Il dio della colpa Il dio della colpa

Il dio della colpa

Letteratura straniera

Editore

Casa editrice

Mickey Haller è un uomo complicato. Deve fare i conti con un passato di eccessi, con una figlia che non vuole più saperne di lui e con le necessità quotidiane, tra cui quella di guadagnare quel tanto che basta a mandare avanti il suo studio. È per questo che, quando riceve un messaggio sul cellulare la sua attenzione viene immediatamente catturata. A mandarglielo è Lorna, la sua segretaria, e il testo è questo: "Chiamami subito. Si tratta di un 187". Il numero, che in California corrisponde al codice dell'omicidio. Occuparsi della difesa in un caso di omicidio significa guadagnare molti soldi. Quando poi scopre che la vittima, una prostituta che pensava di aver rimesso sulla retta via, era già stata sua cliente, non ha più dubbi sull'opportunità di accettare l'incarico. A muoverlo però non è solo il bisogno di guadagnare, ma una sete di giustizia che nasconde un forte desiderio di redenzione personale.



Recensione della Redazione QLibri

 
Il dio della colpa 2015-12-29 16:17:34 Mian88
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
Mian88 Opinione inserita da Mian88    29 Dicembre, 2015
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Haller: presente e passato.

Michael Haller, noto avvocato penalista statunitense, è alle prese con l’ennesimo caso malvisto dalla società quando riceve da Lorna, ex moglie nonché attuale segretaria riconiugata con l’investigatore privato del legale Cisco Wojciechowski, un messaggio col codice 187, sigla notoriamente utilizzata in California per indicare il sopraggiungere di un incarico per omicidio.
Andre La Cosse, l’accusato, ha infatti esplicitamente richiesto la nomina di Haller quale proprio avvocato di fiducia, il problema è il perché. Il legale non ha memoria dell’uomo, talché le domande sorgono spontanee e solo dopo un primo colloquio con il detenuto tutto inizierà a farsi più chiaro e al contempo più confuso.
All’imputato è stato segnalato il suo nome da niente di meno che Giselle Dallinger, la vittima stessa dell’omicidio nonché ex cliente, con l’identità di Gloria Dayton, del penalista. Quest’ultimo scopre inoltre che la femme, con la quale aveva avuto un legame particolare e che aveva creduto essere uscita dal giro della prostituzione e della droga, in realtà era tornata ad esercitare la vecchia professione nonché a riabbracciare quelle abitudini poco salutari dalle quali teoricamente doveva essere stata riabilitata.
Haller non perde tempo ed in un susseguirsi di battute e sequenze rapide si rende conto di quanto l’arresto di La Cosse e la morte di Gloria siano inevitabilmente legati ai fatti conclusasi ben 7 anni prima con la condanna all’ergastolo di Hector Arrande Moya e il suo cartello della droga. Ma chi si cela in realtà dietro la morte di Gizelle e Moya? Chi è il burattinaio delle marionette? Che i buoni, questa volta, siano i cattivi e non viceversa?
Con grande maestria Michael Connelly sviluppa l’intreccio narrativo che, tra sequenze rapide e dialoghi centellinati e mai superflui, risulta privo di lacune e/o sbavature. Stilisticamente il linguaggio è fluente, il lettore si fa trascinare dal narrato, ne è attratto, nutrendo il desiderio di sapere chi e che cosa si cela dietro la morte della donna.
Il romanzo è interamente incentrato dietro il cd “giallo giudiziario” pertanto, chi è solito leggere testi del genere e/o ha già in passato avuto modo di conoscere di opere dello stesso autore e/o di altri quali Grisham, sa cosa aspettarsi; lo stile e la trama non si distinguono per originalità, ma rispetto a precedenti episodi aventi quali protagonista Mickey in quest’ultimo elaborato Connelly riesce a rendere il mistero più intrigante, non sussiste quella sensazione di deja-vu o di lentezza che potevano riscontrarsi nelle antecedenti prestazioni. Rispetto ad “Avvocato di difesa”, primo romanzo ad avere quale protagonista il suddetto penalista, lo scritto è più fluido, scorrevole, privo di quegli elementi che tendevano a rendere farraginosa la lettura. Lo stesso Haller, che a tratti poteva (e può) suscitare antipatie e dubbi in chi legge, si è evoluto come personaggio.

Un breve estratto:
«Tuo padre chiamava la giuria “il dio della colpa”. Ti ricordi?»
«Si, perché erano i giurati a decidere se uno era colpevole o innocente. Ma adesso cosa c’entra?»
« Il fatto è che c’è un sacco di gente che passa il tempo a giudicare ogni nostro gesto. Ce ne sono un sacco di dei della colpa in giro. Vedi di non aggiungerti anche tu».

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
a chi ama il filone giudiziario, Grisham, Connelly etc.
Trovi utile questa opinione? 
140
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 3

Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.3  (3)
Contenuto 
 
3.7  (3)
Piacevolezza 
 
4.0  (3)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Il dio della colpa 2022-01-10 15:39:50 sonia fascendini
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
sonia fascendini Opinione inserita da sonia fascendini    10 Gennaio, 2022
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Forza Haller!

