Narrativa straniera Gialli, Thriller, Horror Il giardino delle farfalle
 

Il giardino delle farfalle Il giardino delle farfalle

Il giardino delle farfalle

Letteratura straniera

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Vicino a una villa isolata c’è un bellissimo giardino dove è possibile trovare fiori lussureggianti, alberi che regalano un’ombra gentile e... una collezione di preziose “farfalle”: giovani donne rapite e tatuate in modo da farle assomigliare a dei veri lepidotteri. A guardia di questo posto da brividi c’è il Giardiniere, un uomo contorto, ossessionato dalla cattura e dalla conservazione dei suoi esemplari unici. Quando il giardino viene scoperto dalla polizia, una delle sopravvissute viene portata via per essere interrogata. Gli agenti dell’FBI Victor Hanoverian e Brandon Eddison hanno il compito di mettere insieme i pezzi di uno dei più complicati rompicapo della loro carriera. La ragazza, che si fa chiamare Maya, è ancora sotto shock e la sua testimonianza è ricca di episodi sconvolgenti al limite del credibile. Torture, ogni forma di crudeltà e privazione sembravano essere all’ordine del giorno in quella serra degli orrori, ma nella deposizione della giovane donna, che ha delle ali di farfalla tatuate sulla schiena, non mancano buchi e reticenze. Più Maya va avanti con il suo terrificante racconto, più Victor e Brandon si chiedono chi o cosa la ragazza stia cercando di nascondere.

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Il giardino delle farfalle 2018-04-17 07:49:55 FrancoAntonio
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FrancoAntonio Opinione inserita da FrancoAntonio    17 Aprile, 2018
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Il giardino infernale delle farfalle

