Narrativa straniera Romanzi Gli innamoramenti
 

Gli innamoramenti Gli innamoramenti

Gli innamoramenti

Letteratura straniera

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Luisa e Miguel sono la coppia perfetta. María Dolz, che lavora in una casa editrice, da anni li osserva ogni mattina al caffè, e da quel rapporto trae la forza per affrontare la propria vita. Ma all'improvviso tutto cambia: Miguel viene accoltellato dal custode di un parcheggio, e María, sconvolta dalla tragedia, non può fare a meno di avvicinarsi alla vedova. Dopo qualche tempo intreccia una relazione con Javier, il migliore amico del defunto, e presto intuisce che questi è innamorato di Luisa. E che la storia è molto più complicata di quanto possa sembrare. Tra domande e rivelazioni, Gli innamoramenti disegna una "cartografia dell'amore e dei sentimenti" in cui tutto ciò che crediamo di sapere sulla vita e sulla morte viene messo in dubbio e continua a tormentarci.



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Gli innamoramenti 2017-11-30 23:07:02 Laura V.
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Laura V. Opinione inserita da Laura V.    01 Dicembre, 2017
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Niente è come appare

È stata una lettura faticosa per me, tanto che, almeno in un primo momento, pensavo di attribuire a questo libro soltanto tre stelle: lento, in più punti noioso, tremendamente e forse, in vari capitoli, inutilmente prolisso.
Poi, all’improvviso, più o meno a metà, la narrazione si è ripresa - anche abbastanza bene, devo riconoscere - e le pagine hanno iniziato a scivolare una dopo l’altra, incalzate dalla mia curiosa ingordigia di leggere come sarebbe andata a finire la vicenda che coinvolge María, Javier, Luisa e, per quanto irrimediabilmente defunto già dopo i primissimi capitoli, pure Miguel. Comunque, quattro stelle non raggiunte pienamente per via della prolissità che qui non abbandona mai la scrittura di Javier Marías, dialoghi che si perdono e trasmutano in monologhi spesso pieni di idee, congetture, elucubrazioni, periodi lunghissimi e tante pagine fitte fitte che agli occhi del lettore non concedono neppure la sosta (e la consolazione!) di qualche capoverso qua e là: tutti elementi che mi scoraggiano dal prendere in mano, almeno a breve termine, altri libri dello stesso autore.
Tuttavia, nel complesso, il romanzo mi è piaciuto, ricco com’è, pur nella sua prolissità, di intime e sottili riflessioni sulla vita e la morte, sull’amore e l’innamoramento. Tra i vari, ho sottolineato i seguenti passi:

“L’innamoramento è insignificante, la sua attesa invece è sostanziale.”

“La correzione dei sentimenti è lenta, esasperantemente graduale. Ci si installa dentro di essi e diventa molto difficile uscirne, si acquisisce l’abitudine di pensare a qualcuno con un pensiero determinato e fisso - si acquisisce anche quello di desiderarlo - e non si sa rinunciare a questo dalla sera alla mattina, o per mesi e anni, tanto lungo può essere l’attaccamento. E se quello che c’è è delusione, allora la si combatte al principio contro ogni verosimiglianza, la si sfuma, la si nega, si tenta di cacciarla lontano.”

“Ci attirano molto alcune persone, ci divertono, c’incantano, ci ispirano affetto e addirittura ci inteneriscono, o ci piacciono, ci trascinano, riescono anche a renderci pazzi momentaneamente, godiamo del loro corpo o della loro compagnia o di entrambe le cose, […] Persino, alcune, ci diventano imprescindibili, la forza delle abitudini è immensa e finisce per supplire a quasi tutto, e al limite per sostituirlo. Può sostituire l’amore, ad esempio; ma non l’innamoramento, conviene fare distinzione tra i due, anche se si confondono non sono la stessa cosa… Quel che è molto raro è provare una debolezza, una vera debolezza per qualcuno, o che costui la produca in noi, che ci renda deboli. Questa è la cosa determinante, che ci impedisca di essere oggettivi e ci disarmi in eterno e ci faccia arrendere in tutte le contese, […] In generale la gente non prova questo con un adulto, né in realtà lo cerca. Non aspetta, è impaziente, è prosaica, forse neppure lo vuole perché nemmeno lo concepisce, cosicché si unisce o si sposa con il primo che gli si avvicina, non è così strano, è stata la norma per tutta la vita, vi sono quelli che pensano che l’innamoramento sia un’invenzione moderna venuta fuori dai romanzi.”

