodi vissuti magari marginalmente, a nomi che si conoscono, ma soprattutto si creano sinapsi con recenti avvenimenti che ci hanno interessato come la “direttiva Renzi” che declassifica gli archivi segreti dello Stato o l’arresto di Scajola e il legame fra estrema destra, mafia, ex DC e falangisti libanesi.
Ho sempre pensato che un libro debba far riflettere, creare delle associazioni di idee e “Ultimo requiem” da questo punto di vista è perfetto. Il periodo raccontato nel romanzo è ormai storia (anche se molto vicina e ancora molto controversa)ma sono ancora molti i punti oscuri che lo caratterizzano.
“Ultimo requiem” è una “docufiction” e quindi perché non potrebbe essere andata veramente così? E’ probabile, è plausibile ma non è impossibile che sia andata così.

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