Narrativa straniera Romanzi Il canto del crepuscolo
 

Il canto del crepuscolo Il canto del crepuscolo

Il canto del crepuscolo

Letteratura straniera

Classificazione

Editore

Casa editrice

Nel 1940, James e Rose sono una giovane coppia inglese che la guerra separa. Lui, pilota della Raf, viene catturato dai tedeschi e spedito in un campo di concentramento per ufficiali dell'esercito Alleato, mentre lei si ritrova sola in un piccolo villaggio del Sussex, a svolgere il lavoro di sorveglianza per il mantenimento del coprifuoco. James combatte la noia della vita del campo studiando una coppia di uccelli, due codirossi, che hanno costruito il nido nelle vicinanze. Rose, intanto, si innamora di un giovane soldato in attesa di partire per il fronte. All'improvviso, però, nella vita di Rose irrompe la sorella del marito, Enid, costretta ad abbandonare Londra dopo un bombardamento tedesco. I tre protagonisti sopravviveranno alla guerra, ma le ferite dell'animo saranno difficili da rimarginare.



Recensione Utenti

Opinioni inserite: 2

Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
3.5  (2)
Contenuto 
 
3.5  (2)
Piacevolezza 
 
4.0  (2)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Il canto del crepuscolo 2016-08-27 11:17:33 Natalizia Dagostino
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Natalizia Dagostino Opinione inserita da Natalizia Dagostino    27 Agosto, 2016
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Codirossi...per non dimenticare

Helen Humphreys è una delle scrittrici che apprezzo di più: lucida, studiosa, decisa nell’uso delle parole, profonda confidente della vita solitaria e della natura.

Nel 1940, James Hunter, pilota della Raf, Uomo-uccello, arruolato in aeronautica per non essere “costretto a vedere chi sto per uccidere”, viene catturato dai tedeschi. In un piccolo villaggio del Sussex, Rose, la giovane moglie, rimane a svolgere il lavoro di sorvegliante per il mantenimento del coprifuoco.

La realtà dei due protagonisti, lontani l’uno all’altra, è aspra e sgradevole. L’attesa di Rose è triste e rabbiosa, fino al momento in cui conosce e si innamora di Toby Halliday e accetta, contemporaneamente, di ospitare la sorella di James, in fuga dalla sua vita londinese. La quotidianità a tre è difficile e conflittuale, ma offre ad ogni persona coinvolta la possibilità di riflettere sulla solitudine interiore, sul desiderio, sui legami affettivi, sulla speranza coltivata in ogni modo.

Secondo la convenzione di Ginevra i prigionieri con il rango di ufficiale, non lavorano, “occupati a non dimenticare”. Allora, lo sport, il giardinaggio e la fuga diventano le principali attività. I giorni nei campi di concentramento sanno di pidocchi e di freddo. James guarda il tramonto e decide che, dopo la guerra, quando la prigione della carne sarà terminata, pubblicherà uno studio scientifico sulle abitudini dei codirossi.

Commovente e inaspettato l’incontro del prigioniero con il Kommandant del campo, un tedesco docente di lingue classiche all’Università di Berlino: è nuova vita per i due esseri umani volgere lo sguardo in alto verso i pini e gli abeti, concentrarsi sulla vita dei codirossi, con il cuore da 980 battiti al minuto, per non guadare in basso le miserie della guerra e del campo.

In seguito, per tutte le persone coinvolte nella storia, le situazioni cambiano inaspettatamente: forse, la vita non è solo paura e dolore, è libertà che consente possibili riscritture e programmi felici.

“Che assurdità, pensa James, che questa guerra e la precedente siano state combattute da professori di letteratura classica, appassionati di uccelli, giardinieri e acquerellisti.”p.58

“Questo è il vero problema con il tempo, pensa Rose. Non segue nemmeno le proprie regole. Si dilata e si comprime a suo piacimento. A volte è come un ospite che esita ad andarsene, altre è un specialista delle evassioni.”p.126

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
140
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il canto del crepuscolo 2015-07-03 15:22:27 Mian88
Voto medio 
 
3.5
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
Mian88 Opinione inserita da Mian88    03 Luglio, 2015
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Impensabile felicità.