“[…] i resti del mio [di María] innamoramento; questi non finiscono mai di colpo, né diventano istantaneamente odio, disprezzo, vergogna o puro stupore, vi è una lunga traversia fino ad arrivare a quei possibili sentimenti sostitutivi, vi è un accidentato periodo di intrusioni e mescolanze, di ibridazione e contaminazione, e l’innamoramento non finisce mai del tutto fino a che non si passi attraverso l’indifferenza o piuttosto attraverso la noia, fino a che uno non pensi: «Che cosa superflua ritornare al passato”.

Infine, rimane un dubbio molto pesante da archiviare, in María come in chi ha letto la storia, perché niente è come appare, verità e menzogna si confondono e la verità stessa rischia di essere “sempre un imbroglio”… Anche gli innamoramenti?

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Gli innamoramenti 2017-02-04 10:24:32 Emilia Tartaglia
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Emilia Tartaglia Opinione inserita da Emilia Tartaglia    04 Febbraio, 2017
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Da leggere con lentezza.

È già da qualche mese che ho terminato questo libro, eppure, continuo, di tanto in tanto, ad avvicinarmi alla libreria per leggerne qualche estratto.

Ciò che mi ha spinta ad acquistare il libro non è stato soltanto il titolo, ma, soprattutto, la voglia di approfondire la figura dell’autore, già ampiamente apprezzata in Un cuore così bianco.

La storia è quella di una vita, di una morte e di tutto ciò che gira intono ad esse. Fine. Inizio. Elaborazione. Riflessione. Confessione. Debolezza. Forza.

La storia, è anche quella di Luisa e Miguel. La coppia perfetta. A raccontarci di loro è María Dolz, che lavora in una casa editrice. La donna da anni li osserva ogni mattina al caffè, e da quel rapporto trae la forza per affrontare la propria giornata ma, più in generale, la propria vita: «[…] erano loro due insieme che mi tranquillizzavano e mi davano gioia, prima di incominciare la giornata». Improvvisamente, questa “routine” viene interrotta: Miguel viene accoltellato dal custode di un parcheggio, e María, sconvolta, non può fare a meno di avvicinarsi a Luisa, ormai vedova. Sarà proprio in casa di quest’ultima che María conoscerà – e s’innamorerà – di Javier, migliore amico del defunto. Dopo qualche tempo María, avendo intrecciato una relazione con Javier, scopre che questi è innamorato di Luisa e che, in qualche modo, è coinvolto nell’omicidio di Miguel.

La figura di Miguel, nel romanzo, è simile a quella di un fantasma che ci accompagna dalla prima all’ultima pagina. Altri due i fantasmi, le constanti, all’interno del libro: Macbeth di William Shakespeare – con particolare riferimento alla morte di Lady Macbeth, e a quel “She should have died hereafter” – e Le Colonel Chabert, in cui Honoré de Balzac racconta la storia di un uomo, Hyacinthe Chabert, creduto morto in seguito alla battaglia di Eylau del 1817 e che dieci anni dopo ritorna a Parigi, dove trova la moglie sposata con un altro uomo e tutti i suoi beni usurpati.

Questo romanzo non può che avere come titolo Los enamoramientos (Gli innamoramenti, The infatuations), poiché Marías, come recita la quarta di copertina, “disegna una cartografia dell’amore e dei sentimenti in cui tutto ciò che crediamo di sapere sulla vita e sulla morte viene messo in dubbio e continua a tormentarci.”

Il libro, per me, ha rappresentato una conferma della grandezza della penna di Marías. Vorrei non averlo ancora letto per conservare lo stupore della prima volta, provare l’emozione dell’avere un grande libro tra le mani ed esitare a cominciarlo. Vorrei di nuovo entrare in libreria ed eseguire il classico rituale che avviene ogni qual volta si acquista un nuovo libro: estrarre il libro dallo scaffale, ammirarne la copertina, leggerne la trama riportata e dare un’occhiata veloce all’incipit senza rovinare ciò che in un secondo momento – ma che in realtà sarà un primo momento – diverrà più attento, più approfondito. Tornare a casa, sgomberare la mente e godermi queste pagine per ritrovare il mio equilibrio. Fermarmi a intervalli di brevi pagine per sorprendermi della bellezza che ne traspare. Assaporare pagina dopo pagina la potenza dell’autore, farmi trasportare dal quel flusso di parole così tipico di Marías, ma mai scontato. Stupirmi ancora, e ogni volta con sempre maggiore entusiasmo, che al mondo esistano, per fortuna, scrittori così. Ma, soprattutto, essere felice perché potrò ancora godere della bellezza che riserva la sua penna.

