Narrativa straniera Romanzi La figlia dello straniero
 

La figlia dello straniero La figlia dello straniero

La figlia dello straniero

Letteratura straniera

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Rebecca è una donna dai molti segreti. Mentre si sposta senza una meta precisa lungo l'East Coast americana, tenendo stretto per mano il figlio Niley, lascia dietro di sé pezzi enormi del suo passato: due genitori giunti dall'Europa dilaniata dalla Seconda guerra mondiale e che l'hanno messa al mondo sulla nave che li trasportava lontano dagli orrori del nazismo; un marito che trova sfogo alla durezza della vita quotidiana nella violenza sulla propria moglie; la lettera da un lontano cugino, sopravvissuto all'Olocausto, che le rivela di suo padre e di sua madre più di quanto essi avrebbero mai voluto confessare. L'unica soluzione, per Rebecca e Niley, sembra dunque quella di partire. Partire e annullarsi, reinventandosi in grembo all'America. Perché in fondo l'America è anche questo.

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La figlia dello straniero 2018-10-28 10:42:05 Niki
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Niki Opinione inserita da Niki    28 Ottobre, 2018
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Da Dickens a Biancaneve

Sono in dubbio sulla recensione di questo romanzo. È uno di quei testi di cui non posso dire che la lettura mi abbia rapita ma nemmeno posso sconsigliarlo su due piedi. Possiede due delle caratteristiche che mi piacciono in un libro: una scrittura non scontata e una trama basata sulla realizzazione personale attraverso le difficoltà; ma mentre la prima parte, relativa al flash back sull'infanzia della protagonista, mi ha appassionato, la seconda, quella in cui la vita di Rebecca prende una strada più tranquilla e banale, mi ha un po' annoiata. È come se si partisse col leggere un romanzo di Dickens: c'è la famiglia di poveri immigrati, nell'America degli degli anni 40, che vive in un cimitero, con un padre deluso e violento, una madre depressa e passiva, e una bambina intelligente che non soccombe alla bruttura; per poi passare a un resoconto realistico di vita di coppia con un uomo farfallone e brutale, e finire con la favola di Biancaneve. Man mano che si procede nella lettura cambia il ritmo, scema la tensione narrativa, tutto diventa più edulcorato e meno interessante per concludersi con un inutile epistolario. Mi sorge il dubbio che, forse, fosse nelle intenzioni dell'autrice ma l'impressione è che la storia sia stata scritta da due mani diverse. Niente da dire sulla caratterizzazione psicologica dei personaggi che c'è ed è efficace, così come mi è piaciuta la scrittura soprattutto quando, per descrivere qualcosa che è accaduto, l'autrice lo fa attraverso i monologhi/sfoghi dei personaggi. Carina la trovata del cambio di nome della protagonista, quel suo immedesimarsi in una persona 'inventata' che ha un risvolto 'giallo' che, ovviamente, non rivelo.

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La figlia dello straniero 2009-11-27 14:35:41 Irene
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2.3
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2.0
Opinione inserita da Irene    27 Novembre, 2009

Romanzo rosa

Se cercate un romanzo Harmony di 600 pagine, leggete questo libro. Non ho letto altri libri della Oates (penso comunque che le concederò un' altra chance) ma questo è stato veramente duro da finire. Uno storia che parte con toni estremamente drammatici e finisce in favola, con l' arrivo di un principe azzurro, figlio di un miliardario che potrà garantire immediata ascesa sociale a quella che era all' inizio una povera derelitta. Il tutto è raccontato senza profondità psicologica. La protagonista è, nelle ripetute descrizioni, sempre bellissima, radiosissima, dolcisissima. Stucchevole.

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