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Quella di Edward è stata una vita a dir poco unica. Durante i suoi pellegrinaggi Edward ha addomesticato un feroce gigante, ha salvato uno spirito delle acque, ha incontrato una strega capace di mostrare il futuro. O almeno è questo che racconta. Ma chi è veramente Edward Bloom? Una sorta di eroe mitologico o un patetico vecchio tornato a casa per trascorrervi gli ultimi giorni? E' ciò che si chiede William, giunto al capezzale di suo padre. Un padre da sempre assente, dal quale vorrebbe sentirsi raccontare una storia «vera». Ma, come dice Edward, un uomo, a furia di raccontare storie, diventa quelle storie.



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Big fish 2015-01-15 18:11:31 Nicolò Bonato
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Nicolò Bonato Opinione inserita da Nicolò Bonato    15 Gennaio, 2015
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Un grande pesce in un piccolo stagno

Ho letto questo romanzo anni dopo aver visto il film che mi piacque molto.
Nel libro ho fortunatamente ritrovato l'atmosfera sognante e fiabesca della trasposizione cinematografica, accompagnata da un'ottima capacità nel costruire i dialoghi tra i personaggi e interni al figlio.

In questo romanzo il rapporto padre figlio è colto con gli occhi di un bambino per il quale il genitore è un'entità quasi sovrannaturale, fortissimo, benevolo e benvoluto da tutti. Proprio questo ritratto rende la lettura adatta a tutte le età; i bambini ci si ritroveranno, gli adolescenti saranno in grado di ripensare il loro rapporto e di costruirlo al meglio e gli adulti probabilmente torneranno con la mente all'infanzia, quando tutti i giochi erano imprese avventurosissime e incredibili dalle quali si usciva sempre trionfanti ed illesi.

Il tema del padre morente è un topos molto affermato della letteratura anche contemporanea, nonché di un certo cinema meno popolare e più intimista. In un'epoca in cui il relativismo che ormai abbiamo introiettato anima la nostra filosofia e porta a rapidi processi di livellamento dell'autorità, è semplice metaforizzare questa mancanza di certezze con la morte del padre, ovvero la prima autorità che conosciamo.

A chi apprezzerà il libro consiglio la visione del film da esso tratto, nonché quella di "Wish I was here", simile per molti versi.

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Big fish 2013-02-25 10:04:03 antonelladimartino
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antonelladimartino Opinione inserita da antonelladimartino    25 Febbraio, 2013
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Impossibile non amare mio padre

Sì, avevo visto il film e l’avevo apprezzato. Ho apprezzato altrettanto il libro, anche per le differenze con il film, che era molto più sgargiante, picaresco. Il romanzo è più equilibrato, i suoi colori sono più tenui. La narrazione ha un ritmo tranquillo, che accoglie il lettore in modo sommesso. Lo stile è molto essenziale e senza fronzoli, ma anche sornione: crea un’atmosfera molto simile a quella delle fiabe. In effetti, questo romanzo potrebbe essere definito una fiaba a doppia lettura.

La voce narrante racconta un uomo attraverso le sue storie, o meglio racconta delle storie che lo rendono vivo. I personaggi delle storie e del romanzo sono simili a quelli fiabeschi, stilizzati: il gigante triste, il cane feroce, la donna del lago, la moglie bellissima promessa a un altro... Anche il figlio alla ricerca di un padre vero è molto fiabesco, una specie di Pinocchio al rovescio. Tutti si muovono come apparizioni di un unico sogno, sognato dall’egocentrico ma gentile e ridanciano protagonista.

Quanta importanza hanno le storie nella nostra vita? Sappiamo che il pensiero narrativo è fondamentale per la nostra identità. Quanto è reale la storia che viviamo? Non molto più di quelle che leggiamo, raccontiamo, invitiamo. Noi siamo la nostra storia, le nostre storie.

Sotto il protagonista traspare il contorno di un uomo che sembrerebbe di carne e ossa: un uomo che lavora, viaggia, intristisce con il passare degli anni; un uomo che volendo diventare grande si è trasformato in un grande racconto di racconti. Il finale è strepitoso nella sua semplicità.

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romanzi fiabeschi, fiabe per adulti.
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