La testimone del fuoco La testimone del fuoco

La testimone del fuoco

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Flora ha visto tutto, ma nessuno le crede. La ragazza è morta, qualcuno l’ha uccisa. Aveva solo quattordici anni, si chiamava Miranda ed è stata ritrovata nella sua camera a Birgittågarden, la casa di recupero per ragazze in difficoltà a Sundsvall. Le pareti sono schizzate di sangue, le lenzuola ne sono intrise. Nessuna delle altre ragazze sa che cosa sia successo, ma una di loro è fuggita nella notte. Flora non sa chi indagherà sull’omicidio, non sa che l’ispettore Joona Linna sta per ispezionare la peggiore e più indecifrabile scena del crimine della sua carriera. Flora sa soltanto di aver visto la ragazza. Sa che cosa è successo. Ma la polizia non le crede, per una semplice ragione. Al momento dell’omicidio, Flora era a centinaia di chilometri di distanza.



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La testimone del fuoco 2018-12-28 15:11:44 Vita93
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Vita93 Opinione inserita da Vita93    28 Dicembre, 2018
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Il passato rispecchia il futuro

Ancora una volta è la gelida Svezia a fare da teatro ad un nuovo, il terzo, romanzo della serie incentrata sulla figura del commissario Joona Linna.
A Sundsvall, città di piccole dimensioni situata a nord di Stoccolma, c’ è una località di nome Birgittagarden che ospita una casa d’accoglienza per minori dai 12 ai 17 anni con alle spalle problemi di tossicodipendenza, comportamenti autolesivi, disturbi alimentari.
In una notte vengono uccise l’ infermiera Elisabeth Grim ed una ragazzina di nome Miranda.
La prima sospettata è Vicky Bennett, una delle ragazze in cura, data per dispersa dopo gli omicidi e il cui letto viene ritrovato coperto di sangue.
Jonna Linna, nel frattempo impegnato a fronteggiare un’ inchiesta della commissione disciplinare nei suoi confronti, indaga in maniera non ufficiale sul caso. Con lo sporadico aiuto di una misteriosa e giovane ragazza che dichiara di avere continue e confuse visioni sui delitti.

Attendevo con una certa curiosità la lettura del terzo romanzo della saga ad opera dei coniugi Lars Kepler, dato che è opinione diffusa che proprio con “La testimone del fuoco” si verifichi un innalzamento qualitativo del livello della serie.
Aspettative soltanto in parte rispettate.

Sicuramente la trama mi ha stuzzicato maggiormente rispetto al passato, con un intreccio più avvincente, una gestione dei colpi di scena più credibile e parsimoniosa, ed un finale che lascia finalmente un pizzico di curiosità per il successivo capitolo.

La lunghezza, il numero dei personaggi e la quantità di tematiche affrontate restano eccessivi, ma è un problema purtroppo comune in molti polizieschi moderni.
Continuo a ritenere deficitaria la gestione dello spazio, elemento che ritengo imprescindibile in questo genere letterario. Le vicende sono ambientate a Stoccolma, ma ce ne accorgiamo solo da qualche sporadico richiamo al freddo e all’ onnipresente grigiore del cielo (mentre, considerando altri giallisti scandinavi come termine di paragone, la Norvegia di Jo Nesbo o la Fjallbacka di Camilla Lackberg sono a tutti gli effetti veri e propri personaggi aggiunti).

E per quanto il genere non sia necessariamente garanzia di accurata introspezione psicologica dei personaggi, il livello di questa si riconferma modesto.
Anche stavolta ho avuto l’ impressione che i Lars Kepler si siano riconfermati autori commerciali. La classica “lettura da spiaggia” contenente tanti omicidi, tanto sangue, con spruzzatine di sesso gettate nella mischia.
Niente di scandaloso, intendiamoci. “La testimone del fuoco” rimane comunque un thriller sufficiente per intrattenimento offerto e facilità di lettura, ideale da alternare a letture più serie e non necessariamente di genere diverso.
Ritengo infatti che anche nella sottocategoria dei gialli di tipo commerciale, ci siano autori e opere più validi.
Con la speranza che i due coniugi mi facciano ricredere nella prossima puntata.