1940. Foresta di Ashdown, Sussex orientale. Rose, poco più che ventiquattrenne è una delle tante vittime della guerra. Da quasi due anni è sposata con James eppure la loro vita matrimoniale è durata appena sei mesi poiché lo scoppio del conflitto ha portato all’inevitabile separazione della natia coppia con tanto di chiamata alla armi e detenzione in un campo di prigionia per lui e alla solitudine incontrastata per lei.
Come sopravvivere a questi giorni di ostilità? Come affrontare l’eremo dell’occasione perduta della quotidianità rubata?
E mentre James affronta le limitazioni del campo approfondendo i suoi studi sugli uccelli (prima della guerra egli era infatti un insegnante), la donna, affranta dall’affievolirsi dell’entità del marito, dalla difficoltà di alzarsi un giorno dopo l’altro nel loro angusto cottage, è preda di un nuovo amore.
Nel mentre Enid, giornalista sorella maggiore di due anni del recluso, a causa di un bombardamento si ritrova priva di tutto (dal lavoro all’abitazione alla reputazione) e decide di trasferirsi dalla novella sposa instaurando con questa un legame che mai avrebbe ipotizzato di poter avere. Inevitabilmente le loro strade si ridividono ma quei giorni nella foresta saranno per la londinese di inestimabile valore.
1950. La vita dei tre protagonisti è radicalmente cambiata dai fatti della Guerra eppure quei giorni sono ancora scolpiti in loro, non li abbandoneranno mai. Ognuno a suo modo cura le ferite dell’anima e nonostante il presente il pensiero torna al passato, agli errori commessi, a quei giorni di insospettata ed impensabile felicità nell’oblio.
Stilisticamente il componimento è caratterizzato dalla tipica vena poetica dell’autrice. Fino alla metà non si distingue particolarmente, anche i protagonisti non riescono ad entrare in empatia con il lettore che soventemente si interroga su quale sia il fine che la narratrice vuol comunicare. Se da un lato infatti Rose non è in grado di farsi amare, dall’altro, James è talmente coinvolto nello studio dei suoi animali che è per chi sfoglia queste pagine come una entità a sé stante; è soltanto quando (davanti al pericolo di morte certa) i suoi sentimenti diventano concreti che egli risulta percepibile per chi legge.
Viceversa nella seconda parte dello scritto James fuoriesce per la sua profonda umanità, per l’incapacità di accettare un dolore e voltare pagina per andare avanti, si porterà ogni giorno nel cuore quelle ferite fino a che il suo corpo, oltre che al suo spirito, non avranno più forza di battere, più voglia di combattere. Enid è capace altresì di valutare con obiettività quel che è stato il suo ieri e quel che è il suo oggi ed è tra tutti l’unica che riesce a ricostruirsi una vita. Rose vivrà affiancata dal peso delle proprie scelte e la sua posizione sarà compresa quando infine incontrerà la sua stessa vicenda ma al contrario.
Piacevole, a tratti malinconico e dal significato intrinseco. Positivo il messaggio finale e da non sottovalutare il ruolo dei volatili, usati dalla stessa per descrivere sentimenti quali amore e libertà. Per poter essere compreso necessita di tanta sensibilità e si confà alle persone volenterose di scoprire quel significato nel significato. Se così non fosse risulterebbe uno scritto fine a se stesso.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
160
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Léon
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Per niente al mondo
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il codice dell'illusionista
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
La gita in barchetta
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Il grembo paterno
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Un matrimonio non premeditato
Valutazione Utenti
 
3.3 (1)
La felicità del lupo
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
3.5 (2)
Billy Summers
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Smarrimento
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Galatea
Valutazione Redazione QLibri
 
2.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Angeli per i Bastardi di Pizzofalcone
Valutazione Utenti
 
4.0 (2)
Inchiostro simpatico
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri