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Quanti sono i Bret Easton Ellis del nuovo romanzo in cui l'autore racconta la storia della propria vita? C'è lo scrittore Bret Easton Ellis, giovane, ricco e famoso, che viene a sapere della morte improvvisa di un padre violento proprio mentre la sua carriera naufraga in un mare di degradazione e di droga. C'è lo scrittore Bret Easton Ellis una decina di anni più tardi, insediato in un elegante quartiere residenziale con moglie, figli e governante. C'è il Bret Easton Ellis figlio di Robert Ellis sr, ossessionato dal fantasma del genitore. C'è il Bret Easton Ellis padre di Robert Ellis jr, che tenta disperatamente di evitare il perpetuarsi di un modello distruttivo. E c'è anche uno scrittore senza nome, che è la voce interiore del nuovo Bret Easton Ellis.

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Lunar park 2017-12-14 13:40:39 Micaela
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Opinione inserita da Micaela    14 Dicembre, 2017

Stephen King si nasce, non si diventa

Tirato per i capelli (e infatti parte con una sorta di excursus autobiografico infarcito di dettagli probabilmente inventati), condito di descrizioni grand guignole tanto per citare se stesso (American Psycho in primis). Ancora una volta il fiacco panorama di droghe e personaggi psicotici senza midollo, festini-orge da jet set, ragazzini inzeppati di psicofarmaci che odiano gli adulti, ma stavolta con un inedito senso di inadeguatezza letteraria assai raro. Leggo King da sempre e ormai so bene come distinguere un buon horror. Questo non lo è. Si ha l'impressione che sia stato scritto una pagina dietro l'altra, senza idee, trascinato dalla noia di trovare un finale possibile. A Ellis, ma quando cresci??

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Lunar park 2014-06-13 13:18:25 Cambè
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Cambè Opinione inserita da Cambè    13 Giugno, 2014
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Il nostro Orrore quotidiano

Recente e inaspettato regalo giunto in casa, ho letto "Lunar Park" di B.E.Ellis senza troppa convinzione. Confesso che mi ero allontanata da Ellis dopo la lettura di "Glamorama" che ho trovato senza esitazione stucchevole, privo di guizzo vitale, sebbene con qualche trovata esilarante, segno del declino di uno degli autori che più avevo apprezzato durante la gioventù.
E allo stesso modo confesso di essermi ricreduta e che "Lunar Park" è stata per me una piacevole scoperta.
Ritrovare Ellis vivo, un Ellis dalla penna nuovamente pulsante, che cambia registro e che tesse un romanzo che gioca con la verità e con la finzione, si rende personaggio lui stesso per un autobiografismo in cui la caricatura di Bret Easton Ellis scrittore (il "clown" dell'incipit) si muove ancora tra college (questa volta è un insegnante di scrittura), sesso (una ipotetica relazione con una sua studentessa), una moglie attrice famosa e due figli "acquisiti" che non gli rivolgono la parola, i personaggi e le ambientazioni dei suoi precedenti romanzi che tornano a fargli visita, e i luoghi e le persone reali della sua vita (il padre così incombente nella vita di Ellis, ecc.), si intrecciano senza soluzione di continuità, caricando il tutto di plus valenze meta narrative, di drammaticità e di un'autoironia che mai gli era appartenuta. La dimensione domestica della famiglia approcciata attraverso una storia dalla potente svolta "horror" (per semplicità, alla King) decisamente azzeccata, l'orrore quotidiano servito tra colazioni familiari, festini e cene, paure, paranoie, passato e presente, condito di mostri reali o immaginari. Alcune immagini sono talmente coinvolgenti da essere riuscite a farmi provare i brividi. Un romanzo estremamente riuscito con un finale fortemente evocativo.

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Ellis, King
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