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Amici miei, miei amori Amici miei, miei amori

Amici miei, miei amori

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Quando Mathias si trasferisce a South Kensington da Parigi su insistenza di Antoine, i due amici decidono di andare ad abitare insieme con i rispettivi figli. Si impongono solo due «regole d’oro»: non chiameranno mai una babysitter e non porteranno mai a casa una ragazza. Sembra una soluzione perfetta per due padri trentenni e separati dalle rispettive compagne: fanno a turni per curare i bambini, si dividono i lavori domestici, si fanno compagnia nelle serate domenicali. Tutto funziona a meraviglia, ma ben presto una convivenza così stretta rende i rapporti difficili. Soprattutto quando Audrey, un giorno, entra nella libreria di Mathias.



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Amici miei, miei amori 2007-09-04 23:38:24 Chiara
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Opinione inserita da Chiara    05 Settembre, 2007

commedia dell'assurdo

"Amici miei, miei amori" sembra un pò una commedia dell'assurdo, tra amori infranti da tradimenti ma mai svaniti, salmoni cotti in lavastoviglie e dessert salvati dalle trovate geniali della giovane giornalista Audrey... L'autore riesce a descrivere senza far cadere nel ridicolo il tentativo di due padri single di convivere sotto uno stesso tetto, di dare ai propri figli la parvenza di una famiglia tradizionale, di superare litigi che li fanno sempre più assomigliare ad una vecchia coppia sposata... E' un libro piacevole, a volte si sofferma poco sullo stato d'animo dei protagonisti ma rende bene i sentimenti. Solo un ultimo problema irrisolto -ma si sà che a Levy i finali sospesi, come in "Se fosse vero", piacciono molto- : Mathias, uno dei protagonisti, non riuscirà mai a capire perchè il vecchio proprietario della libreria da lui rilevata continua a chiamarlo Popinot... Levy non lo svela nemmeno al lettore. Un indizio?? Nella "Commedia Umana" di Honore De Balzac.. Buona lettura!!!

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