L’agente speciale in capo Victor Hanoverian è nella sala interrogatori dell’FBI. Dall'altro lato del tavolo c’è una ragazza, bella, anzi bellissima, se non fosse per le bende che le ricoprono ampie parti del corpo, ferite ed ustionate. Non dovrebbe neppure essere lì. Dovrebbe essere all'ospedale a farsi curare, come le altre, come quelle che sono sopravvissute. Ma ci sono troppe cose che debbono essere rapidamente chiarite prima che sia possibile darle un po’ di tregua. Così Victor ed il collega Eddington cominciano ad ascoltare da lei l’allucinante storia del Giardino e delle sue Farfalle.
Il Giardino è una splendida serra, piena di fiori dai mille colori, meravigliosi, perennemente rinnovati, e di prati, alberi, con una cascata artificiale, un laghetto, una grotta. Insomma è una specie di eden fittizio come fittizia è la serenità che dovrebbe allignarvi e rallegrare le sue farfalle. Le Farfalle, infatti, non sono i variopinti lepidotteri che tutti conosciamo o, almeno, non sono solo loro. Sono soprattutto ragazze, bellissime ragazze che il facoltoso proprietario della serra ha sequestrato per rifornire la sua collezione. Appena rapita, ognuna di loro è stata sottoposta ad una lunga, dolorosa serie di sedute durante le quali l’uomo, chiamato “il Giardiniere”, ha tatuato sulla schiena enormi ali di farfalla, con vivida precisione e maestria. Dopo di che è stata accolta in quella perversa caricatura di harem per soddisfare i suoi deviati appetiti sessuali, ma anche per consentirgli di dar sfogo ad un distorto desiderio d’amare. Così, in quel carcere con le pareti di vetro, si trovano a convivere forzatamente numerose ragazze a cui è stato strappato il passato, cambiato il nome, che hanno subito l’onta del marchio sulla pelle ed alle quali è stata imposta, ad uso e consumo del solo Giardiniere, una vita artificiale. A termine.
Infatti, è noto, le farfalle, come tutte le cose splendide, hanno vita breve. Anche le Farfalle del Giardino hanno una data di scadenza, come gli alimenti conservati: il compimento del ventunesimo anno di età segna quel confine. Superata quella data fatidica, se già prima non hanno fatto irritare il Giardiniere per qualche loro intemperanza, dovranno entrare a far parte dell’altra collezione, quella degli esemplari inanimati, sapientemente conservati con arte e scientifica precisione sotto vetro e resina.
Oltre al Giardiniere solo altre due persone hanno accesso al Giardino. Inizialmente c’è il figlio maggiore Avery, il quale, però, vuole unicamente sfogare sulle Farfalle il suo mostruoso sadismo: si diverte suscitando in loro paura ed arrecando dolore al punto che alcune di esse saranno da lui così barbaramente “rovinate” da non poter essere più idonee neppure ad essere conservate nella collezione “sotto vetro”. Arriverà, poi, anche Desmond, il figlio minore, il quale è animato da una diversa sensibilità, ma è timoroso di affrontare il padre e di rovinare il nome e la dignità della loro importante famiglia. Potrà mai risiedere in lui l’unica speranza di salvezza per le povere ragazze-farfalla?
E’ raro incappare in un romanzo come “Il Giardino delle Farfalle”, nel quale l’orrore e la tensione sono somministrate, anzi, dosate al lettore in modo graduale e progressivo, sempre con ammirevole tatto e delicatezza, ma con un’efficacia devastante.
Tutta la storia è narrata in un flash-back contenuto nella deposizione di Maya, una delle Farfalle, la più rappresentativa di esse. La ragazza ha un doloroso passato in una famiglia anaffettiva e disinteressata a lei ed una breve parentesi di serenità tra alcune amiche, cameriere di un ristorante newyorkese. Descriverà, con una lucidità ed una chiarezza non consone alla sua giovane età, il lento, doloroso percorso all'interno di quel raccapricciante mondo perverso. Così si viene calati assieme a lei in una realtà allucinante che, gradatamente, con incredibile naturalezza, si arriva ad accettare come una mostruosità inevitabile, proprio come le Farfalle arrivano ad accettare di essere giocattoli nelle mani di un folle e di avere i giorni contati.
La narrazione, mai diretta e lineare, ma tortuosa come sono tortuosi i percorsi mentali di Maya, che ogni tanto deve fuggire dai ricordi più crudi per rifugiarsi in immagini consolatorie, compone con calcolata lentezza il mosaico che solo alla fine apparirà in tutta la sua brutale concretezza.
Scorrendo quelle pagine mi sono sentito come quei cormorani invischiati nelle macchie oleose riversate in mare dalle petroliere. Più cercavo di scrollarmi di dosso quell’orrido viscidume e più ne rimanevo invischiato, più cercavo di emergere per respirare aria salubre e più mi sentivo trascinato verso il basso, avvinto, ma anche affascinato dalla situazione. Perché la cosa più inquietante è che la narrazione riesce ad essere nel contempo orrifica e sensuale in un ossimoro non separabile.
L’abilità dell’Autrice, sta nell’avvolgere il lettore in questo clima surreale ed apocalittico senza mai eccedere nel linguaggio. Mai una volta ci si dilunga nella narrazione delle scene di stupro. Non c’è mai alcuna sadica, compiaciuta descrizione degli strumenti di tortura di Avery. Chi cerca una edizione cartacea del Gran Guignol resterà deluso. Lo stesso dolore delle ragazze viene filtrato con sapiente abilità.
A suscitare orrore sono sufficienti sempre e solo alcune brevissime, asettiche frasi. Tutto viene consegnato alla fantasia di chi legge. Ma proprio abbandonando il lettore alla schiavitù della sua immaginazione si incide ancor più profondamente ed indelebilmente nel suo animo, lasciandolo libero di pensare al peggio e di immaginare che di esso esista un ulteriore lato peggiore; in un crescendo psicologico intelligentemente crudele. Ad esempio, ogni volta che Maya subisce violenza, per conservare sanità mentale recita a memoria le poesie di Poe. Sul lettore, però, il solo imbattersi in pochi versi, abbandonati proditoriamente nel mezzo della prosa, produce l’effetto di una violenta frustata.
Ritengo che “Il Giardino delle Farfalle”, nel suo genere, sia un capolavoro difficilmente eguagliabile. Di solito sono piuttosto avaro nel attribuire i punteggi: questa volta, invece, quasi mi rammarico che non sia possibile attribuirgli almeno sei stelline, perché è perfetta e originale la trama; perché è perfetta ed intelligente la tecnica narrativa; perché è perfetto e coinvolgente il connubio dei vari elementi.
Nonostante ciò mi preme di avvertire che non è certamente un’opera per tutti. È terribile e crudele. Lavora spietatamente sulla psiche e sui sentimenti, tortura e strega: per sopportare la vicinanza al Giardiniere ed alle sue malefatte bisogna essere pronti a scendere all'Inferno, senza garanzia di poter ottenere pure il biglietto di ritorno, perché alcune delle immagini costruite nella nostra mente potrebbero rimanerci appiccicate addosso e continuare a perseguitarci per molto tempo.

Una postilla: so che dal romanzo dovrebbe essere ricavata, a breve, anche una pellicola cinematografica. Temo che sarà un’altra delle malefatte di Hollywood: fatico a comprendere come sia possibile tradurre un opera, che agisce in modo così profondo sulla fantasia personale, con immagini esplicite. Quei fotogrammi, per quanto sapientemente dosati, rischieranno comunque di rovinare l’atmosfera di doloroso mistero che l’A. ha saputo intessere.