Premesso che sono di parte perché mi piacciono in generale i romanzi di Connelly e molto quelli con Haller: l'avvocato della Lincoln. Cinico come solo un avvocato della difesa può essere, capace di nascondere dietro un un'aria impassibile quello che pensa, pronto ad approfittarsi di chiunque pur di raggiungere i suoi obiettivi. Eppure, anche se si merita tutto quello che gli succede quando la figlia lo ignora, la ex moglie lo detesta perché le ha rovinato la carriera, i suoi colleghi lo guardano sogghignando per le sue disgrazie non si può fare a meno di mettersi a lato pista e fare il tifo per l'avvocato della Lincoln. Il romanzo è un classico legal thriller che si svolge per la gran parte in un'aula di tribunale, o che rincorre testimoni e indagini che orbitano attorno alla vicenda. Parte in effetti un po' lentamente, ma poi prende ritmo e diventa gradevole da seguire, pur non riuscendo mai a diventare particolarmente brillante, per poi arrivare a un finale non del tutto aspettato, ma comunque credibile.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
60
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il dio della colpa 2016-04-26 10:57:58 cosimociraci
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
cosimociraci Opinione inserita da cosimociraci    26 Aprile, 2016
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Riscatto morale

Non è sempre facile fare l'avvocato difensore, Mickey Haller sempre più spesso difende colpevoli di ogni tipo. L'etica professionale gli impone di fare il possibile per difendere al meglio i suoi clienti.
Uno degli ultimi ha investito e ucciso due donne tra cui l'amica di sua figlia Hayley. Quando Mickey ha fatto uscire di prigione il suo assistito la figlia ha dovuto cambiare scuola e ha scelto di non rivolgere parola al padre.
Finalmente Michael Connelly mette un po' di ordine nella vita dell'avvocato Haller, consentendogli di difendere un uomo innocente e di dormire meglio la notte. A rendere il tutto più difficile è che quest'uomo è stato incastrato da un agente corrotto delle DEA.

Un buon romanzo nel quale i piccoli colpi di scena ed il cambio ritmo consentono una lettura scorrevole. Il romanzo non annoia mai e l'autore non dimentica di definire un profilo caratteriale esaustivo del protagonista nonostante l'avvocato Mickey Haller sia al suo quinto romanzo.
La trama è abbastanza intricata ma solo con i personaggi essenziali, senza inutili e complicati passaggi a cui sempre più spesso autori inesperti si rivolgono per infittire la trama con l'inevitabile conseguenza di rendere tutto più confuso.

Il giallo giudiziario sempre più spesso sta diventando il mio rifugio soprattutto dopo una lettura deludente. Per fortuna che tra Michael Connelly, John Grisham e Gianrico Carofiglio il materiale non manca.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
John Grisham, Gianrico Carofiglio
Trovi utile questa opinione? 
120
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il dio della colpa 2016-03-23 09:41:00 violetta89
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
violetta89 Opinione inserita da violetta89    23 Marzo, 2016
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Rieccoci in un'aula giudiziaria

Riecco Mickey Haller, fratellastro di Harry Bosch e noto avvocato difensore di LA. A differenza del fratello che è un buono che si batte per la giustizia, Haller è però un personaggio più ambiguo, è disposto a difendere anche i personaggi più loschi, e non gli importa che siano anche la peggior feccia, gli importa solo di essere più furbo e più bravo, così da tirarli fuori dal carcere. Proprio questo suo atteggiamento non gli fa godere di molte amicizie e simpatie, anche sua figlia e la sua ex moglie si sono definitivamente allontanate da lui. Haller si trova quindi in questo momento un po' difficile della vita, dove si trova ad affrontare e a dover fare i conti con il suo personale dio della colpa.
Proprio mentre si trova in questa situazione personale precaria, ecco che gli capita un caso di un ragazzo accusato di omicidio che pare davvero innocente, che sia la sua occasione di riscatto? A intricare ulteriormente le cose, si scopre che la vittima è una sua vecchia cliente, una prostituta con problemi di droga. Nel dimostrare l'innocenza del suo cliente, Haller scoprirà un vero e proprio vaso di pandora, si va a ritrovare un vecchio caso e a coinvolgere personaggi al di sopra di ogni sospetto, e più si avvicinerà alla verità, più metterà a rischio la sua vita e quella di chi gli sta accanto.
Si tratta di un vero e proprio legal drama, ambientato nelle aule di un tribunale tra strategie, trucchetti e testimonianze varie. La trama parte un po' in sordina, ma poi diventa sempre più interessante e intrigante. Sarò ripetitiva lo so, ma Connelly è una certezza, con lui non si sbaglia.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
90
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

In tua assenza
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La banda dei colpevoli
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La mappa nera
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)
La quarta profezia
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La vita paga il sabato
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
5.0 (2)
Obscuritas
Valutazione Redazione QLibri
 
3.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli avversari
Valutazione Utenti
 
4.5 (1)
Le sorelle Lacroix
Valutazione Redazione QLibri
 
2.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
L'ultimo figlio
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Questo post è stato rimosso
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
I killeri non vanno in pensione
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Voci in fuga
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri

Gli eredi di Stonehenge
La mappa nera
L'uomo dei sussurri
Gli avversari
In tre contro il delitto
Un sacrificio accettabile
Il castello di Barbablù
Run, Rose, Run. La stella di Nashville
Girl in snow
Avversario segreto
L'ermellino di porpora
Il caso Alaska Sanders
La cameriera
Otto perfetti omicidi
Città in fiamme
Lupa nera