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La testimone del fuoco 2016-07-12 12:39:04 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    12 Luglio, 2016
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Il troppo storpia

 Una casa di accoglienza per ragazze disadattate e’  terreno fertile per un assassinio. Specialmente quando cala la notte ed un fruscio attira l’attenzione dell’infermiera di guardia. Poi la sensazione di una presenza diviene un’ombra e l’ombra una figura letale i cui passi galoppano alle spalle , tra i latrati disperati del cane un’arma colpisce con accanimento, fino alla fine.

Miranda non si e’ mai mossa dalla sua camera, il volto irriconoscibile per la violenza subita si cela dietro le mani che lo coprono, come se si stesse nascondendo, non guardare.

Trama  inizialmente avvincente  che inforca numerose storie parallele, piu’ o meno indispensabili allo snodo del thriller. Ne consegue un polpettone in cui sono stati mischiati troppi ingredienti e la digestione prosegue a rilento. Non mancano gli abusi sui minori e frequenti pause per il sesso, sedute spiritiche, delitti irrisolti , rivelazioni sull’oscuro passato dell’ispettore Joona Linna , piu’ che un bel thriller mi e’ parso di visionare senza sosta tutte le puntate in format sudamericano di una telenovela ambientata in terre svedesi. 
Tecnicamente potrebbe essere anche una scelta vincente : sviluppa qualsiasi argomento contemplabile ed esaudisci le aspettative di ogni lettore. Purtroppo quest’accozzaglia a me non piace, mi annoia, aggiungo che io che non individuo un assassino manco davanti ad una confessione scritta qui a meta’ libro impugnavo una certezza.

Bello a chi piace, io decreto la mia incompatibilità coi Lars Kepler .

 

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La testimone del fuoco 2015-03-23 18:48:15 cuspide84
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cuspide84 Opinione inserita da cuspide84    23 Marzo, 2015
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"I BUGIARDI SARANNO GETTATI NELLO STAGNO DI FUOCO"

Miranda viene trovata brutalmente assassinata nella sua stanza, in una casa di recupero per sole ragazze che presentano gravi problemi a livello sociale e personale; la stessa sera anche Elisabet viene assassinata, l'arma del delitto? Una pietra di cui si perdono misteriosamente le tracce.

Joona Linna viene chiamato a indagare sugli omicidi; da subito il quadro della situazione gli appare confusionario, pieno di punti interrogativi e di strane coincidenze/circostanze che rendono il tutto troppo facile... troppo ovvio: possibile che il colpevole sia una semplice ragazzina? Si è vero, in passato ha dato segni di forte squilibrio, ma tali e tanti da averla portata ad un'azione di questo tipo?

La chiave della soluzione non è dietro l'angolo, anzi... è una testimone del tutto inaspettata e inattesa, inizialmente non ha senso prenderla sul serio, è una veggente che racconta quello che le persone vorrebbero sentire, ma nel corso della storia, questa figura secondaria, prenderà piano piano spazio , fino ad arrivare al centro dell'obiettivo, unica e vera protagonista indiscussa.

Oltre ad occuparci del delitto, verremo anche a conoscenza del triste e difficile passato dell'investigatore, di ciò che lo ha reso così schivo e apparentemente privo di ogni emozione.

Un thriller lungo, che a tratti si perde nel raccontare una storia nell'altra, ma che, nonostante ciò, si presenta avvincente e ricco di suspence; i capitoli brevi giocano un ruolo favorevole, permettendo al lettore di affrontarne la lettura in piena scioltezza, le descrizioni dettagliate e i dialoghi onnipresenti non lo rendono noioso ma alimentano la curiosità del lettore, curiosità che aumenta soprattutto verso la fine... insomma penso proprio che mi toccherà leggerne il seguito!