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Consigliato a chi ha letto...
Sicuramente consigliabile a chi ama i thriller, con l'avvertenza di cui sopra: è un libro molto intelligente, ma terrifico, pur non indulgendo mai in descrizioni crude né tratteggiando a tinte forti le situazioni al limite dell'accettabile che narra, ma facendole solo intuire. In generale va detto che è scritto benissimo e tradotto con molto garbo.
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Il giardino delle farfalle 2017-11-10 19:55:18 Christy Unbuonlibro
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Christy Unbuonlibro Opinione inserita da Christy Unbuonlibro    10 Novembre, 2017
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Chi era Maya?

Il giardino delle farfalle è uno di quei libri che cattura fin da subito, la trama riesce a trasmettere già tanto al lettore che non può far altro che acquistare il libro e leggerlo. Beh, almeno questo è quello che è successo a me.
La storia raccontata da Dot Hutchison è qualcosa di spaventoso e originale, l’idea di fondo è straordinaria ed altrettanto straordinaria è la capacità con cui è riuscita a mettere nero su bianco la sua idea e renderla tangibile con le sue descrizioni. Un libro riuscito in tutto e per tutto, assolutamente da leggere.
Maya, o almeno così viene chiamata adesso, è la protagonista della storia insieme agli agenti dell’FBI

Victor Hanoverian e Brandon Eddison che la stanno interrogando. La ragazza infatti è stata ritrovata in un luogo dell’orrore e sembra l’unica in grado di poter fornire delle risposte e poter fare chiarezza su una vicenda oscura e terribile. Ma Maya ha sofferto troppo nella vita e ha imparato ad essere forte, a non lasciarsi andare alle emozioni e a non dare troppo alle persone. Ricostruire gli avvenimenti sarà difficile e credere che Maya non abbia nulla a che fare con il colpevole è un azzardo, vista la riluttanza della ragazza a raccontare cosa sia successo.
Attraverso lunghi flashback Maya racconterà ai due agenti, e a noi lettori, gli anni precedenti, a partire dalla sua vita precedente per poi arrivare al momento del rapimento e agli anni passati in quel “giardino”. Maya infatti è una delle tante ragazze-farfalle intrappolate da un uomo che prova piacere a violentarle ripetutamente e soprattutto renderle delle farfalle vere, ogni nuova ragazza che arriva nel luogo degli orrori infatti viene marchiata con un tatuaggio sulla schiena che ricrea le ali di ogni specie di farfalla. In questo modo le vittime rinascono, come farfalle, con un nuovo nome. Il loro passato non ha più valore.
Rinchiuse in questo giardino le ragazze dovranno fare i conti con la dura realtà. L’uomo va avanti indisturbato da anni, non c’è speranza di uscirne vivi, l’unica fine è segnata dalla morte.
Non voglio svelarvi altro sulla storia, perché tanti sono i colpi di scena che si delineano attraverso le parole di Maya. La verità è terribile e inimmaginabile, ma Don Hutchison riesce perfettamente a descrivere tutto con semplicità, permettendo al lettore di avere un’idea chiarissima della storia. Ho apprezzato molto la componente psicologica, Maya di fatto ci viene presentata a 360° chiarendo perfettamente le motivazioni del suo atteggiamento nei confronti degli agenti. La protagonista credo che sia il personaggio meglio riuscito, mi è piaciuta tanto perché nonostante sia restia a raccontare la verità e nonostante faccia la dura, in fondo è una ragazza che ha sempre visto il brutto della vita e che crede di essere sola nel mondo.
Attraverso lunghe descrizioni e ricordi si delinea quindi la storia de Il giardino delle farfalle, un thriller psicologico davvero inquietante e assolutamente in grado di stupirvi, fino all’ultimo e grande colpo di scena finale. Insomma un libro assolutamente consigliato!

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Il giardino delle farfalle 2017-09-01 10:57:13 cuspide84
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cuspide84 Opinione inserita da cuspide84    01 Settembre, 2017
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COLLEZIONI ALTERNATIVE

Maya è una farfalla come tante altre: lui, il Giardiniere, le ha catturate, o per dirla alla sua maniera salvate, dalla strada. Le ha scelte una a una, ognuna per un motivo diverso, ognuna per tenerla per sè, per collezionarle tutte nel suo splendido e incantevole giardino.

Ma Maya, a dispetto delle ali che ha sulla schiena, non è una farfalla e nemmeno le altre lo sono.
Maya è una giovane ragazza e l'incantevole giardino non è altro che una sorta di prigione parallela e nascosta al mondo esterno.

Ci sono farfalle di tutti i tipi e il Giardiniere se ne prende sempre cura... ma cosa succede quando una farfalla più estroversa delle altre riesce a trovare il modo di aprire una falla nel sistema? Riusciranno a salvarsi o andranno ad aggiungersi alla macabra collezione presente lungo il lungo corridoio che porta alla realtà?

Un thriller ben scritto, coinvolgente, forte, d'impatto. Impossibile non restare attaccati alle pagine per arrivare alla fine. Finale leggermente prevedibile con qualche colpo di scena. Da leggere.

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