La donna in gabbia La donna in gabbia

La donna in gabbia

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In una bella giornata d'inverno, la giovane parlamentare Merete Lynggaard scompare senza lasciare tracce. La polizia mette in campo tutte le forze, ma senza risultato. Merete Lynggaard sembra inghiottita dalla terra. Solo quando Carl Mork, un poliziotto tenace e polemico, decide anni dopo di impegnarsi nel caso con la sua sezione Q, il reparto speciale per i casi irrisolti, le indagini fanno un decisivo passo in avanti. Carl e il suo misterioso assistente siriano, Assad, si lanciano in una battaglia contro il tempo e contro il disegno delirante di un criminale folle.

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La donna in gabbia 2015-05-05 22:38:34 Vita93
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Vita93 Opinione inserita da Vita93    06 Mag, 2015
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Ennesimo ottimo crime nordeuropeo

In principio era la Svezia con Henning Mankell, l’ irraggiungibile fenomeno Stieg Larsson e gli eredi tra cui spiccano per successo di critica e pubblico Camilla Lackberg e Lars Kepler. Poi è stato il turno della Norvegia con Anne Holt e soprattutto il famoso Jo Nesbo. In termini geografici, alla Scandinavia manca solo uno scrittore di crime finlandese che salga alla ribalta. Intanto, nella vicina Danimarca, c’ è uno scrittore nativo di Copenaghen che negli ultimi anni si è trovato meritatamente, e con qualche anno di ritardo, sotto la luce dei riflettori. Si tratta di Jussi Adler-Olsen, e “ La donna in gabbia “ è il primo romanzo sulla cosiddetta Sezione Q, cui ne sono seguiti fino ad ora altri tre.

Merete Lyngaard è una parlamentare danese di successo, una donna giovane in carriera che però concede poco tempo alla vita privata, occupata a prendersi cura del fratello Uffe rimasto disabile in seguito ad un incidente stradale nel quale hanno perso la vita i loro entrambi genitori.
Corre l’ anno 2002 quando Merete scompare mentre si trova a bordo di un traghetto, in procinto di prendersi quella vacanza che da tanto tempo progettava di fare con il fratello.
Le indagini non portano alcun risultato, fino a che cinque anni dopo un poliziotto di nome Carl Morck torna ad occuparsi del caso.
Reduce da un attentato in cui ha visto morire un collega ed un altro costretto a vivere paralizzato in un letto d’ ospedale, Carl cerca di ricostruirsi una vita.
Complice anche il suo carattere brusco e scontroso, viene “ allontanato “ dai piani alti della centrale di Polizia e messo a capo della Sezione Q, con il compito di indagare su vecchi casi irrisolti di interesse politico.
Piccolo particolare : lavorerà da solo, isolato da tutto e da tutti, con il solo aiuto di Assad, curioso individuo di origini siriane che si rivelerà ben più di un semplice uomo delle pulizie.

Ciò che spicca immediatamente e che rappresenta un’ interessante soluzione a livello stilistico, è il fatto che la storia sia divisa in capitoli appartenenti a due epoche temporali diverse.
L’ autore infatti alterna il 2002, anno della scomparsa di Merete, al 2007, il presente nel quale si muovono le indagini di Carl.
Grazie a questo stratagemma Jussi Adler-Olsen è abile a tenere sempre alto il livello di attenzione del lettore, cosa non facile in una storia che non fa del colpo di scena improvviso il suo marchio di fabbrica.
Al contrario la vicenda avanza in modo piuttosto lineare, ma non per questo scontato.
Niente è lasciato al caso e con grande sicurezza lo scrittore guida i protagonisti a suo piacimento tra le suggestive vie di Copenaghen in mezzo a colleghi più o meno scontrosi, personaggi secondari ben caratterizzati e ambienti politici come di consueto ricchi di segreti inconfessabili. Con una sola regola che è propria di ogni thriller che si rispetti : non fidarsi di nessuno, e mai dare niente per scontato, pena il fallimento dell’ indagine.
Proprio i personaggi sono l’ elemento più intrigante del romanzo, su tutti Carl e Assad.
Il primo troverà nel secondo un mondo tutto da scoprire, un uomo genuinamente simpatico dal passato misterioso e dalle abilità nascoste che porterà un po’ di colore in una vita che per Carl, dopo l’ attentato, ha assunto solo colori scuri e malinconici.
Non a caso i frequenti e riusciti momenti comici del libro hanno spesso per protagonista l’ assistente siriano.
Insieme formano una coppia lavorativa particolare, suggestiva, che credo sprigionerà tutto il suo potenziale nei racconti successivi.

