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La commedia umana La commedia umana

La commedia umana

Letteratura straniera

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Homer è un ragazzino di quattordici anni pieno di entusiasmo. La famiglia Macauley, da cui proviene, è modesta: il babbo è morto e il fratello maggiore è partito per la Seconda guerra mondiale; eppure tutti si dedicano con energia a quel che va fatto: la mamma alle galline come all'arpa, la sorella agli studi e al pianoforte, e Ulysses è il fratellino più curioso del mondo. Homer, che di giorno frequenta il liceo, la sera si tuffa in bicicletta alla volta dell'ufficio del telegrafo, dove lavora come portalettere. Pochi giorni, e già si rivela come il messaggero più veloce della West-Coast. Entra così nel mondo degli adulti: il suo segreto è prendere sul serio le cose e i sogni per diventare qualcuno, anzi, capire di esserlo già.

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La commedia umana 2018-12-13 19:51:12 68
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68 Opinione inserita da 68    13 Dicembre, 2018
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Odissea umana

“ La Commedia umana “, a metà tra romanzo di formazione e saggio pedagogico con i connotati di un poemetto lirico in prosa, è una lezione di civiltà, brevi capitoli dissociati ad esprimere significati e riflessioni universali, oltre singole situazioni e personaggi.
Gli occhi di un ragazzino orfano di padre, Homer Macauley, scolaro e fattorino, e la sua particolare Odissea nel paese californiano di Itaca, segnano una forte identità famigliare e un indistruttibile ottimismo alla scoperta della vita, un manuale di sopravvivenza e di umanesimo del profondo, sentimenti autentici e valori conclamati.
William Saroyan, anche su basi autobiografiche, una infanzia da orfano e profugo armeno, un lavoro come fattorino, ma con una dose massiva di fantasia, l’ uso di una prosa vivace e giocosa, aspira a formare ed informare, inscenando una educazione sentimentale mai banale con verità inoppugnabili ma che ovvie non sono in un romanzo corroborato da fragore fanciullesco ed umorismo dissacrante.
Il titolo si contrappone al celebre Poema dantesco e ripropone la “ Commedia umana “ di Balzac, un racconto scritto in soli 11 giorni e pubblicato in America nel 1942, in pieno conflitto bellico, ispirazione e conforto per i soldati americani gettati nelle atrocità del fronte senza un futuro certo, una lirica imbevuta di significati, fratellanza, umanità, uguaglianza, con un forte senso religioso e di appartenenza ad un mondo che non preveda confini e preclusioni razziali, politiche, sociali, con un solo grande respiro umano.
Un romanzo che sa di guerra e contro la guerra, dalla quale uno dei fratelli di Homer non tornerà, che consegna agli occhi sognatori ed incantati di un adolescente impegnato a consegnare telegrammi latori di morte la scoperta di un mondo inaccessibile ed inspiegabile, cieco, sordo, un ottimismo di ragione e sentimenti con una morale di fondo.
Capitoli dalla connotazione pedagogica, una chiave di lettura che è parte del romanzo ed esula il romanzato, con una leggerezza, piacevolezza e liricità di fondo, che si rivolge ai più piccoli ma anche a quel mondo adulto che ha da insegnare ma tanto da imparare.
Homer è una spugna, come tutti gli adolescenti impulsivo e dissacrante, giorno dopo giorno impara un po’ di più, già possiede tratti di ragionevolezza e senso di responsabilità da adulto oltre ad una dose di saggezza senile, perché ogni uomo è il mondo intero.
Un giorno, imbevuto di sofferenza, cercherà qualcuno da odiare, ma non ci sarà nessuno se non il male, e la morte avrà lasciato un’ eredità spirituale.
L’ intento di Saroyan e’ la crescita di persone libere, oneste, coraggiose e pensanti, che si differenzino esclusivamente per doti intrinseche, con una giusta dose di paura ma mai impaurite, che continuino l’ esperienza in un mondo senza barriere e confini, ne’ stranieri, e soprattutto senza il male.
In una terra di disuguaglianze e scontri razziali egli aspira alla fratellanza, in un tempo di guerra alla pace tra i popoli, il suo marcato ottimismo e’ piuttosto idealista ed utopico.
A contare è l’ essenza dell’ espresso, umanità , bontà, sorriso, comprensione, amore, inseriti in una moderna “ Commedia umana “, l’ esito un messaggio educativo e di civiltà rivolto in primis ai più giovani e comunque sempre valido ed attuale.

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La commedia umana 2014-07-17 08:10:57 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    17 Luglio, 2014
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Bambini si nasce, poi purtroppo tutto il resto

William Saroyan nacque in California nel 1908 da una famiglia di immigrati armeni, perduti i genitori da piccino crebbe in orfanatrofio. Si mantenne vendendo giornali per strada e facendo il fattorino per il telegrafo, passando il tempo libero in biblioteca.
Queste poche righe sull'autore perche' non vi sfuggano nel caso decidiate di leggere LA COMMEDIA UMANA, che potrebbe essere un racconto come tanti, invece e' un concentrato di vita. 
La vita probabilmente del piccolo William.

Non ho amato la penna dello scrittore, la forma molto elementare e' di lettura scorrevole ma si caratterizza da un non so che di indecifrabile che mi ha lasciato un senso di incompiuto ad ogni pagina. Quasi che ogni periodo fosse troncato, poco elaborato. 
Eppure il contenuto e' di infinita piacevolezza, una narrativa che io catalogo come terapeutica perche' trasmette un denso senso di pace, di serenita', di decoro.

Ambientata in California durante la Seconda guerra mondiale, la narrazione e' ricca di piccoli grandi semplici personaggi che ti aprono il cuore, ti strappano un sorriso, velano gli occhi.
Così Homer si trova un lavoro come portalettere per aiutare la mamma vedova. Il ragazzino pedala a tutta velocita' con la borsa dei telegrammi a tracolla, consegnando i brevi messaggi si trova ad affrontare il dramma della morte, così giovane una busta in mano ed il senso di pieta' che lo rende drammaticamente impotente: " Buon compleanno", "Torno presto", " Il Ministero della Guerra e' spiacente di informarla che suo figlio e' morto in combattimento".
Cosi' August lo strillone dà il meglio di sè nelle strade vuote, dove puo' gridare le squallide notizie dei suoi giornali senza che nessuno lo senta, senza che la sua voce imponga carneficine alle orecchie della gente. Senza trovarsi di fronte all'indifferenza delle persone ai titoli drammatici dei suoi quotidiani.

Ben lontano da essere definito un romanzetto buonista, io credo che Saroyan abbia avuto il merito di concentrare nel testo l'umilta', la sincerita' e l'innocenza che solo gli esseri umani allo stato piu' puro possono vantare : i bambini.
Inizialmente demoralizzata dallo stile, il libro e' stato invece una piacevole ed appagante rivelazione.

Poi il piccolo Ulysses spicca un salto , fa toccare i tacchi in volo come ogni volta che e' contento, e corre verso casa.

Buona lettura.

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