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Gli innamoramenti 2015-10-23 11:42:17 Cristina72
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Cristina72 Opinione inserita da Cristina72    23 Ottobre, 2015
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Qualche granello d'oro tra le parole

Libro un po' verboso, ma dal discreto retrogusto, solo per lettori consumati.
Non si può negarne la prolissità e la punteggiatura a volte arbitraria, con lunghe digressioni che fanno pensare a Proust, ma che si perdonano solo ai capolavori. Piuttosto cerebrale nel descrivere meticolosamente pensieri e sensazioni, non manca comunque di passaggi ben riusciti, che brillano per stile ed intelligenza.
Notevole è la capacità dello scrittore di mettere in piedi diversi piani di lettura, tutti ugualmente plausibili e confutabili, poliedrici, come la natura umana, e oscuri, come le forze che regolano certe azioni. Sarebbe potuto essere un giallo, se l'autore non l'avesse annacquato a bella posta, quasi per vezzo letterario.
L'innamoramento della protagonista, dapprima in filigrana, si fa strada in modo sempre più marcato nel corso della narrazione, con un guizzo inaspettato di emozione che l'io narrante si concede solo nelle ultime righe.
Consigliato a chi ama lo spirito di osservazione spinto all'eccesso: troverà qualche granello d'oro tra la sabbia delle (troppe) parole.

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Gli innamoramenti 2013-01-16 21:41:12 annamariabalzano43
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annamariabalzano43 Opinione inserita da annamariabalzano43    16 Gennaio, 2013
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Gli innamoramenti di Javier Marias

Un romanzo veramente originale “Gli innamoramenti” di Javier Marais, dove la trama fa da sfondo e da supporto a speculazioni filosofiche, al punto che l’analisi dei sentimenti, dei pensieri, delle considerazioni dei personaggi fa sì che siano i pensieri, i sentimenti, le considerazioni i veri protagonisti dell’opera.
Ci troviamo di fronte all’enigmatico dualismo immaginazione/realtà: gli eventi narrati lasciano spesso il dubbio circa la loro incontrovertibile veridicità.
L’abituale quotidiana osservazione di Miguel e Luisa, una coppia innamorata che si incontra tutte le mattine nello stesso caffè, offre alla protagonista Maria, anche lei frequentatrice dello stesso locale, lo spunto per narrare in prima persona una vicenda che ha del mistero e che si tinge di noir.
In seguito alla morte violenta di Miguel, Maria si avvicina a Luisa, ne fa la conoscenza e quindi si reca a casa sua, per darle la possibilità di dare sfogo al suo dolore. In quella occasione conosce Javier, di cui si innamora.
La vicenda si snoda con ritmo lento: i protagonisti indugiano in considerazioni sulla morte e sulla vita, sul rapporto morte-vita, in un gioco narrativo ad effetto “sliding doors”. Non a caso sono spesso citati episodi di grandi classici, come quello della foresta di Birnam, del Macbeth di Shakespeare, o quello dei Tre Moschettieri di Dumas, in cui Athos accenna alla morte della giovanissima moglie, Anne de Breuil, o ancora quando si cita il personaggio di Balzac, il colonnello Chabert. In ciascuno di questi episodi, la realtà è sempre ambigua e la sua ambiguità si fonda proprio sulla molteplicità dei significati della parola. Non si possono non ricordare a questo proposito i versi famosissimi pronunciati dal coro delle streghe nel primo atto del Mcbeth: “fair is foul, foul is fair”. I fatti che si vivono sono reali per coloro che li vivono, per gli altri sono racconto e dunque sono fittizi. L’uomo ha bisogno di certezze per vivere: essere coscienti di vivere una “realtà irreale” accresce la sua solitudine.
In questa prospettiva la menzogna diventa elemento importante nel romanzo, al punto da porre il vano quesito se esista un modo, nell’epoca di incredibili progressi e invenzioni, per penetrare nella mente umana e sapere quando qualcuno mente. Certo, afferma l’autore attraverso i suoi personaggi, l’impossibilità di leggere nella psiche altrui è l’unico margine di libertà concesso all’uomo.
La finzione a volte ha bisogno di tingersi di verità per acquisire maggiore veridicità.
L’umanità descritta da Marias è fragile e in balia di ogni incertezza: anche l’innamoramento, pur con il suo fascino inebriante, rende ancora più fragili e deboli.
La decisione di affidare a Maria la descrizione in prima persona è una novità nell’opera di Marias che riesce a dare comunque al personaggio femminile assoluta credibilità, mettendone in risalto la sensibilità.
Al di là della trama, il vero interesse del romanzo risiede nel mostrare l’individuo al centro della sua tragica, perpetua incertezza con tutti i suoi dubbi insoluti, destinati ad accrescere la sua solitudine.

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