Un romanzo godibile, fresco, denso di misteri come misteriosi sono i suoi personaggi ancora tutti da scoprire e allo stesso tempo divertente e con approfondimenti non banali a livello socio-culturale e politico.
E con un grande pregio : quello di raccontare una storia certamente auto-conclusiva, ma che come in pochi altri casi crea nel lettore curiosità per scoprire cosa ne sarà di Carl e Assad alle prese con la prossima indagine.

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La donna in gabbia 2012-07-21 09:24:13 GLICINE
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GLICINE Opinione inserita da GLICINE    21 Luglio, 2012
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UN BUON GIALLO

Gli ingredienti ci sono tutti per strutturare un bel thriller: un detective poco diplomatico, Carl Mork, con un passato recente che ancora non ha superato, inerente all’uccisione durante un’azione, di un collega, ed un altro rimasto tetraplegico di cui si sente responsabile; la decisione “dall’alto” di rendere il poliziotto innocuo mettendolo a capo di una nuova sezione che deve indagare su tutti i crimini rimasti irrisolti denominata sezione Q; la scelta di riprendere in mano un caso archiviato riguardante la scomparsa da un traghetto di Merete Lynggaard, giovane parlamentare di cui si sono perse le tracce, tutte le piste seguite all’epoca non hanno portato a svelare nulla sul tipo di evento che ha portato a questo epilogo drammatico. Merete è una giovane donna single, dedita al lavoro ed alla cura del fratello, rimasto gravemente menomato ,in seguito ad un incidente stradale avvenuto molti anni prima, nel quale rimasero uccisi entrambi i genitori. Non ci sono apparenti motivi che spingano a credere ad un suicidio. Cosa è successo quindi a Merete? Possibile che sia scomparsa in mare improvvisamente?
Questo caso risveglia in Mork il desiderio di tornare ad investigare. Questo desiderio viene anche aiutato dall’intervento di un personaggio molto particolare e curioso, inizialmente, il suo ruolo dovrebbe essere quello di addetto alle pulizie degli spazi occupati dalla sezione Q, ma in realtà, da subito, legge i documenti dell’inchiesta ed esprime le sue opinioni a Monk; Assad siriano, di religione musulmana viene ben descritto ed integrato nella storia dall’autore.
Siamo in Danimarca, equilibrata la descrizione dei luoghi, dei personaggi, con i dialoghi presenti tra le varie figure; i capitoli si aprono con la visualizzazione di un anno, alternando il 2002 con l’anno 2007 così da dare l’opportunità al lettore di collocare subito le vicende nel passato o nel presente.
Mi piace l’approccio con il lettore, non ci sono grandi picchi di tensione, anche se il filo dell’attenzione viene mantenuto alto, non ci sono descrizioni truculente e nemmeno un pluriomicida, anche se l’idea di fondo e le dinamiche psicologiche sono a mio dire molto buone ed originali, sono entrata subito nella storia… Mi piace il modo stesso di scrivere, che lascia spazio anche ad episodi spassosi e leggeri che fanno spuntare il sorriso, se vogliamo, non certo caratteristica predominante di un giallo. Insomma, mi è piaciuto sì! Il livello, per intenderci ,non è di un Connelly o un Deaver , ma questo autore danese mi ha convinto. Terrò il libro nella mia biblioteca e leggerò sicuramente altro.

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La donna in gabbia 2012-03-01 20:53:00 crisriana
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Opinione inserita da crisriana    01 Marzo, 2012

traduzione terribile

Bellissimo, non banale. Probabilmente ben scritto. Peccato per la traduzione che in certi passaggi sembra fatta con il traduttore di google. E in altri manda all'aria le più elementari regole di sintassi. Timo: l'aveva fotografata il giorno prima che è scomparsa....

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i gialli del nord
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