Narrativa straniera Romanzi Come in una tomba
 

Come in una tomba Come in una tomba

Come in una tomba

Letteratura straniera



Un soldato di nome Garnet Montrose torna a casa nella costiera della Virginia con una ferita che provoca repulsione a chiunque lo veda. Assume due giovani, Quintus Pearch e Potter Daventry, che si prendono cura della sua disabilità. Fanno anche da tramite con la donna di cui Garnet era innamorato, la ora vedova Georgina Rance, consegnando i suoi messaggi nel disperato tentativo di riavviare la loro relazione interrotta.

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Come in una tomba 2019-06-11 03:39:21 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    11 Giugno, 2019
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È triste, sì, quello che vedo

Garnet Montrose è un reduce orribilmente sfigurato in un’operazione militare (“Nell’oscurità e alla flebile luce, qualche volta mi guardo in un catino d’acqua, ed è triste, sì, quello che vedo…”).

Garnet vive in una condizione limite (“A me era stato concesso di vivere ma sotto le sembianze di una creatura venuta dall’altro mondo”) nella casa di proprietà ove – non senza difficoltà per via dell’aspetto ripugnante - ingaggia due assistenti (“Tutto quello che ho sono le lettere, i ragazzi che assumo, e la sala da ballo, e niente di tutto ciò è reale”): il nero Quintus, incaricato di leggergli storie (“La storia di John Brown”) e il fuggiasco Daventry, incaricato di consegnare lettere d’amore (“Avevo cominciato a dettare la mia lettera per la vedova Rance”) alla vedova Georgina Rance.

Ben presto i legami s’intensificano, i ruoli si ribaltano (“Sono rimasto in una vecchia sala da ballo deserta e fatiscente”) e – in un finale spettrale e tempestoso – l’uragano si abbatte sulla Virginia e sui protagonisti di una storia che alterna toni ossianici, capovolgimenti di relazioni, squarci metafisici e visioni.

Giudizio finale: onirico, anticonvenzionale, originale.

Bruno Elpis

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