Narrativa straniera Romanzi Cold Spring Harbor
 

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A Cold Spring Harbor, cittadina residenziale di Long Island, nel corso di un'estate si incrociano i destini di due famiglie: il matrimonio dei giovani Evan e Rachel - lui rissoso, svogliato, appassionato di motori e ragazze; lei fragile ed eterea, fulcro involontario di una rete di rapporti tumultuosi - fa da anello di congiunzione fra gli Shepard, un militare andato troppo presto in pensione per accudire la moglie malata e ormai alcolizzata, e i Drake, un padre assente, una moglie perennemente sull'orlo di una crisi di nervi e un figlio, Phil, alle prese con un'adolescenza inquieta. Ma l'apparente armonia è illusoria e l'unione rivela ben presto un lato oscuro e insidioso.

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Cold Spring Harbor 2014-03-18 07:41:49 Mario Inisi
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Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    18 Marzo, 2014
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Vita familiare con suocera

Il romanzo è molto appassionante. Il protagonista Evan, è un ragazzo dal carattere debole ma di bell'aspetto che fa colpo sulle donne ma a cui manca quel briciolo non tanto di talento quanto di ambizione, di tenacia e di fiducia in se stesso per fare una vita decente dal punto di vista professionale ma non solo. Evan ha, giovanissimo, una storia con una ragazza, Mary, da cui ha una figlia. Il matrimonio naufraga per la noia della vita di tutti i giorni. A distanza di tempo, proprio nel momento peggiore, cioè quando Evan sembra deciso a frequentare il college e a non accontentarsi, spunta Rachel con tanto di madre e di fratello.
La madre che imperversa nei libri di Yates è sempre la solita, molto simile a un'altra rompiscatole di pari calibro che è la madre di J.K. Toole o meglio la madre del protagonista della banda di idioti.
Dopo l'avventata decisione di andare a convivere con un tale esemplare, il matrimonio della giovane coppia passerà dei brutti momenti, come prevedibile.
Alla fine è come se Yates sdoppiasse se stesso in più personaggi: Evan, il fratello di Rachel e forse Rachel stessa. Tutti i personaggi hanno grosse difficoltà a interagire con gli altri, a mantenere la distanza di sicurezza a farsi amare per quello che sono e non per come appaiono. Tutti hanno quel senso di insicurezza e di inadeguatezza (ma come sono gli altri padri?, si chiede Evan tra sè parlando con la figlia).
Tutti sembrano dei perdenti, gente a cui manca un ingrediente importante anche se non sono proprio male (ironici, originali, belli).
Così ci appare anche il padre di Evan, uomo bellissimo, ma debole nonostante abbia fatto parte dell'esercito. Anche il far parte dell'esercito, in un infimo ruolo, fa parte del mascherare questa intrinseca debolezza. Anche la figura materna è riproposta in due personaggi, la madre di Gloria e la madre di Evan in due diversi stadi di alcolismo. La madre di Rachel ancora allo stadio logorroico invadente, la madre di Evan in stato catatonico.
Se dovessi trovare un neo al romanzo che mi è piaciuto moltissimo, per il modo brusco, burbero, ironico in cui è scritto, direi che è la conclusione. Yates scrittore sembra aver gettato le armi, come i suoi personaggi, e non riesce a immaginare per loro una via di scampo. Sembra che lasci il libro a metà, abbandona le armi con la famosa frase che non vi anticipo che suona a mo' di resa.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
a chi sta per sposarsi/convivere in un appartamento pericolosamente vicino a una suocera
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