Crash Crash

Crash

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Ad accomunare le vite del narratore, James Ballard, e dello scienziato televisivo e psicopatico Robert Vaughan sarà la passione morbosa per gli incidenti stradali con il loro strascico di morte, deformazione e mutilazione dei corpi, commistione di tecnologia e carne, lamiere e sesso. Attorno a loro si muovono le figure di Catherine, la moglie di James, con la sua attrazione omoerotica per Karen, la dottoressa Helen Remington, il cui marito è morto nello schianto con l'automobile di James, e altri individui a loro volta presi nelle spire del fascino perverso della tecnologia e del suo impatto sulla vita umana. Il tutto descritto con algido, clinico distacco.



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Crash 2016-01-11 15:21:38 martaquick
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martaquick Opinione inserita da martaquick    11 Gennaio, 2016
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Accoppiata non vincente

Crush di Ballard è un libro che ho faticato a finire e non mi è piaciuto.
Ho visto il film qualche mese fa, regia di Cronenberg, e non ne avevo capito la trama e nemmeno il senso quindi ho deciso di leggere il libro e sono rimasta della stessa opinione, questo libro non mi ha colpito.
La non trama ruota attorno alla conoscenza di Ballard con lo scienziato psicopatico Vaughan, amante degli incidenti autostradali e sopratutto delle ferite causate dagli impatti. Lo scrittore si dilunga in descrizioni di incidenti e di traumi e contusioni e risulta noioso e ripetitivo. Le scene erotiche raccontare sono sempre incentrate sulla perversione dei protagonisti verso la fusione tra uomo e macchina e anche queste le ho trovate sempre uguali. I personaggi principali insieme a Ballard e Vaughan li ho trovati inutili. L'unico personaggio che salvo è la dottoressa Helen di cui si parla poco ma mi sembra forse la più plausibile come personalità.
Devo dire che questo libro non mi ha lasciato niente, forse potrà piacere maggiormente a persone amanti di automobilismo ed erotismo particolare, ma ripeto forse perchè sono scettica.
non lo consiglio a nessuno e nemmeno il film, darò un altra occasione a Ballard come scrittore perchè come stile non mi sembra male.

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Crash 2015-02-09 18:52:17 Portoro
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Portoro Opinione inserita da Portoro    09 Febbraio, 2015
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Crash

Il romanzo è ripetitivo, a tratti noioso, forzato nella dimostrazione della tesi che lo ispira: l’investimento erotico sull’automobile come estensione più o meno metaforica del corpo (insieme di particolari anatomici), e come teatro elettivo dell’atto sessuale. Sarebbe stato più opportuno – credo – farci un saggio, anche per analizzare con modalità più oneste la disumanizzazione tecno-pornografica, la deriva gelida di un’idea fissa che, girando e avvitandosi su se stessa, dimentica l’Altro, collassa in una lugubre solitudine di progetti meccanici (incentrati, di fatto, sulla morte).
Nella postfazione, la parte più interessante del libro, Ballard svela tutta la serietà dei suoi intenti – ma questo non basta a salvare l’opera, che vive di picchi isolati, perlopiù clinici, con relativi geyser di sangue, vomito, sperma e liquidi di raffreddamento.
La psicopatologia, è vero, amplia il panorama umano e culturale, purché non ci si limiti a descrivere una mera casistica con episodi ossessivi, un po’ inerti, e si affronti l’intera dinamica eziologica restando comunque nell'ambito dei codici umani.
Solo così, da lettori, possiamo risalire alle cause, ai patimenti “scatenanti”.
Il romanzo è una forma di umanismo, anche se i mezzi per esprimerlo cambiano. Ma i personaggi di Crash somigliano a robot, o terminali erotici, e nessuno, nemmeno chi abbia questo tipo di sessualità, può davvero comprenderli.

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