Narrativa straniera Romanzi La donna dal taccuino rosso
 

La donna dal taccuino rosso La donna dal taccuino rosso

La donna dal taccuino rosso

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Una boccetta di profumo Habanita, una bottiglia di Evian da mezzo litro, un fermaglio per capelli con un fiore di stoffa azzurro, una ricetta strappata da qualche rivista, tre sassolini colorati, quattro vecchie fotografie, un romanzo di Patrick Modiano... Quante cose possono stare nella borsa di una donna? Quanti sogni, desideri e paure può svelare il suo taccuino? Il contenuto di una borsa ritrovata può raccontare tutta una vita a chi sa ascoltare.

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La donna dal taccuino rosso 2017-03-23 19:52:26 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    23 Marzo, 2017
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Il romanticismo magico e cortese di Antoine Laurai

La donna dal taccuino rosso è un romanzo che è subito diventato un bestseller in Francia, tradotto in dodici paesi del mondo. Una libraia di Nantes, come viene citato nel retro della copertina, definisce “il libro come una commedia romantica.” Ha ragione pienamente, è una commedia romantica, ma in una forma particolare, con una storia di sentimenti a cui si intrecciano riferimenti letterari, riflessioni sull’amore e sulla vita, il tutto inserito nella splendida cornice di una Parigi dei piccoli quartieri, parchi, stradine, bistrot. Un accento marcatamente francese.
Il romanzo inizia con il ritrovamento casuale del libraio Laurent di una borsa color malva da signora, con all’interno “la ricevuta di una tintoria, una molletta per capelli, una boccetta di profumo Habanita, qualche vecchia fotografia, una bottiglia di Evan, (…), una penna a sfera Montblanc nera, un romanzo di Patrick Modiano con dedica “A Laure….”, un taccuino rosso con annotata una lunga lista di “ho paura” e una di “mi piace”. A chi appartengono questi oggetti? E quale tipo di donna è Laure? Laurent con queste cose tra le mani incomincia a fantasticare su di lei, sul suo viso, sul suo modo di comportarsi.
“Laurent aveva di fronte una donna puzzle. Una sagoma indistinta, come dietro un vetro appannato, un volto simile a quelli che incontri nei sogni.”
Al libraio non resta che intrufolarsi all’interno della vita di questa sconosciuta, e come un cane da tartufo scavare, scavare, scavare…
Lo scrittore crea un enigma cortese, un gioco di specchi che rimandano realtà deformate e verosimili, allargando l’orizzonte narrativo di una vicenda solo all’apparenza semplice. Si dilata il tempo, il divario tra reale e ideale è perfettamente reso dall’autore. E’ un omaggio alle illusioni. Una lettura breve, piacevole, raffinata ed elegante, ornata da una curiosa nostalgia che aleggia per tutto il testo. In particolare mi ha colpito il rapporto con gli oggetti: oggetti che custodiamo gelosamente, segni di un passato che non si vuole dimenticare, o simboli del nostro io più profondo, dei nostri segreti. E qui l’autore è bravissimo nell’usare queste cose per dimostrarci che attraverso ad essi è possibile ricostruire una storia, una vita, una persona, aprendola ad ogni possibilità.
Il libro è anche un viaggio tra i libri e i suoi autori, fascinoso, strabiliante e coltissimo. Veramente una lettura in cui immergersi totalmente!

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Consigliato a chi ha letto...
Consigliato a chi ha letto Patrick Modiano, Incidente notturno e Perchè tu non ti perda nel quartiere.
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