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La testimone del fuoco 2014-05-15 20:24:55 gianfranco1
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gianfranco1 Opinione inserita da gianfranco1    15 Mag, 2014
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La Testimone del Fuoco


Dopo aver letto e apprezzato molto “l’uomo della sabbia” ho deciso di effettuare un passo indietro e leggere “la testimone del fuoco” libro scritto dai coniugi Kepler qualche tempo fa.
La trama di questo thriller è ambientato tra ragazze che vivono insieme in una piccola comunità psichiatrica, e una delle quali viene barbaramente uccisa nel suo letto con le mani sugli occhi insieme alla assistente sociale di turno.
La storia comincia col botto, un suspance alta e una atmosfera agghiacciante. Dopo la scoperta del duplice omicidio viene incaricato come osservatore speciale l’ispettore di polizia Joona Linna, personaggio mitico delle storie di kepler.
Il personaggio centrale invece è Flora Hansen, una donna non più giovanissima che fa come lavoro la serva a una coppia di coniugi benestanti e che cerca di arrotondare lo stipendio fingendo di essere una sensitiva organizzando sedute spiritiche.
La stessa Flora al corrente delle notizie di cronaca ha delle visioni inaspettate e inspiegabili che fanno da collegamento col duplice omicidio sebbene il luogo dove è avvenuto si trova distante centinaia di km.
L’altro personaggio chiave è la piccola Vicky, una ragazza che soggiornava nella comunità la quale è fortemente sospettata per gli omicidi e in seguito di rapimento di un bambino di quattro anni mentre ruba un auto per fuggire. La sua storia sebbene la sua giovane età è ricca di esperienze, di abbandoni vissute tra famiglie adottive con i più svariati stati sociali.
La lettura di questo romanzo sebbene da brivido incanta, ogni personaggio è descritto molto bene e le loro storie e caratteristiche si incrociano più volte in balia degli eventi rendendo il tutto molto intricato e misterioso.
La curiosità diventa sempre più travolgente.
In conclusione un libro molto piacevole, fluido non ti stanca mai con i suoi brevi capitoli, e riflessivo sulla “sottile linea di confine che c’è nelle menti umane tra “Genio e Follia” - “Amore e Odio” - “Paura e Gloria”.
Unico neo è nelle ultime cinquanta pagine dove è mancato quel guizzo in “originalità” che avrebbe fatto la differenza nel suo genere psicologico.

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La testimone del fuoco 2013-06-23 16:55:11 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    23 Giugno, 2013
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Giocare a nascondino

Mentre tutti dormono, una ragazza viene uccisa in una casa d'accoglienza e viene sistemata ad arte nel suo letto, con le mani che le coprono gli occhi, così come si fa quando si gioca a nascondino. Scattano le indagini e, in un susseguirsi di capitoli brevi, con un ritmo serrato, con l'adrenalina che raggiunge livelli molto alti, si entra nel vivo della storia. Nella parte centrale il libro ha un calo, dovuto al fatto che a mio parere si dilunga troppo, si attorciglia quasi come per prendere tempo, per prendere pagine, per poi riprendere vigore nelle ultime cento pagine. La medium, che è la figura grazie al cui aiuto il mistero trova soluzione, è un personaggio che ho trovato irritante. Ho amato il personaggio di Vicky, perchè, conoscendola soprattutto alla fine del libro, si scopre che ha una superficie cristallizzata, che non lascia mai entrare veramente nessuno e per questo in lei mi sono molto riconosciuta. Per il resto un thriller che ho trovato di medio livello.

