Alba sporca Alba sporca

Alba sporca

Letteratura straniera

Classificazione

Editore

Casa editrice


Attraverso una magistrale vicenda di violenza, amori proibiti e intrighi politici, Alba sporca narra la storia del Portogallo, un paese che, dalla «Rivoluzione dei garofani» che nel 1974 rovesciò la dittatura di Salazar fino ai giorni nostri, è ancora alla ricerca del suo posto nella modernità.

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 2

Voto medio 
 
3.0
Stile 
 
3.0  (2)
Contenuto 
 
3.0  (2)
Piacevolezza 
 
3.0  (2)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Alba sporca 2019-04-09 06:37:21 enricocaramuscio
Voto medio 
 
3.0
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
enricocaramuscio Opinione inserita da enricocaramuscio    09 Aprile, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Le circostanze e il destino

Dal regime di Salazar ai giorni nostri, passando per la Rivoluzione dei Garofani e la guerra in Africa, Miguel Souza Tavares ripercorre circa mezzo secolo di storia portoghese attraverso la vita del giovane architetto Filipe Madruga. La nascita, la morte della madre, l'abbandono da parte del padre, la vita con i nonni paterni, gli studi, la carriera, una sconcertante verità che viene a galla. Una biografia bella e toccante che raccoglie tre generazioni, dal nonno Tomaz da Burra a suo figlio Francisco, fino ad arrivare al protagonista. Attorno a loro girano due fondamentali figure femminili, la bella Maria da Gracia, moglie di Francisco e madre di Filipe e soprattutto la nonna Filomena, moglie di Tomaz, forse il più bel personaggio del libro. Attraverso loro ci immergiamo nella vita del piccolo centro rurale di Medronhais de Sierra. L'asprezza della vita contadina, la lontananza delle istituzioni, la guerra e la rivoluzione. Ma anche le amicizie e le rivalità, gli amori e gli scandali, i punti di ritrovo come il Caffè Centrale di Manel da Toca o il Salone Moderno del barbiere Octavio, veri centri nevralgici della comunità maschile, mentre per le donne il mondo ruota attorno alla chiesa e ai sermoni di Padre Anselmo. Nel racconto la parola passa di volta in volta dai nonni al nipote, in continui salti temporali e cambi di punti di vista cui partecipano anche Francisco e Maria da Gracia in maniera epistolare. Questa è sicuramente la parte migliore del libro. Da qua in poi l'opera cala notevolmente. La scena si sposta a Odemar, dove un Filipe ormai trentenne e affermato si ritrova a dover fare i conti con un presente ed un passato difficili. Il presente lo vede invischiato in torbidi affari di politica marcia, di speculazione edilizia, di minacce e corruzione. Il passato torna a galla facendo riaffiorare una vecchia storia di alcool, abusi sessuali, omissione di soccorso, in un'alba sporca di qualche anno prima da cui il romanzo prende il titolo. Elementi che potrebbero far pensare ad un avvincente thriller mozzafiato ma che invece, purtroppo, non vengono sfruttati a dovere. Non sono male né lo stile né la caratterizzazione dei personaggi, così come il realistico disegno di una società laida e corrotta. Tuttavia i nobili intenti di denuncia sociale non sembrano andare oltre un facile perbenismo, gli eventi scorrono in maniera prevedibile e la trama, banale e frettolosa, si chiude in un finale buonista e privo di enfasi. Un vero peccato vista la qualità della prima parte e le premesse che questa portava con se. "Noi uomini siamo animali: animali sempre in calore, un calore che a volte, ma di rado, è accompagnato da qualche sentimento. Tra noi e la nostra natura, tra noi e la disgrazia, ci sono giusto le circostanze. Null’altro ci ferma, null’altro può evitare la disgrazia: solo le circostanze e il destino".

Indicazioni utili

Lettura consigliata
  • no
Trovi utile questa opinione? 
160
Segnala questa recensione ad un moderatore

Alba sporca 2014-09-01 14:50:04 Donnie*Darko
Voto medio 
 
3.0
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
Donnie*Darko Opinione inserita da Donnie*Darko    01 Settembre, 2014
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Amore, corruzione e soap opera

Tre uomini, tre generazioni. Nonno, padre e figlio. Attraverso i loro vissuti Tavares racconta dei cambiamenti cui è stato soggetto il Portogallo dagli anni '70 in avanti. Si parte dalla Rivoluzione dei garofani per approdare ai giorni nostri, in un mondo in cui gli errori del passato continuano a ripetersi.
Un vecchio contadino di poche parole vede la storia passargli davanti, un padre ciecamente convinto dal cambiamento molla gli affetti più cari nel nome degli ideali, un figlio cresciuto amorevolmente dai nonni, ora divenuto stimato architetto, cerca risposte riguardo i suoi genitori.
Tutto comincia con una sordida storia di alcol e violenza rimasta sepolta negli archivi delle autorità ed ora utilizzata come arma di ricatto.
I personaggi sono delineati con semplicità e cura, Tavares avvolge il lettore nei rituali di un microcosmo rurale, quello del paesino di Medronhais da Serra, in cui si vive da sempre allo stesso modo: lavorando i campi, giocando a domino, ingurgitando acquavite e chiacchierando del più o del meno nel negozio del barbiere.
Gli anni passano, la rivoluzione incombe e le persone, almeno la maggior parte, seguono ingenuamente quell'utopia che porterà a innovazioni in fin dei conti impercettibili, con la gente comune ancora una volta manipolata dal potere di governi che esaltando una nuova libertà continuano a far di tutto, tranne il bene dell'elettorato.
I vari piani temporali sono legati mirabilmente, sino a raggiungere i giorni nostri quando Filipe, il protagonista principale, è vittima di un tentativo di corruzione. Da questo punto in poi "Alba scura", ottimamente cesellato su fatti di vita quotidiana miscelati al cambiamento sociale, perde di slancio, impantanandosi in una denuncia per nulla eclatante, purtroppo troppo comune alle cronache attuali (di qualsiasi nazione) per interessare più di tanto. I nobili intenti perdono vigore e il racconto sbraga in forzature e coincidenze degne di una soap opera sudamericana dove l'impossibile è reale.
Un romanzo quindi trascinante solo a tratti, poi troppo forzato nella chiusura del cerchio anche se Tavares riesce a riferire di una paese allo sbando in cui la morale integerrima di pochi può ancora fare la differenza.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
210
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

La gabbia dorata
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Le cose che bruciano
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il macellaio
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Almarina
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
La paziente silenziosa
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)
La fine della fine della terra
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Semplicemente perfetto
Valutazione Redazione QLibri
 
4.5
Valutazione Utenti
 
3.8 (2)
Km 123
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
5.0 (2)
Sangue e limonata. Hap e Leonard
Valutazione Utenti
 
3.8 (1)
Il gioco degli dèi
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il filo infinito. Viaggio alle radici d'Europa
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Guardando il sole
Valutazione Redazione QLibri
 
3.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri