Narrativa italiana Romanzi Vento in scatola
 

Vento in scatola Vento in scatola

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Protagonista di questo romanzo a quattro mani è Salim Mohammed Salah. Ha 29 anni, una laurea in economia e più di centomila euro in contanti, ottenuti tramite una truffa. In fuga dalla Tunisia si è rifugiato in Italia, ma qui viene arrestato per detenzione di stupefacenti (che non gli appartengono). I soldi, però, sono al sicuro, nascosti in un posto che lui solo conosce. In carcere, Mohammed conosce Cattaneo, un impiegato amministrativo con il quale stringe un accordo: Mohammed gli rivelerà dove sono i soldi, indirizzandolo sugli investimenti; i profitti saranno divisi a metà. E così i due, nel giro di alcuni mesi, cominciano a vedere dei soldi. Di questo intrigo finanziario dietro le sbarre si accorge Gaetano Quarello, un boss al 41 bis che decide di affidare a Mohammed la gestione dei suoi risparmi, un’offerta che non si può rifiutare considerato da chi proviene... Gli affari finanziari vanno bene fino a quando uno dei compagni di cella, Buscaino, non rivela a Mohammed di essere un agente sotto copertura infiltrato in carcere per distruggere la rete di Quarello; con l’aiuto di Mohammed, potrebbe riuscire a seguire il flusso di denaro del boss e sgominare l’organizzazione. Mohammed si trova così di fronte a un dilemma: perdere tutti i suoi soldi e guadagnare la libertà in quanto collaboratore di giustizia, oppure rimanere in galera. Marco Malvaldi senza abbandonare l’ironia, il gusto del paradosso, l’esuberante inventiva che ne hanno fatto uno dei più originali scrittori di oggi, questa volta ha voluto cogliere una occasione regalandoci insieme a Glay Ghammouri l’opportunità di guardare al carcere in modo né convenzionale né caritatevole, ma davvero dall’altro lato delle sbarre, per quanto per noi che ne siamo fuori sia possibile immaginarlo. La sua scelta narrativa richiama le parole di Elvio Fassone in Fine pena: ora che rimane fra le cose più alte, umane e vere scritte sul carcere: «Non intendo disegnare il ritratto dell’ergastolano modello, né fare l’eco di certe prediche pietiste sulla nobiltà della rieducazione. So che S. ha commesso crimini orrendi. So tutto questo. Ma qui mi importa attestare alcune cose sulla vita di un ergastolano che normalmente non emergono».

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Vento in scatola 2019-07-31 14:48:26 Scavadentro
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Scavadentro Opinione inserita da Scavadentro    31 Luglio, 2019
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Uomini in scatola

Pregio di Malvaldi è lo spaziare oltre il proprio filone principale. L'autore infatti è noto e conosciuto principalmente per la fortunata serie di romanzi del "Bar Lume" , trasposti televisivamente e ormai giunti ad sette capitoli più una raccolta di racconti, ma ha dato prova di grande stie e abilità narrativa ambientando le sue opere anche in ambiti diversi (vedasi "Odore di chiuso" con l'Artusi protagonista o "Argento vivo" che mi sa di riferimenti autobiografici). In questo lavoro che si dipana essenzialmente più come un "racconto lungo" entrano in campo elementi molto interessanti e sociali. Salim, il protagonista, migrante laureato giunto in Italia a seguito di una truffa, ha la sventura di fidarsi di un cugino coinvolto nel traffico di droga, e diviene vittima del sistema che lo porta a condanna e detenzione. Egli però riuscirà nel difficile (ma non drammatico) habitat carcerario a trovare dimensione culinaria, di dialogo con le figure positive delle guardie (ovviamente positive e negative) suggerendo al lettore una visione se non confortante, almeno di speranza in senso lato, pur soggettiva ma comunque realizzabile. Ecco quindi emergere il valore della dignità umana, dell'adattarsi alle situazioni anche avverse, con una certa dose di ironia e saggezza. Altro pregio è la leggerezza stilistica nell'affrontare un tema forte, evitando la facile polemica sia di tipo paternalistico e fraterno sia viceversa di condanna a prescindere dei rei. Malvaldi (coadiuvato da Ghammouri) fa risaltare la nobiltà morale dell'individuo all'interno di un contesto che viceversa porta l'essere umano a degenerare e non al recupero. Bel messaggio sociale di possibilità di redenzione e reinserimento, che pone in secondo piano il contenuto "giallo" del libro, che come sempre è godibile e originale.

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