Narrativa straniera Romanzi L'amore è un progetto pericoloso
 

L'amore è un progetto pericoloso L'amore è un progetto pericoloso

L'amore è un progetto pericoloso

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Il progetto Moglie di Don Tillman, professore di genetica all'Università di Melbourne, sta andando alla grande. Felicemente sposato con Rosie, Don sta scoprendo che si può vivere sereni anche in un appartamento pieno di inutili oggetti decorativi. Certo, la sua visione del mondo fatta di razionalità ne viene colpita in maniera negativa, ma nel rapporto di coppia ci sono tanti aspetti positivi che riescono a compensare questi piccoli fastidi. E poi c'è un cambiamento: sta per tornare a Melbourne per un anno sabbatico il suo amico Gene. Insomma, tutto va (quasi) per il meglio per il tenero e surreale Don, se non fosse che Rosie gli annuncia qualcosa di imprevisto, in grado di sconvolgere ogni piano: l'arrivo di un bambino. Non era stato elaborato nessun progetto Figlio: come affrontare il problema?

Recensione della Redazione QLibri

 
L'amore è un progetto pericoloso 2015-02-25 12:30:12 antonelladimartino
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antonelladimartino Opinione inserita da antonelladimartino    25 Febbraio, 2015
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PROTOCOLLI SOCIALI. INCOMPRENSIBILI.

La letteratura e il cinema accompagnano la psicologia nel comprendere meglio la natura umana, le sue complicazioni, le sue differenze: film come Rain Man ci hanno consentito di avvicinarci al mondo dell’autismo, una condizione in cui la mancanza di empatia si combina, nei casi di “alto funzionamento”, a capacità logiche e cognitive superiori. Anche la sindrome di Asperger, un altro disturbo dello sviluppo vicino all’autismo, inizia a farsi conoscere grazie alla narrativa. Il protagonista di questo romanzo, però, pur avendo capacità cognitive superiori e scarse competenze empatiche e sociali, non soffre di alcun tipo di disturbo.

Don Tillman, australiano, professore di genetica e barman provetto, ha passato anni difficili a causa della sua eccentricità, ma ora è felicemente sposato. Il suo modo di essere può essere etichettato “Nerd”, oppure, all’italiana, “un secchione sfigato”. Gentile, generoso, onesto fino al midollo, si adatta a mentire (male) soltanto per amore. Riconosce le sue difficoltà sociali, adora sua moglie e i suoi amici, “si sbatte” per aiutarli e renderli felici e, nonostante le sue scarse capacità di empatia, è perfettamente in grado di provare emozioni, anzi, spesso le prova troppo intensamente. Avvicinarsi al suo mondo, agli equivoci e ai fraintendimenti provocati dal suo modo di essere può essere divertente, ma anche molto triste, quando il non capire provoca dolore. E, sempre, fa riflettere.

Il ritmo della narrazione è diseguale, a volte rallenta perdendosi nei dettagli, oppure sono azione e dialoghi ad accelerare troppo, ma la qualità della lettura non ne risente: basta la grandezza dei personaggi a rendere coinvolgente questo romanzo. A prima vista, un lettore superficiale può credere di trovarsi di fronte a una galleria di stereotipi: “l’Assistente sociale”, “la Rockstar”, “la Psicologa”, “la Sguaiata” e, ovviamente, “il Nerd”. Ma lo stereotipo si limita alla facciata, che esplode in briciole e in risate durante la narrazione: possiamo definirli falsi stereotipi, personaggi creati apposta per sbugiardare etichette e generalizzazioni.

Il nostro Nerd possiede una grandezza inimitabile. Non è la prima volta che Don ci offre il “resoconto scientifico” dei suoi progetti d’amore, ma anche se lo conosco soltanto dal suo secondo romanzo, sono convinta che la serie merita di diventare molto più lunga. In questo romanzo, il Nostro ha dovuto provare a se stesso, a sua moglie e alla società di essere in grado di fare il padre: un’esperienza tragicomica, che punta il dito proprio contro l’insensibilità di chi non ha problemi di competenze sociali.

Rain Man è un film famosissimo, ma ancora molti non sanno che l’autismo non è indifferenza, ma eccesso di sensibilità. Eppure, alla fine, arriva un vecchio film, La vita è meravigliosa con James Stewart, che rivela la natura generosa e salvifica del nostro protagonista.
“Se mi trovassi su un aereo che rischia di precipitare, vorrei che ai comandi ci fosse una persona come Don.”

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