L'invenzione del suono L'invenzione del suono

L'invenzione del suono

Letteratura straniera

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Gates Foster ha perso sua figlia, Lucy, diciassette anni fa. Da allora non ha mai smesso di cercarla. All'improvviso, un nuovo scioccante sviluppo gli fornisce il primo indizio su quella drammatica vicenda in oltre un decennio. Questo potrebbe significare che finalmente Foster è sul punto di scoprire la terribile verità sulla sua sparizione. Nel frattempo, Mitzi Ives si è guadagnata una grande fama tra i rumoristi, gli artisti che, foggiando suoni sempre più coinvolgenti, conferiscono ai film di Hollywood la loro autenticità. Usando le stesse tecniche segrete di suo padre prima di lei, è diventata un'esperta nel settore dei suoni che si accompagnano alla violenza e all'orrore, e ora è ricercatissima nel mondo degli studios proprio per questa sua straordinaria capacità di creare urla tanto agghiaccianti da sembrare reali. Com'è inevitabile, ben presto Foster e Ives si troveranno in rotta di collisione e le conseguenze di questo fatto rischieranno di mettere a nudo tutta la terribile violenza che si nasconde sotto la facciata scintillante e apparentemente perfetta di Hollywood. "L'invenzione del suono" non è solo una storia sopra le righe, ma è anche una sorprendente e inquietante riflessione sulla mercificazione della sofferenza e sul pericoloso potere dell'arte, e ci regala un Palahniuk all'apice dei suoi sinistri e affascinanti poteri di stregone letterario.



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L'invenzione del suono 2021-08-12 05:38:04 68
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68 Opinione inserita da 68    12 Agosto, 2021
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Verità o menzogna?

Mitzi e Foster, una donna che trasforma in realtà i sogni malati di certi scrittori, un signor nessuno a forma di padre da anni alla ricerca della figlia scomparsa.
Vivono una vita malata e contraffatta, talmente inverosimile da fondere e confondere realtà e immaginario nell’ unico modo possibile, una recita spietatamente allucinogena, schizofrenica, un film focalizzato sulla ricerca narcisistica e deviata del pubblico consenso, sulla mercificazione dei sentimenti, cercando di strappare una risata, di sedurre un pubblico di sconosciuti, di creare qualcosa, replicandolo e vendendolo, inseguendo le pulsioni umane più intime.
Ecco l’ ultima verità o verosimiglianza, un’ umanità trasformata in qualcosa che possa essere comprato o venduto, dal fast food alla pornografia, secondo il nuovo potere.
In questo microcosmo Mitzi insegue l’ urlo perfetto da consegnare alla cinematografia, una professionista del bullismo che fa piangere gli altri, a cui piace essere odiata, un grido infinito che si fa potere illimitato, macchina del profitto perpetuo.
È guardata dalla propria immagine riflessa, “ ama “ un uomo così determinato a ignorare l’ orribile verità su di le, impegnata a raccogliere e a collezionare le grida che tutti quegli uomini e quelle donne, giovani e vecchi, emetteranno nei propri ultimi istanti di vita.
Morti in catalogo che producono profitti, ogni registrazione una droga, ogni grido una scarica di endorfine e adrenalina.
Sono anni che Mitzi ingurgita la medesima pillola che annienta la memoria a breve termine mentre immagini e ricordi rimandano a un padre che le aveva donato un castello servendosi soltanto dei suoni. Seduta alla console della sua sala di registrazione, circondata da montagne di denaro, continua ad ascoltare suoni così reali da sembrare fantasmi invisibili o da farla sentire un fantasma in ascolto di un mondo che va avanti senza di lei.
Foster è alla disperata ricerca della figlia Lucinda, non vuole liberarsi da quel dolore, da quella dipendenza, fingendo che esista ancora da qualche parte, è inserito in un gruppo di supporto per l’ elaborazione del lutto che è una speciale cura per disintossicarsi.
Il suo viaggio gli restituisce una forma di vita senza rischiare nulla perché ha già patito il peggio, sognando di torturare gli uomini che torturano i bambini. Oggi anche lui è a pezzi, ha ceduto a una sconosciuta la vita di sua figlia, forse solo a un impostore che regola e stabilisce quali sono i giusti ricordi.
Il percorso intrecciato di Mitzi e Foster resterà sospeso in un’ atroce verità che puzza di menzogna, realtà e finzione si equivalgono, chi si è amato ridotto a una registrazione, chi è ingozzato di bugie non vuole più nutrirsi di verità, nessuno più crede alla realtà della morte, il mondo trasformato in un film, se stessi i protagonisti di questo film.
Esiste ancora qualcuno o qualcosa di reale, qualcuno da riconoscere, qualcosa che non sia un semplice momento di intimità venduto e mercificato, in mezzo a gente sconosciuta che ha strumentalizzato la rabbia e il dolore, documentando la propria fine?
Atrocemente anestetizzati ed esposti non resta che posare lo sguardo sulla propria stupenda moglie, chiunque ella sia, e sul grido di un bambino, ...” progenie di sconosciuti” ... venuto ....” in questo mondo rovente e inquinato e buio “... realizzando che ... “ Il futuro gli appariva semplice. Semplice e luminoso. Luminoso e senza fondo.. “.
Un viaggio allucinato e allucinogeno, esposto a un dolore che respira di “ normalità “, che cozza con ricordi confusi e con l’ enorme buio del proprio destino. È qui che tutto implode, in un cortocircuito che ha detronizzato vite ormai avvezze ad un non sense e a una delirante quotidianità che abbraccia anche i sentimenti più veri, sbriciolandoli. Tutto pare assuefarsi a un malessere totalizzante e l’ irreale la sola realtà credibile e possibile.
Un dubbio rimane, che si tratti solo di fiction, ma la verità nasconde il seme di altre bugie e di una storia ancora da scrivere.

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