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La testimone del fuoco 2012-09-22 11:29:46 cesare giardini
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cesare giardini Opinione inserita da cesare giardini    22 Settembre, 2012
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Un thriller avvincente

Lars Kepler, pseudonimo della coppia di scrittori svedesi Coelho e Ahndoril autori dei fortunati “L’ipnotista” e “L’esecutore”, propongono in questo avvincente nuovo thriller un’altra avventura del loro personaggio Joona Linna, commissario della polizia criminale, impegnato su tre fronti : un’indagine dei suoi superiori su un suo presunto favoreggiamento ritardante un’operazione di polizia, un coinvolgimento in una serie terrificante di omicidi in una casa d’accoglienza per giovani disadattate ( il clou del romanzo) e infine un’operazione di salvataggio dei suoi cari (moglie e figlia, con le quali si ricongiungerà alla fine del romanzo) per salvarle dalla vendetta di un sadico serial killer. Ce n’è abbastanza per tener desta l’attenzione dei lettori, senza un attimo di tregua : le vicende si susseguono in modo incalzante, senza pause e con inattesi colpi di scena in quasi ognuno dei numerosi capitoli. Emerge la figura del personaggio principale, il commissario Joona Linna, costante e caparbio nelle sue decisioni, ben convinto delle sue straordinarie capacità deduttive, contro tutto e contro tutti. Un voluminoso thriller (ben più di 500 pagine), che però si legge piacevolmente e che lega a sé il lettore come raramente accade.

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Gli altri romanzi di Lars Kepler
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La testimone del fuoco 2012-09-03 12:12:44 rev2011
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rev2011 Opinione inserita da rev2011    03 Settembre, 2012
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assolutamente da non perdere!

Premetto che è un genere che deve piacere altrimenti si corre il rischio di annoiarsi o rimanere delusi. Come diceva Totò "A mme ppiace!" E' un libro da gustare fino in fondo, riuscendo a superare anche qualche pagina ripetitiva (d'altronde scrivono in due). I numerosi capitoli sono un aiuto per poterlo leggere anche in tante tappe, anche un paio al giorno. ma se si riesce a trovare il tempo si legge in tre giorni. Sono un appassionato di thriller e noir e perciò mi è piaciuto molto, più dell'ipnotista che a volte mi ha annoiato. insomma, leggetelo e vi troverete contenti, garantito!

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L'ipnotista.
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La testimone del fuoco 2012-07-07 08:14:47 GLICINE
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GLICINE Opinione inserita da GLICINE    07 Luglio, 2012
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..ADESSO CHIUDI GLI OCCHI E NON GUARDARE MAI....

Come molti di voi sapranno, il libro è scritto a quattro mani dalla coppia anche nella vita Coelho-Ahndoril, che ripropongono l’Ispettore della Polizia di Stoccolma Joona Linna chiamato come osservatore a fornire il suo contributo per un duplice omicidio avvenuto nella casa di accoglienza di Sundsvall che ospita giovani ragazze disadattate con problemi anche psichici.E' stata uccisa Miranda selvaggiamente, ed è stata uccisa l'infermiera che era di turno quella notte, all'appello, all'arrivo della polizia, manca una giovane ricoverata, Vicky sulla quale cadono i sospetti....Ma se pensate che la storia si articoli solo sulla ricerca della giovane e i rilievi degli investigatori in loco, vi sabagliate di grosso!!
La descrizione dei luoghi è strettamente correlata alle azioni dei personaggi, ed ha utilità solo per motivarne e descriverne i comportamenti.
La trama è fitta, corposa, ben strutturata; l’attenzione del lettore viene catturata dalla prima pagina con picchi di tensione che vengono sviluppati su più fronti.
La figura di Linna è forte, positiva, non viene fagocitata dalla storia, ma è il suo esserci che permette alla storia di avere un’evoluzione ed un epilogo.
I personaggi sono molti, ma non si ha difficoltà a collocarli e conoscere le loro caratteristiche, la coppia riesce abilmente a tracciare per ognuno un volto.
L’unico neo che mi sento di segnalare è l’inserimento quasi a forza di parte del vissuto dell’Ispettore, che lo fa tornare al capezzale della moglie, gravemente ammalata, compromettendo così il successo di scelte passate, che a mio parere è tutta un’altra storia e poco si inserisce nel contesto generale.
L’unica intuizione che rimane al lettore è che grazie a questa minima parte, le gesta dell’Ispettore Linna avranno un sicuro seguito.

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